Rai4, i film di prima serata e il palinsesto dal 2 all'8 Marzo

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Fonte: Digital-Sat (com.stampa)

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Digitale Terrestre
  lunedì, 02 marzo 2009
 00:00
Disponibile come ogni lunedì sulle nostre pagine il nuovo palinsesto settimanale di Rai 4, il canale gratuito del digitale terrestre (Mux Rai A).

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Di seguito sono elencate tutte le proposte in onda in prima serata su Rai4 nella settimana dal 2 all'8 Marzo 2009

LUNEDÌ 2 MARZO

Il mio nome è Nessuno - Digital SatLunedì 2 marzo, in prima serata, si chiude su Rai4 il ciclo dedicato ai grandi classici dello spaghetti-western, ricchissimo filone del cinema d’intrattenimento italiano inscindibilmente legato, nella memoria del pubblico, al nome del suo geniale iniziatore: Sergio Leone. L’autore romano reinventa il più classico dei generi hollywoodiani stravolgendone il registro epico, dilatandone i tempi, sottolineandone la violenza con fantasioso barocchismo. Il western all’italiana s’identifica presto, agli occhi degli stessi americani, per il rovesciamento antieroico del mito a stelle e strisce della frontiera, per le simpatie terzomondiste verso i tradizionali “sconfitti” – indiani e messicani – e per l’accentuazione del carattere fumettistico e ironico dei personaggi.


Tonino Valerii, già cimentatosi nel genere con i fortunati I giorni dell’ira e Una ragione per vivere e una per morire, dirige Il mio nome è Nessuno nel 1973, portando sul grande schermo un’idea dello stesso Sergio Leone, sceneggiata dallo specialista Ernesto Gastaldi. Il film racconta l’alleanza e l’amicizia tra il vecchio pistolero Beauregard e il giovane e scanzonato “Nessuno”, che sfidano da soli i centocinquanta banditi del cosiddetto “mucchio selvaggio”. I due personaggi, immersi in un Far West straniato e fuori dalla storia, incarnano distintamente le due anime del genere: quella tradizionale dell’epica hollywoodiana e quella provocatoria e moderna del western all’italiana; gli attori protagonisti sono, non a caso, Henry Fonda – interprete di grandi classici come Sfida infernale di John Ford – e Ternece Hill, lanciato tre anni prima dallo straordinario successo di Lo chiamavano Trinità….

MARTEDÌ 3 MARZO

La trama è la stessa di un grande classico del cinema western, I quattro figli di Katie Elder, diretto da Henry Hathaway nel 1965; lo sfondo è quello contemporaneo dei quartieri-ghetto di Detroit, città simbolo di sviluppo e degrado industriale, culla del rhythm & blues, del soul, del funk e della techno. Presentato fuori concorso alla 62° Mostra di Venezia, Four Brothers (2005), action-movie del regista afroamericano John Singleton, arriva in prima serata su Rai4. Mark Wahlberg interpreta il maggiore di quattro fratelli adottivi, che si ritrovano in occasione dei funerali della madre, uccisa nel corso di una rapina. Il sospetto che qualcuno abbia tratta vantaggio dalla morte della donna spinge i quattro, due bianchi e due afroamericani, alla ricerca di una temeraria vendetta privata.

Sin dal folgorante esordio Boyz’n the Hood (1991), che a soli ventitre anni di età gli fa guadagnare due nomination agli Oscar, John Singleton ha impressionato il pubblico e diviso la critica con un cinema diretto e spregiudicato, in cui la denuncia sociale si mescola alle regole spettacolari del genere crime. Le sue storie di marginalità afroamericana rispecchiano d’altra parte fedelmente il contraddittorio universo urbano del rap e dell’hip-hop, costantemente in bilico tra istanze di ribellione e di riscatto e stili di vita eccessivi e violenti. Come nel precedente Shaft (2000), in cui recupera un personaggio-simbolo della blaxpoitation anni settanta, in Four Brothers Singleton guarda anche al passato recente della cultura pop afroamericana: la vicenda di questo avvincente street western corre infatti sulle note funk di Marvin Gaye, Temptations, Four Tops e Jackson 5, artisti e gruppi lanciati nel corso degli sessanta dalla mitica etichetta Motown di Detroit.

