Frequenze, FRT e Aeranti-Corallo favorevoli alla proposta Sassano

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Fonte: Digital-Sat / Corriere Economia

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Digitale Terrestre
  mercoledì, 29 giugno 2011
 15:07

La proposta del professor Antonio Sassano, riportata dal corriere economia nell'edizione di lunedì scorso, trova la piena condivisione dell'Associazione Tv Locali della FRT e della AERANTI-CORALLO.

In merito all'assegnazione delle frequenze per i servizi in banda larga, con la necessaria liberazione di nove frequenze sul territorio nazionale, le TV Locali Frt e Aeranti-Corallo infatti hanno sempre sostenuto che è necessario procedere con una ripartizione equa tra tv nazionali e tv locali.

Non è accettabile chiedere solo alle tv locali di rinunciare, in cambio di un indennizzo pressoché inesistente, alle frequenze in uso da anni per assegnarne nel contempo con procedura Beauty Contest, quindi a titolo gratuito, 6 alle tv nazionali. Le frequenze da riservare alla banda larga dovrebbero essere rese disponibili sottraendone per 2/3 alle tv nazionali e per 1/3 alle tv locali, così come previsto dalla normativa.

La soluzione Sassano è ragionevole e piena di buon senso e permetterebbe al Governo di incassare con certezza i 2,4 miliardi di euro previsti dalla legge di stabilità 2011. Appaiono invece inaccettabili le nuove norme che il Governo intenderebbe introdurre nella manovra finanziaria che dovrebbe essere approvata nei prossimi giorni.


Frequenze Tv, c'è una chiave per aprire il forziere

di Enrico Grazzini
per "Il Corriere della Sera Economia"
del 27/06/2011

La proposta Sassano: Rai e Mediaset facciano un passo indietro. Così può partire l`asta da 2,4 miliardi a distribuzione delle frequenze tra tv nazionali, locali e gestori mobili è un rebus di difficile soluzione che sta mettendo in difficoltà il governo. Ma si potrebbe risolvere togliendo (con ricompensa) una frequenza «promessa in dote» sia a Mediaset sia alla Rai e concedendole alle tv locali. Queste potrebbero allora lasciare libero lo spettro radio occupato.

Così si potrebbe svolgere l`asta tra i gestori mobili e finalmente il ministro dell`Economia Giulio Tremonti potrebbe incassare con certezza i 2,4 miliardi previsti dalla legge di stabilità.

La soluzione al rebus delle frequenze è stata elaborata da Antonio Sassano, il consulente tecnico dell`Autorità delle Comunicazioni tra i maggiori esperti del settore.

Allo stato attuale il ministro per lo Sviluppo economico Paolo Romani dovrebbe assegnare con gara gratuita e «con- corso di bellezza» ai broadcaster nazionali sei frequenze (o multiplex) per la Tv digitale.

La prima proposta di Sassano è di eliminare dalla gara il lotto B che comprende due multiplex e che, secondo il regolamento predisposto dall`Autorithy, è l`unico a cui possono partecipare gli incumbent, e quindi è già praticamente predestinato a Mediaset e Rai.

Senza il lotto B, i due colossi rimarrebbero ognuno con le quattro frequenze assegnate per la tivù e un multiplex ciascuno per la tivù mobile per i videofonini. «L`Unione europea impone un limite di cinque frequenze di tv fissa per operatore - spiega Sassano -. Rai e Mediaset attualmente hanno ciascuna quattro frequenze per la tv fissa, ma potrebbero raggiungere il tetto di cinque anche senza partecipare alla gara».

Infatti, se Romani permettesse che i multiplex concessi per il videofonino veicolassero la tivù digitale - come prima o poi accadrà per il principio di neutralità tecnologica che si sta imponendo in Europa - allora sia Raí che Mediaset avrebbero già le cinque frequenze digitali, cioè il tetto Ue, con cui trasmettere 30 canali televisivi. Le due frequenze liberate dai broadcaster nazionali consentirebbero di recuperare banda per le tv locali (e anche, secondo Sassano, di migliorare la qualità digitale della Rai).

Nella gara nazionale i concorrenti Sky Italia, Telecom Italia Media e gli altri potrebbero competere per le restanti quattro frequenze: queste verranno cedute gratis, ma Sassano propone che lo Stato applichi tariffe d`uso adeguate dal momento che costerebbero ognuna almeno 250 milioni di euro.

Il rebus potrebbe essere risolto anche sul versante delle tv locali: infatti, se le due frequenze nazionali del lotto B venissero assegnate loro, la proporzione stabilita dalla legge, di due terzi dei multiplex per le reti nazionali e un terzo alle locali, verrebbe finalmente rispettata. E difficilmente le tv locali potrebbero ricorrere con successo al Tar, come attualmente minacciano di fare per non abbandonare le frequenze destinate ai gestori mobili.

Senza appigli legali, le preziose frequenze verrebbero liberate e l`asta per i gestori di telefonini prevista entro settembre si potrebbe svolgere con successo, cioè con un incasso anche superiore ai 2,4 miliardi. Ma se il governo ricavasse più di 2,4 miliardi dall`asta, allora le tv locali potrebbero a loro volta incassare più dei 240 milioni di euro di compensazione previsti dalla legge di stabilità. E avrebbero altre buone ragioni per sgomberare le frequenze.

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