Dtt, Gentiloni: 'Frequenze aperte anche a nuovi editori'

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Fonte: Ansa

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Digitale Terrestre
  lunedì, 23 luglio 2007
 00:00

Aprire le frequenze, produrre nuovi programmi e costruire una corsia preferenziale per le tv locali.

Sono le tre priorità che il Governo deve affrontare nel  passaggio dalla televisione analogica a quella digitale.

GentiloniNe è convinto il ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni, che  nel suo intervento al convegno Giornalisti nell'era digitale:  prospettive e contenuti quattro mesi dopo, organizzato a Cagliari da Associazione stampa sarda, Fnsi e Usigrai, ha illustrato le tre possibili soluzioni.

Per quanto riguarda le frequenze, Gentiloni ha ipotizzato di  "assicurare agli editori che oggi trasmettono in analogico il necessario per trasmettere anche in digitale, ma si devono liberare frequenze - ha spiegato - per nuovi editori, nazionali  e locali, per fornitori di contenuti e utilizzatori diversi dalle televisioni".

Il responsabile del dicastero della Comunicazione ha anche ribadito la necessità che vi siano nuovi programmi "un'offerta più ricca e meno automatica" all'interno dei canali digitali.

Gentiloni ha detto che "vedere la tv digitale come competitor alla banda larga è improponibile" e che la tv digitale è "la naturale evoluzione del sistema tv. In questo contesto il  servizio pubblico deve fare la sua parte".

Il ministro ha quindi ipotizzato che vi possano essere contratti di servizio con le Regioni, stando attenti a non "spezzettare la Rai in 20 Rai regionali".

Gentiloni ha ricordato che la televisione digitale terrestre viene vista in tutta Italia dal 2-3% della popolazione e dal 45% nella zona di Cagliari. I dati di ascolto dei canali, esclusivamente in digitale, oscillano tra lo 0,6% in Italia e 5% nella zona di Cagliari.

Mentre la parziale migrazione anticipata di alcune reti (Raidue, Retequattro) ha comportato una minima flessione negli ascolti complessivi delle due reti.

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