Gregorio Paolini: ''Con Sugo su Rai4 raccontiamo il sangue dei media''

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Fonte: Liberazione

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Digitale Terrestre
  mercoledì, 25 marzo 2009
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L'ex volto di Mtv, la giovanissima Carolina Di Domenico, appare con dolcevita nero senza maniche e un caschetto di capelli biondi che ricordano la Gaia De Laurentis di Target . Attorno a Di Domenico ci sono orinatoi, lavandini e piastrelle rossicce da autogrill. Siamo nello studio di Sugo: il sangue dei media, striscia settimanale in onda ogni giovedì alle 22.30 sulla Rai4 di Carlo Freccero. Programma di successo che traina gli ottimi ascolti del canale a target giovanile trasmesso in esclusiva sul digitale terrestre dal 14 luglio 2008.
 
Di Domenico è la faccia nuova che lancia i servizi di cui Sugo vampirescamente si nutre. Gli inviati entrano in "studio", magari lavandosi le mani, sistemandosi la pettinatura davanti allo specchio o perfino uscendo da un dei cessi laterali mentre si sistemano la patta dei pantaloni. Poi una volta scambiate due parole con la conduttrice escono nel mondo esterno, sbucando direttamente nei luoghi in cui avvengono le interviste a personaggi trasversali della tv e del mondo del web, carne viva del programma.
 
«Il set/bagno è ricostruito», afferma Gregorio Paolini ideatore di Sugo, «dà l'idea di flusso, oltre a ricordare che nelle serie americane succede sempre qualcosa nei bagni dei fast food, dei centri commerciali... i protagonisti scappano sempre nel bagno poi uno entra e qualcuno ti accoltella alla schiena oppure scappa dalla finestra. E' un elemento iconico riconoscibile dal pubblico che guarda le serie tv. Volevamo anche far comprendere che il sistema dei media è collegato inevitabilmente al web: un flusso analogico delle acque bianche e nelle acque nere, nell'acquedotto e nella fogna. Sono reti senza fine, senza punto d'arrivo e partenza, dove gusto e disgusto vanno di pari passo. Non volevamo di certo dire che la tv è tutta cacca».

Ma chi ha avuto l'idea iniziale per "Sugo": lei o Freccero?
Abbiamo mescolato i miei gusti televisivi e uno staff giovanissimo con uno sguardo diverso sulla tv. Superando oltretutto lo "ienume": al ventesimo idraulico trovato mentre gonfia la parcella non ne se può più…

Ad ogni modo gli idraulici continuano a gonfiare le fatture: "Iene" e "Striscia la notizia" sono servite a poco?
E' paradossale ma loro hanno avuto una funzione di sostituzione di azioni che in altri paesi fanno i giornalisti e i telegiornali. Noi volevamo differenziarci. Ho chiesto ai ragazzi della redazione: cerchiamo di avere uno sguardo irridente, autoironico, di avere un rapporto più adulto col nostro pubblico, non presentarsi come quelli che spiegano come vanno le cose. Non fargli la predica ma dargli elementi con cui poter giudicare la realtà.

Perché un titolo come "Sugo": intendeva quello da raccogliere rimasto nel piatto o quello che sta sopra e condisce la pasta?
Il sugo è il succo, la sostanza delle cose: il succo dei media, il loro sangue, quello che loro producono per sopravvivere, che sputano e perdono nelle battaglie degli ascolti.

Altro punto a vostro favore, l'interattività…
Sul nostro sito puoi ritrovare ogni puntata, puoi inviare tu dei servizi e infine trovi le interviste integrali nel black box. Nella scatola nera puoi rivedere, senza i tagli che sono serviti a dare ritmo tradizionale al programma, i servizi di "Sugo". Il mio sogno era il tasto verde, mentre vedevi il servizio potevi premere un tasto e vederlo integralmente. Mi hanno detto che non si può ancora fare.

Una redazione di giovanissimi per un programma rivolto ai giovani. Difficilmente assieme a Freccero fallite le vostre scommesse…
Lavorare con Freccero è piacevole. Ti dà libertà totale e la possibilità di scommesse nuove. La tv di oggi è piena di paure: gli ascolti, le vendite pubblicitarie… Finalmente qualcuno che osa, che ci fa prendere una boccata d'aria.

Negli ultimi giorni un altro ribelle della tv pare essere diventato Fiorello con il trasferimento a Sky, che ne pensa?
E' un'azione che contribuirà a sbloccare lo stallo delle tv generaliste. Non c'è dubbio ce n'era bisogno.
 
Davide Turrini
per "Liberazione"
(24/03/09)

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