Riassetto in vista per il gruppo Telecom Italia Media

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Fonte: Il Sole 24 Ore - Plus

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Economia
  sabato, 21 febbraio 2009
 00:00
In vista un riassetto per il gruppo Telecom Italia Media, società controllata da Telecom Italia con circa il 70% del capitale azionario. Negli scorsi giorni, secondo indiscrezioni, sarebbe infatti stato dato mandato all'americana Merrill Lynch per valutare una razionalizzazione delle attività del gruppo.
 
L'ipotesi più probabile, secondo i rumors che circolano in questi giorni, sarebbe una cessione delle attività tecnologiche: cioè il Mux (i Multiplexer) le apparecchiature che consentono di ricevere diversi segnali in entrata e di portarli in uscita singolarmente. E proprio per queste attività, secondo indiscrezioni, ci sarebbero già manifestazioni d'interesse da parte di due gruppi finanziari statunitensi. Tuttavia resta da capire, in modo preciso, il perimetro dell'operazione.
 
Se sarà ceduta soltanto la capacità (in questo caso sarebbe una pura transazione finanziaria in quanto verrebbero incassati ricavi futuri) oppure se sul mercato finirà propria la rete. È inoltre il caso di ricordare che, lo scorso dicembre, era già stata perfezionata la cessione delle attività relative alla pay per view sulla piattaforma digitale terrestre alla divisione italiana di Airplus Tv.
 
Meno semplice resta, invece, la cessione delle attività di contenuti del gruppo: da una parte perché Franco Bernabè (nella foto) ha sempre indicato di voler mantenere un piede nel settore per sfruttare le potenziali sinergie. Dall'altra parte, non sembra in questa fase semplice trovare compratori per la struttura di intrattenimento e telegiornali.
 
Oggi Telecom Italia Media raccoglie sotto il proprio cappello diverse controllate: il 100% di Telecom Italia Media Broadcasting (TIMB), il 51% di Mtv Italia, il 100% di Mtv Pubblicità, il 100% di Tm News (Ap Com). Le aree di business sono tre: cioè il Free to Air, con le attività analogiche de La 7 e Mtv. A quest'ultimo si affiancano la Multimedialità, con le piattaforme realizzate in sinergia con Telecom Italia, e il digitale terrestre, con l'offerta sul calcio che ha avuto un buon impatto sui ricavi nell'anno appena trascorso.
 
Nel 2008
, complice la crisi economica e la discesa della raccolta pubblicitaria (sia per La 7 sia per Mtv), c'è stato un calo della redditività: dovuto anche ai maggiori costi legati allo sviluppo ed al miglioramento del palinsesto e al rafforzamento dell'audience share (La7, ammiraglia del gruppo si è portata al 3,1%) con maggiori investimenti nei programmi di Intrattenimento e Sport.
Ma, d'altro canto, è cresciuto anche l'indebitamento finanziario (al 30 settembre 2008 a quota 274,1 milioni), a causa principalmente degli investimenti industriali effettuati e dell'acquisto di diritti televisivi.
 
I primi passi per una razionalizzazione del gruppo media
, che in questi anni ha portato perdite per Telecom Italia (nel 2006 erano 98 milioni, nel 2007 a quota 85 milioni e, nei primi 9 mesi 2008, circa 74 milioni) , sono stati fatti e questo processo procede di pari passo al nuovo organigramma; a fine dicembre, è stato proposto come Ad Mauro Nanni, che prenderà il posto di Giovanni Stella, uomo di fiducia di Franco Bernabè che, a propria volta, andrà a guidare la struttura Disposal della capogruppo, pur mantenendo l'incarico di vice presidente esecutivo di Telecom Italia Media.
 Articolo tratto da
"Il Sole 24 Ore - Plus"

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