MERCOLEDÌ 4 MARZO

Mercoledì sera, su Rai 4, emozioni in serie: il volto privato della famiglia americana tra dramma e commedia, in un triplo appuntamento con i serial di maggior successo del network statunitense ABC, vero e proprio laboratorio della progressiva sintesi di linguaggi, volti e tecnologie recentemente vissuta da cinema e televisione americani.

In prima serata, due puntate di Brothers & Sisters – Segreti di famiglia, serial di culto ideato da Jon Robin Baitz. Calista Flockhart, lanciata dalla stessa ABC con il fortunatissimo Ally McBeal, è al centro delle vicende della famiglia Walker, amalgama tipicamente americano di cultura ebraica e cattolico-irlandese: dietro una rassicurante facciata borghese si nascondono segreti e rivalità sotterranee. A seguire, l’ottava puntata della seconda stagione di A proposito di Brian. Prodotta dal creatore di Alias e Lost J.J. Abrams e ideata dalla sceneggiatrice Dana Stevens, la serie racconta l’universo sentimentale di un gruppo di trentenni americani: le vicende di tre coppie, ognuna a uno stadio diverso del rapporto, s’intrecciano con i dubbi e gli amori segreti dell’affascinate Brian, irriducibile single.

Ancora a seguire, l’ottava puntata di Six Degrees. Il soggetto della serie, di Raven Metzner e Stuart Zicherman, prende spunto dalla celebre teoria sociologica dei “sei gradi di separazione”: ogni individuo può essere collegato a ogni altro abitante della terra attraverso una catena di conoscenze che conta non più di cinque persone. Nelle tredici puntate della serie sono sei abitanti di New York, tre uomini e tre donne di diversa età ed estrazione sociale, a entrare casualmente in contatto, modificando in maniera profonda il corso delle proprie vite.

GIOVEDÌ 5 MARZO

Raccontata in diretta dai media di tutto il mondo, la tragedia dell’11 settembre ha inevitabilmente investito anche l’industria della produzione cinematografica e televisiva “di genere”. Dalla paure atomiche degli anni cinquanta, al dramma del Vietnam, al revival antisovietico dell’età di Reagan, major e network statunitensi hanno d’altra parte sempre fatto propri i delicati temi della sicurezza nazionale, sviluppandoli – con approccio spesso patriottico, talvolta critico – in chiave romanzesca e spettacolare.

Su Rai4, il consueto doppio appuntamento del giovedì con l’action-thriller è nel segno delle paure e degli interrogativi vissuti dall’America nel post-11 settembre. In prima serata, Five Fingers – Gioco mortale (2005), claustrofobico thriller “da camera”, opera seconda del promettente Laurence Malkin. Laurence Fishburne veste i panni di un estremista islamico nigeriano, Ryan Philippe quelli di un pianista olandese, giunto in Marocco al seguito di una missione umanitaria e vittima di un sequestro di persona: lo spietato interrogatorio a cui l’ostaggio è sottoposto dal terrorista porrà lo spettatore progressivamente in dubbio circa le effettive intenzioni dei due personaggi.

A seguire la seconda puntata di Codice Matrix. Trasmesso per la prima volta dal network statunitense ABC nell’autunno 2003, il serial racconta l’azione di un’immaginaria unità d’élite del dipartimento della sicurezza nazionale, costituita da effettivi provenienti da altre celebri agenzie federali: CIA, FBI, NSA e DEA. Obiettivo dell’agente speciale John Kilmer e dei suoi uomini è rispondere alle emergenze poste quotidianamente all’attenzione del presidente degli Stati Uniti da un rapporto segreto denominato “Matrix”. Nel ruolo del personaggio principale c’è James Denton, consacrato l’anno successivo dal successo di Desperate Housewives.

