Telenorba e TeleCapri sulla sentenza del Tar relativa alla numerazione LCN

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Fonte: Digital-Sat / Ansa

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Digitale Terrestre
  martedì, 02 agosto 2011
 11:41

Pubblichiamo di seguito le dichiarazioni di Luca Montrone (presidente del gruppo Telenorba) e di Costantino Federico (direttore di TeleCapri) - in merito alla sentenza del Tar del Lazio che ha annullato la delibera Agcom sulla numerazione LCN. Ulteriori informazioni sono disponibili qui.


“Condividiamo il pronunciamento del Tar Lazio, che annulla la delibera 366/10 dell’Agcom, in base alla quale sono state assegnati alle reti nazionali i numeri da 1 a 9 della numerazione automatica in digitale.”

E’ quanto sostiene Luca Montrone, presidente del Gruppo Telenorba nonchè dell’Associazione nazionale di emittenti locali A.L.P.I. (Associazione per la libertà e il pluralismo dell’informazione).

“E’ stato un errore - ha proseguito Montrone - aver deciso di assegnare i primi nove numeri LCN alle reti nazionali, in base ad indagini poco chiare e fuorvianti che sicuramente non hanno rilevato le abitudini e le preferenze dei telespettatori; i dati reali, infatti, indicano che in molte regioni i telespettatori avevano posizionato, gia’ da molti anni, le loro TV locali preferite sui tasti 8 e 9 del telecomando, e in alcune regioni anche sul tasto 7. Quindi, le abitudini e le preferenze del pubblico, di cui - secondo la legge - bisognava tener conto nell’assegnazione dei numeri, erano chiare gia’ da molti anni. Aver deciso di non tenerne conto, attraverso un’indagine fuorviante e non veritiera- sempre secondo Montrone - non solo mortificava la scelta del pubblico, ma recava un danno enorme al sistema delle piccole e medie imprese, che prima potevano contare su tv locali ben posizionate a cui affidare il messaggio pubblicitario dei propri prodotti, per farne aumentare i consumi, con benefiche conseguenze per tutto il sistema economico del Paese. La delibera 366/10 dell’Agcom annullata dal Tar Lazio, invece, rafforzava e tutelava il duopolio Rai-Mediaset, la cui predominanza sul mercato ha gia’ compresso da troppi anni il pluralismo dell’informazione e lo sviluppo delle PMI, che rappresentano il 70,8 per cento del Pil nazionale. La speranza, quindi, e’ quella che il Consiglio di Stato - ha concluso Montrone - confermi l’annullamento della Delibera 366/10 dell’AGCOM, in modo che si arrivi ad un nuovo Regolamento, rispettoso, finalmente, delle preferenze del pubblico, che premia - da molti anni - il lavoro delle TV locali di qualita’.”


Il Tar del Lazio ha annullato la delibera con cui l'Autorità garante delle comunicazioni fissava la numerazione, la cosiddetta Lcn (logical channel number). Il Tribunale ha sottolineato come i criteri adottati per la composizione della lista nulla hanno a che fare con il rispetto delle abitudini e preferenze degli utenti, che possono prescindere dal fatturato triennale e dal numero dei giornalisti proprio delle singole emittenti locali, invece adottati dall'Authority per le Comunicazioni per stilare le priorità nelle assegnazioni delle posizioni nella lista.

Costantino Federico, direttore di Telecapri, afferma: "Oltre ai validissimi motivi che hanno portato all'annullamento della delibera Agcom, ci sono altri elementi ancora su cui la magistratura si deve esprimere. Il primo è l'assurda possibilità che era stata data a due emittenti provinciali di consorziarsi ed avere così un numero Lcn nella prima decade. Si è arrivati così all'assurdo che a Napoli sono visibili quattro o cinque piccolissime emittenti delle province campane ed è assente Telecapri, storicamente la prima emittente della Campania, relegata ad una posizione oltre il numero 70. Vi è poi - continua il direttore di Telecapri - la questione gravissima degli illeciti di falsi documenti e di quelli illegittimamente compilati per i contributi su cui il Corecom Campania negli anni scorsi ha accettato, premiandole, posizioni del tutto irregolari. In questo caso parliamo di manette e già sono in corso diversi procedimenti penali contro emittenti che hanno fraudolentemente percepiuto i contributi ex legge 448/98 che ora bisogna impegnarsi a far restituire e recuperare allo Stato. Scandaloso - conclude Costantino Federico - appare l'intenzione dell'Agcom di ricorrere in appello al Consiglio di Stato senza neanche le controparti invece di convocare subito le associazioni e le emittenti per trovare una soluzione legittima, equa e condivisa sull'Lcn".

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