Iannucci: ''Vi spiego perché Veep (Sky Atlantic) ha conquistato gli Usa''

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Fonte: Adnkronos

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Sky Italia
  lunedì, 30 giugno 2014
 06:00

Iannucci: ''Vi spiego perché Veep (Sky Atlantic) ha conquistato gli Usa''''Sono sempre stato affascinato dalla politica americana, sono un po’ drogato di politica in realtà''. A parlare è Armando Iannucci, scrittore, creatore e sceneggiatore di 'Veep', la serie televisiva statunitense trasmessa dal 2012 sul canale via cavo HBO e da in onda in Italia su Sky Atlantic.

Ambientata nell’ufficio di una vicepresidente americana di finzione, è una commedia satirica ideata proprio dall’autore italo-scozzese, che utilizza lo stesso stile realistico, detto cinéma-vérité, già usato nella serie televisiva satirica ‘The Thick of It’ dello stesso Iannucci, trasmessa dal 2005 dalla Bbc. Dopo un episodio pilota del 2011, scritto da Iannucci e da Simon Blackwell, è stata commissionata un’intera stagione della serie che ha debuttato il 22 aprile 2012 su HBO ed è stata trasmessa nel Regno Unito dal 25 giugno 2012 sul canale Sky Atlantic. Il 30 aprile 2012 la serie è stata rinnovata per una seconda stagione. In Italia ha debuttato mercoledì scorso su Sky Atlantic.

La prima stagione di ‘Veep’ ha ‘incassato’ tre candidature ai Primetime Emmy Award,
come miglior serie televisiva commedia, miglior attrice in una serie commedia per Julia Louis-Dreyfus, e miglior casting per una serie commedia. Appassionato di politica, Iannucci è rimasto incuriosito dai retroscena della politica americana. “Abbiamo trascorso molto tempo a Washington- spiega il regista- per avere un’idea di cosa fosse il cuore del team: ‘the body man’, come chiamano l’uomo che porta le borse, ‘the diary secretary’, che non si muove dalla sua scrivania ma è scontrosa con tutti, il capo delle comunicazioni, il capo dello staff, e il giovane ventenne ambizioso che ha letto tutti i libri e visto tutti i film e ha la mappa della sua carriera ben disegnata in testa. Poi c’è il tipo della Casa Bianca che arriva e dice loro cosa devono fare”.

“’The Thick of It’ era su un oscuro politico. Ciò che è interessante di Veep, invece, è che prende di mira un personaggio che è al centro dell’attenzione pubblica. Ogni volta che la vicepresidente - protagonista della serie - usciva c’era la sicurezza che la seguiva ovunque. Che effetto farebbe a chiunque di noi? Come influenzerebbe il nostro modo di pensare? Come cambierebbe le relazioni familiari? Sembra una nuova area a cui guardare”, afferma il regista che ammette di trovare “affascinante il mondo dietro le porte chiuse”.

Tutta la serie ruota attorno al ruolo di una vicepresidente fittizia, un personaggio di grande interesse per il regista: “Il ruolo del vicepresidente può essere qualsiasi ruolo il presidente scelga. Una settimana puoi andare molto d’accordo con il presidente e avere molto potere, un’altra settimana il presidente ti può togliere quel potere. C’è molto potenziale per la commedia in quella situazione perché non puoi pianificare, tutto è imprevisto”. E per distaccare il personaggio dalla realtà e da qualsiasi riferimento ad attuali politici, Iannucci ha scelto volutamente una vicepresidente donna. “Ho pensato che fosse un messaggio per far capire che non stavamo cercando di parlare di uno specifico vicepresidente. Non ha a che fare con democratici o repubblicani”, spiega il regista che afferma di essere interessato al personaggio in senso assoluto.

“Andare in giro con un grande badge nella consapevolezza, di contro, di essere comunque seconda - fa notare Iannucci - non è il massimo per la psiche ed è questo, fondamentalmente, tutto ciò in cui consiste essere vicepresidente. Una delle cose più tristi che abbia mai visto - rivela inoltre - è che il vicepresidente ha un ufficio al Senato con tutti i libri sui vicepresidenti”.

Hbo pensava per il ruolo di vicepresidente all’attrice e comica americana Julia Louis-Dreyfus, scelta che ha trovato concorde il regista: “Hbo ha suggerito lei e io ho pensato che fosse una grande idea. Quando ci siamo incontrati, immediatamente ci siamo messi a parlare per quasi tre ore davanti a una tazza di tè. Avendo lavorato molto nell’ambito della commedia, lei ha realizzato la sfida di fare qualcosa che le permettesse di essere un po’ più forte”.

Il regista di aver trovato ispirazione in serie come ‘Seinfeld’: “Ero grande fan di Seinfeld. Anche grande fan di Larry Sanders, perché sembrava vero e, analizzandolo, era fondamentalmente una sitcom tradizionale ambientata dietro le quinte di un ‘chat show’, ma era fatto per farti sentire come se stessi origliando quello che succedeva”. Senza dimenticare poi ‘West Wing’ che ha influenzato in qualche modo ‘Veep’: “C’è un po’ di ‘West Wing’ qui - ammette - Ero un grande fan dello show, ma - tiene a precisare - è comunque diverso” da Veep.

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