Bassetti (Endemol): ''La produzione esterna non vuol dire aggressione''

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Fonte: Agi

E
Economia
  martedì, 27 maggio 2008
 00:00

“Nessuna televisione in Europa o in America, pubblica o privata, puo’ prescindere dal supporto della produzione esterna se vuole essere competitiva. In Italia il mercato della produzione indipendente e’ il piu’ basso d’Europa: la Rai infatti ha una quota di produzione interna superiore a quella dei principali operatori europei”.

Lo ha detto Marco Bassetti, direttore generale della Endemol, intervenendo al convegno promosso dal Slc-Cgil su “Rai: analisi dei bilanci”.

Bassetti ha ricordato che l’investimento sulla produzione indipendente di programmi di intrattenimento e’ di 150 milioni di euro annui, pari al 10% della spesa complessiva destinata dall’azienda a beni e servizi esterni, mentre la fiction incide sul bilancio di viale Mazzini con circa 290 milioni di euro annui. Un totale di 440 milioni di euro, “solo il 21% del totale speso nel 2006 dalla Rai per i servizi esterni”.

"Ed e’ una quota ribadita - ha ricordato Bassetti - “da ben 2 leggi italiane e una direttiva europea. L’ultima Finanziaria del governo Prodi impone all’azienda pubblica di destinare una quota dei ricavi non inferiore al 15% all’acquisto di opere europee realizzate da produttori indipendenti negli ultimi 5 anni. Tradotto in numeri significa un importo di circa 470 milioni di euro annui”.

"Ergo - sottolinea Bassetti - “dire che la produzione indipendente assorbe gran parte e’ quindi non solo eccessivo ma sbagliato”. Senza trascurare il fatto che tagliare investimenti nella produzione esterna non sarebbe solo contro la legge, ma finirebbe con l’avere ricadute negative sulla Rai, compreso un calo dei proventi pubblicitari poiche’ i titoli di maggior ascolto non sarebbero piu’ appannaggio della Rai.

Il direttore generale della Endemol ha quindi detto che la presenza di produttori indipendenti “e’ un dato fisiologico e non un dato patologico. E la Rai non deve guardare ad essi come ad un’aggressione indiretta alle proprie strutture o privatizzazione del sistema.

Semmai la Rai e’ vittima di un paradosso: “Se fa televisione commerciale e’ accusata di non fare servizio pubblico; se fa programmi di approfondimento culturale viene accusata di lasciare campo libero a Mediaset”. La pubblicita’ “serve anche per finanziare il suo ruolo di servizio pubblico”. Bassetti ha difeso la produzione indipendente, sottolineando che il motivo per cui essa e’ nata sta nel fatto che “riesce a realizzare lo stesso prodotto con maggiore rendimento e a costi piu’ bassi” e il ricorso ad essa e’ non solo “uno dei punti qualificanti della ‘mission’ dei servizi pubblici europei” ma anche una “risorsa strategica che contribuisce alla competitivita’ delle emittenti”. Perche’ i produttori indipendenti “portano in dote specializzazione, competenza, flessibilita’ e riduzione costi”.

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