Approvato l'art.3 ddl Gentiloni: stravolta la situazione tv in Italia

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Fonte: La Stampa

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Digitale Terrestre
  giovedì, 02 agosto 2007
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Il ministro delle Comunicazioni Paolo GentiloniTelevendite solo sulle tv locali, migrazione anticipata di Rai Due e Rete 4 sul digitale terrestre, canali pay-per-view che rientrano nel tetto del 20% concesso a ciascun soggetto, riconoscimento delle tv di strada, in commercio entro 12 mesi solo televisori col decoder digitale integrato. Sono queste le novità principali dell'articolo 3 del ddl Gentiloni approvato ieri dalle commissioni Cultura e Trasporti della Camera, l'ultimo degli articoli «politici» dei 6 che compongono il disegno di legge.
 
Per la riforma del sistema tv che cancellerà la legge Gasparri a questo punto la strada dovrebbe essere in discesa e l'aula di Montecitorio potrebbe licenziare il testo già ai primi di ottobre. Poi la legge passerà al Senato dove i numeri sono più risicati per la maggioranza. La Cdl protesta per gli emendamenti «che peggiorano una legge già pessima» e minaccia un ostruzionismo pesante. Preoccupata Mediaset: «Era già una legge discutibile, adesso per noi si prospetta un danno veramente enorme».

Il logo di Europa 7Frequenze. Sono il punto più importante. In vista del passaggio dal sistema analogico al digitale terrestre (DTT), che dovrà essere integrale nel 2012, già dopo sei mesi dall'entrata in vigore della legge (e non più dopo 18 mesi, come nella prima versione del testo) Rai Due e Rete 4 passeranno sul Dtt e le frequenze analogiche da loro occupate torneranno allo Stato, che le riassegnerà in modo trasparente a nuovi soggetti. In pole position dovrebbero esserci Europa 7 e ReteA (l'emittente del gruppo Espresso) che hanno a suo tempo vinto una concessione ma non hanno mai potuto trasmettere. Lamenta Mediaset: «A 4 anni dallo switch off si cedono gratuitamente le frequenze a due nuovi reti». L'Unione plaude invece all'allargamento del mercato a nuovi concorrenti, rompendo finalmente il duopolio.

Televendite.
Le vendite di mercanzie via tv saranno riservate alle emittenti locali e vietate su quelle nazionali, analogiche o digitali. Mediaset dovrà a malincuore rinunciare al suo canale di teleshopping (Mediashopping, ndr). E però a chiedere unanimamente tale esclusiva sono state tutte le associazioni di emittenti, locali e non, compresa Frt di cui il Biscione fa parte.

Pay-per-view.
Sono i programmi (partite e film, per ora) trasmessi oggi da Mediaset e La 7 che i telespettatori pagano singolarmente. L'articolo 2, approvato nei giorni scorsi, stabiliva che ciascun soggetto non può superare il tetto del 20% di capacità trasmissiva. Un emendamento approvato ieri dice che in tale calcolo rientrano anche questi programmi, non più catalogati come servizi ma come veri canali, indipendentemente dal numero delle ore trasmesse. Mediaset e La 7 temono di dovervi rinunciare, ma al ministero delle Comunicazioni precisano che non sarà così, perché i limiti nel periodo transitorio al Dtt non le obbligano.

Televisori e decoder. Per accelerare il passaggio al Dtt, entro 90 giorni dalla legge i televisori solo analogici dovranno avere una targhetta che segnala la non abilitazione al digitale, entro 9 mesi i produttori dovranno costruire solo televisori digitali e entro 12 mesi i distributori dovranno distribuire solo questi. Non solo. I nuovi televisori avranno un telecomando programmabile in modo diverso a seconda delle regioni.

Diritti d'autore. Venendo incontro alle annose richieste di autori e produttori cinetelevisivi, si assegna al governo una delega per verificare e modificare la durata della titolarità dei diritti. La questione riguarda soprattutto le fiction prodotte dalle tv, che poi restano proprietarie in perpetuo di ogni diritto d'autore. Anche in questo caso Mediaset, produttore come la Rai, arriccia il naso. Ma la normativa nuova resta tutta da scrivere.
 
Maria Grazia Bruzzone
per "La Stampa"

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