Scusate il disturbo con Lino Banfi: storia di tre generazioni di italo-argentini

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Fonte: Digital-Sat (com. stampa)

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Televisione
  domenica, 22 marzo 2009
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“Scusate il disturbo”, in onda domenica 22 e lunedì 23 marzo in prima serata su Raiuno è un film in due parti, che si ispira e in qualche modo vuole essere anche un omaggio, con il dovuto rispetto, a quelle belle commedie all’italiana che si facevano negli anni ’60/70 e che hanno affrontato il tema dell’emigrazione italiana nel mondo, come “Il gaucho” di Dino Risi o “Pane e cioccolata” di Franco Brusati.
Lino Banfi, che ne è il protagonista interpreta, infatti, un falegname pugliese emigrato a Buenos Aires in quegli stessi anni, che dopo una vita di onesto lavoro, durante la quale riesce a guadagnarsi un’esistenza tranquilla e dignitosa, si ritrova invece da pensionato a dover affrontare i disastri economici di un figlio arrampicatore ed irresponsabile, i conflitti con una nuora viziata che lo detesta, l’incomunicabilità generazionale con un nipote adolescente che lo considera “antico”, e il difficile passaggio dall’età matura alla vecchiaia, dovendosi anche confrontare con l’inaspettata malattia del suo migliore amico, nonché collega di una vita, Peppino, interpretato da un bravissimo Lino Toffolo che torna a recitare in un film dopo trent’anni.

Una commedia divertente e al tempo stesso amara, con la regia di Luca Manfredi, che ha cercato di essere fedele alle numerose caratterizzazioni e al servizio di un racconto imbastito da spinosi conflitti familiari. Un film nel quale si confrontano tre generazioni diverse che sembrano quasi non comunicare tra loro, e dove il tema dominante è: non si smette mai di essere padri, neanche a settant’anni.

“Scusate il disturbo”, ambientata in un microcosmo italiano della grande capitale “portegna”, dove la metà della popolazione ha origini nostrane, riesce, grazie a un cast misto di bravissimi attori italiani ed argentini (come Blas Roca Rey, Sara D’Amario, Francesco Aquaroli, Sergio Solli, Norman Briski, Hugo Arana, Rita Cortese, Arturo Goetz, per citarne solo alcuni) a regalare alcuni momenti molto teneri e commoventi, senza perdere il tono ironico ed accattivante della commedia.

La miniserie, una coproduzione Grundy Italia Spa – Rai Fiction, prodotta da Roberto Sessa, è stata ambientata e realizzata interamente a Buenos Aires, tranne l’epilogo che è stato girato per due giorni a Cisternino, in provincia di Brindisi. 

Le riprese a Buenos Aires hanno avuto una durata di otto settimane, dalla fine di aprile alla metà di giugno (quando in Argentina era autunno/inverno).

Le location utilizzate sono state circa 50 e per ambientare le scene in esterno sono stati scelti i luoghi più caratteristici di Buenos Aires, da Puerto Madero alla Boca (sede dell’ex quartiere  italiano più popolare e storico di Buenos Aires), dal mercato di Sant’ Antonio alla casa del pescatore sul Rio del Plata.

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