Caso Saccà, Curzi: ''Ho voluto far saltare la logica dei blocchi''

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Fonte: La Stampa

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Televisione
  giovedì, 17 luglio 2008
 00:00
Consigliere Curzi, c'è chi s'è definito incredulo e stupefatto dalla sua astensione.
«L'ho fatto perché non volevo si ripetesse quello che succede da tre anni in questo Consiglio di amministrazione: da una parte i cinque consiglieri di centrodestra, dall'altra i quattro di centrosinistra. La questione Saccà andava risolta sette mesi fa, quando, a novembre, lui stesso comunicò a Cappon di essere finito sotto indagine. E' da allora che ripeto la necessità di provvedimenti immediati. Mi sono astenuto per spingere verso un chiarimento definitivo».
 
Ma così facendo ha aiutato un dirigente accusato di comportamenti quantomeno disinvolti all'interno di un'azienda pubblica...
«Certo, disinvolti: molte persone ne fanno un uso disinvolto e grave. Cose penali forse non ce ne sono, ma c'è un grave danno d'immagine alla Rai».
 
Quindi oggi i giornali potrebbero titolare che lei ha salvato un dirigente molto discusso,
pizzicato nelle intercettazioni a parlare di gente da piazzare.
«Spero di no, mi dispiacerebbe molto. Perché non è vero: io ho chiesto provvedimenti già sette mesi fa».
 
Però se lei in Consiglio di amministrazione avesse votato a favore del licenziamento...
«Il consigliere Staderini avrebbe votato contro, e sarebbe finita cinque a quattro, come sempre». 
 
E se invece avesse avuto la garanzia di Staderini di un voto favorevole?
«Allora avrei votato anche io a favore del licenziamento di Saccà. Ma siccome non è così, ci siamo astenuti per rompere il solito schema: abbiamo dimostrato che all'interno del consiglio di amministrazione non esistono più blocchi contrapposti, ma piuttosto l'intenzione di ritrovare gli interessi della Rai. E poi quel modo di procedere era adatto mesi fa, adesso bisogna motivare meglio un licenziamento, altrimenti a perderci è sempre l'azienda pubblica».
 
Intervista tratta
da "La Stampa"

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