Numerazione LCN, CNT-TPD: ''Anche Agcom e MSE riconoscono la mostruisità delle graduatorie Corecom''

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Fonte: Digital-Sat (com. stampa)

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Digitale Terrestre
  sabato, 27 agosto 2011
 10:42

Riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato stampa del Coordinamento Nazione Televisioni - Terzo Polo Digitale (CNT-TPD), intervenuto ancora una volta sul tema della numerazione LCN aspettando la camera di consiglio prevista il 30 agosto prossimo.


Si avvicina la resa dei conti per porre fine allo scandalo delle graduatorie Corecom utilizzate quale  criterio per l'assegnazione alle tv locali della numerazione LCN. Il 30 agosto, infatti, ci sarà la camera di consiglio per la discussione dell'istanza cautelare presentata da AGCOM per la sospensione dell'efficacia delle sentenze del TAR Lazio di fine luglio che avevano annullato la micidiale e famigerata delibera 366/10/CONS.

E' opportuno notare come, allo stato dei fatti, è in atto una vera e propria spaccatura con la presenza in giudizio dei monopolisti e delle multinazionali a sostenere le scelte di MSE-Com e AGCOM, stranamente insieme alle associazioni FRT e AERANTI pur con grandi spaccature interne per la evidente contraddizione. I soggetti intervenuti ad opponendum, invece, e quindi favorevoli all'annullamento della delibera, sono le associazioni di tv locali CNT-TPD, CRTL, REA e CONNA, oltre ad altre emittenti locali come il Gruppo La 8 e La 9, TeleCapri ed altre tv storiche e rappresentative del territorio.

La stessa CRTL, per voce del suo legale avv. Domenico Siciliano, sottolinea come «la situazione che sta emergendo nella causa di appello dimostra già di per sé il fallimento del piano LCN. A questo punto l'esito del giudizio diventa secondario, il fatto stesso che l'appello abbia creato una contrapposizione di questa gravità dovrebbe indurre l'Autorità di garanzia ad avviare responsabilmente un confronto con le emittenti per modificare il piano in tempi brevissimi, cosa perfettamente fattibile se vi è realmente una volontà comune in questo senso».

Su tale strada Costantino Federico, presidente del CNT-TPD e direttore di TeleCapri, ha più volte sollecitato la convocazione di un tavolo tecnico di confronto proprio per trovare una soluzione legittima, equa e condivisa cercando di prevenire un provvedimento nefasto in entrambi i casi.

E' scandaloso come l'AGCOM, in barba al principio delle «abitudini e delle preferenze del pubblico» (e quindi dell'audience), riconosciuto dalla stessa Autorità, abbia potuto stabilire quale criterio di assegnazione LCN le graduatorie dei Corecom, molte delle quali sono state costituite con alterazioni, falsificazioni e manipolazioni dei documenti e delle domande. Fatturati gonfiati illecitamente che comprendono anche attività estranee al broadcast televisivo e personale inesistente, hanno letteralmente alterato le classifiche.

Questi gravi fatti sono comprovati da indagini in corso in molte regioni che, in alcuni casi, hanno già prodotto emissioni di misure cautelari come, ad esempio, in Puglia e in Campania dove alcuni procedimenti sono in fase avanzata di dibattimento. Non parliamo poi dell'assurdo, ridicolo meccanismo previsto nella delibera bocciata che ha consentito a due emittenti provinciali, ma spesso anche locali o addirittura di paese, di consorziarsi sommando i rispettivi punteggi  e superando di conseguenza altre emittenti regionali ottenendo lo stesso LCN per la intera regione; grottesco, infatti, il caso della Campania dove su Napoli sono presenti nella decade di posizioni assegnate alle locali ben 4 numeri a emittenti di Caserta, Avellino e Salerno che logicamente nulla hanno a che vedere con l'utenza televisiva di Napoli.

Sulla autentica follia del metodo delle graduatorie Corecom per assegnare l'LCN se ne sono resi conto tutti, persino le emittenti che hanno ottenuto questo privilegio senza alcun merito o qualifica! Addirittura gli stessi MSE-Com e AGCOM hanno riconosciuto la illegittimità della delibera 366 dal momento che nel bando per l'assegnazione dei canali in Liguria per liberare quelli del range 61-69 sono stati previsti altri parametri per formare la graduatoria senza ricorrere a quelle dei  Corecom e, quindi, ai fatturati e al numero di dipendenti.

I parametri per la Liguria, e quindi presumibilmente per tutte le altre regioni a seguire, sono su cento punti: 45 max per la copertura del segnale; 5 punti max per la storicità; 30 punti max per il personale; 20 punti max per il capitale sociale al netto delle perdite. Si possono non condividere tutti i criteri (anche per le eventuali omissioni e le percentuali che potrebbero avere una ripartizione diversa) ma è fondamentale notare come sia stata abbandonata la strada del Corecom che non viene né citato né coinvolto in alcun modo nel regolamento approvato per la Liguria.

Perché, allora, nel resto di Italia e soprattutto in Campania deve sopravvivere questo mostro delle graduatorie Corecom che hanno premiato televisioni inesistenti e spezzato le gambe a emittenti storiche e perfino alla prima tv della Campania?

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