Il Venerdtoriale - Il cinema sul web: un'alternativa alla pirateria  possibile

Il Venerdtoriale - Il cinema sul web: un'alternativa alla pirateria possibile

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Fonte: Digital-Sat (original)

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Internet e Tv
  venerdì, 19 febbraio 2010
 00:00
Quando mancano solo due serate alla conclusione del Festival di Sanremo (di cui ci occuperemo nella sua interezza venerdì prossimo), oggi vogliamo parlare di cinema, o meglio della particolare iniziativa offerta dal sito Mymovies.it che lunedì scorso ha “proiettato” in anteprima il film "La bocca del lupo", da oggi nelle sale italiane. Questo e altro nel VENERDÌTORIALE di Digital-Sat.
 
Quanto siano importanti i diritti per la televisione è cosa nota, soprattutto per quanto riguarda lo sport e la naturale evoluzione multipiattaforma rende evidente questa fondamentale sfaccettatura. Un po’ meno evidente è invece quello che accade per il cinema, dove – non essendoci necessità di simultaneità all’evento (come invece nello sport) – è applicata la cosiddetta tecnica delle “finestre”.
 
Prima nelle sale, poi il video noleggio, l’home video, la pay-per-view, la pay tv e infine la tv in chiaro, tutti passaggi che si concludono di solito nel giro di un paio d’anni, per rendere sempre vivo il film nei molteplici passaggi di cui dispone e in cui è possibile riutilizzarlo anche come veicolo promozionale (come ad esempio è successo con “Scusa ma ti voglio sposare” anticipato su Canale 5 il giorno prima del debutto nella sale dalla messa in onda free di “Scusa ma ti chiamo amore”).
 
Quello di cui invece parliamo oggi rovescia le carte in tavola a questa ormai consolidata pratica: lunedì 15 febbraio infatti il sito Mymovies.it, uno dei punti di riferimento per gli appassionati italiani della settima arte, ha trasmesso in video-streaming l’anteprima del film “La bocca del lupo” che proprio oggi fa il suo esordio nelle sale di tutta Italia. «In Italia ancora non l'ha fatto nessuno a questo livello – recitava il comunicato stampa –, ci sembrava quindi doveroso dare un ideale calcio d'inizio alla trasmissione di film in streaming proprio con La bocca del lupo, il primo film italiano a vincere il festival di Torino da 27 anni a questa parte. Per dare un segnale forte e dimostrare che anche in Italia si può fare, si possono trasmettere film in buona qualità attraverso la rete».
 
Un film visto legalmente attraverso la rete è già una notizia, se poi si pensa che ciò è avvenuto in anticipo rispetto al passaggio al cinema, la cosa diventa molto interessante. Al di là della pellicola in sé, l’iniziativa è stata decisamente interessante: una platea virtuale di più di un centinaio di persone (la capienza del “cinema virtuale” era di 300 posti), tutti collegati simultaneamente e “seduti” al posto loro assegnato, ha seguito il film con anche i promo dei film che verranno proprio come si fosse in una vera e propria sala. Mancavano solo patatine e pop corn.
 
Scherzi a parte, fa riflettere come il web potrebbe sostituire – o meglio affiancare – l’home video, creando anche una via terza, quella della proiezione web senza possibilità di “copiare” il film. La pirateria cinematografica è un problema serio, forse anche più che per la discografia, e – sottolinea il comunicato di Mymovies.it – «chi [ne] conosce le dinamiche sa bene come negli ultimi tempi la visione dei film in streaming abbia sostituito il download illegale e come in tanti siano ormai disposti a pagare (sì sì, proprio “pagare”) abbonamenti a servizi che consentono la visione di film piratati senza i consueti tempi d’attesa del download».
 
Ecco dunque che con questa iniziativa, che ha goduto anche di una qualità tecnica soddisfacente, si è dimostrato anche ai più scettici come trasmettere prodotti cinematografici via web sia possibile e come ciò possa essere una valida alternativa alla pirateria. Ovviamente tutto ha un costo e, fatte le debite proporzioni con un biglietto del cinema, un prezzo congruo e non proibitivo potrebbe spingere ulteriori potenziali clienti alla visione “legale” di film o altri contenuti (ogni riferimento alla tv è puramente casuale) in modalità Pay On Demand, termini che piano piano stanno entrando nel lessico quotidiano.
 
Ovvio che rientriamo nel discorso da cui siamo partiti, quello dei diritti, ma potrebbe non essere un problema, poiché quello più grande è la lotta alla pirateria che negli ultimi tempi ha condizionato, e non poco, i bilanci di molti nel settore. E proprio in un periodo in cui, anche a livello politico, si è molto parlato di controllo del web con la discussione del decreto Romani, è positivo notare come proprio il web si candidi a risolvere i problemi di un’industria che ha contribuito (con un uso distorto del mezzo) ad affossare. Quasi quasi se lo meriterebbe davvero il premio Nobel…
 
Giorgio Scorsone
per "Digital-Sat.it"
 
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