VENERDÌ 6 MARZO

Venerdì sera, su Rai4, l’appuntamento è, come sempre, con suspense e mistero: le tinte cupe del thriller gotico, gli enigmi del paranormale, gli eccessi visionari dell’horror in un avvincente triplo programma tra cinema e serial tv. In prima serata, Occhi di cristallo (2004), opera seconda del romano Eros Puglielli. Il giovane filmmaker porta sul grande schermo il recente romanzo di Luca Di Fulvio L’impagliatore, ritrovando la fantasia sottilmente macabra e il gusto per il grottesco della sua produzione di cortometraggi indipendenti, particolarmente apprezzata dalla critica. Luigi Lo Cascio veste i panni del personaggio principale, Giacomo Arnaldi, ispettore di polizia dall’oscuro passato impegnato nell’indagine su un sanguinario serial killer. Sullo sfondo, un’indefinibile città italiana ricavata nel tetro paesaggio urbano di Praga, rilettura in chiave metafisica della Roma notturna del primo Dario Argento.

A seguire, una puntata di Millennium: il creatore di X-Files Chris Carter costruisce un’emozionante serie poliziesco-fantastica prendendo spunto dalla miriade di leggende popolari sulla fine del secolo sviluppatesi nel corso degli anni novanta. Nella quarta puntata della prima serie, il detective Frank Black – interpretato da Lance Henriksen – utilizza le proprie capacità telepatiche nell’indagine sul serial killer detto “il giudice”, spietato persecutore di quanti siano riusciti a sottrarsi alle pene previste dalla legge.

In terza serata, Saw 2 – La soluzione dell’enigma (2005), di Darren Lynn Bousman, secondo capitolo di una fortunatissima serie di cinque film horror, ideata e prodotta dal giovane Leigh Whannell. Il sadico Jigsaw – dietro la cui maschera si nasconde ancora l’attore Tobin Bell – viene catturato da un coraggioso poliziotto, ma ha già rinchiuso otto persone in un claustrofobico sotterraneo, disseminato di diabolici tranelli.

SABATO 7 MARZO

Sabato su Rai4, il cinema raddoppia in prima e seconda serata. Alle 21:00, appuntamento con un recente successo del cinema francese, Il mio migliore amico (2006), di Patrice Leconte. Il regista transalpino dirige l’abituale compagno d’avventura Daniel Auteil e l’emergente Dany Boon in una commedia raffinata e pungente, ennesima conferma di un notevole talento autoriale. Il tema di fondo è lo stesso del bellissimo L’uomo del treno (2002), cioè il confronto e l’amicizia tra due uomini, ognuno a proprio modo tormentati dalla solitudine; il registro è, al contrario, di una straordinaria leggerezza e spazia, con l’eleganza dei grandi, dalla risata, al cinismo, alla malinconia.

In seconda serata, Delitto perfetto (1998), remake del classico hitchcockiano, diretto nel 1998 dallo specialista del thriller Andrew Davis. Nei ruoli che furono di Grace Kelly e Ray Milland – mitici prototipi di algida bellezza e sottile cattiveria – ci sono i divi Gwyneth Paltrow e Michael Douglas. Lo sceneggiatore Patrick Smith Kelly si allontana comunque dall’intreccio del prototipo cinematografico, tornando alle origini della pièce teatrale di Frederick Knott, da cui il maestro del brivido aveva tratto il suo film. I colpi di scena sorprenderanno dunque anche i cultori del classico del 1954.

DOMENICA 8 MARZO

Domenica sera, su Rai4, appuntamento con un appassionante kolossal d’autore. Leonardo Di Caprio è The Aviator (2004), nell’interpretazione più complessa e forse più convincente della sua folgorante carriera. Martin Scorsese porta in scena vent’anni – dal 1925 al 1947 – nella vita del miliardario Howard Hughes. Il maestro italo-americano dà corpo, nella forma più grandiosa, al cammino di ambizione e caduta già percorso – nella sua filmografia – da altri memorabili personaggi di antieroe americano.
Produttore e regista dai budget esorbitanti, magnate dell’aviazione insofferente alle regole antitrust, progettista di un mastodontico idrovolante: Hughes è la storia degli Stati Uniti della prima metà del ventesimo secolo, un uomo che vuole farsi gigante. Tra le sue donne le dive Jean Harlow, Ava Gardner e Katharine Hepburn, interpretata da una Cate Blanchett premiata con l’Oscar come attrice non protagonista. Il film raccoglie altre quattro statuette: per le scenografie degli italiani Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo, per i costumi, la fotografia e il montaggio. Giunto qui alla quinta nomination per la miglior regia, Scorsese dovrà invece attendere il successivo The Departed per conquistare l’Oscar più ambito.

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