Fuori le italiane dalla Champions: ripercussioni per Rai, Mediaset e Sky?

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Fonte: Corriere della Sera

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Economia
  sabato, 14 marzo 2009
 00:00
La zampata di Drogba, i colpi di testa di Vidic e C. Ronaldo, il rigore di Tonetto hanno fatto piangere i tifosi di Juve, Inter e Roma e sorridere i loro nemici. Ma fanno male, nell'immediato, alla tv in chiaro e preoccupano, a medio e lungo termine, le tv a pagamento (satellitari e digitali).

Martedì e mercoledì sono state giornate dai grandi numeri per chi ha trasmesso la Champions. Manchester U.- Inter, andata in onda su RaiUno, con 7.569.000 spettatori e uno share pari al 25,86%, è stato il programma più visto della serata (battendo la concorrenza di «Amici» di Maria De Flippi).

Ma anche Sky ha gioito: martedì Juve-Chelsea è stata, infatti, vista mediamente da quasi 2 milioni di spettatori (1.960.389, per la precisione), che hanno assicurato uno share del 6,89%, superiore così al record di Milan-Liverpool finale del 2007. Mercoledì poi i rigori di Roma-Arsenal hanno fatto salire lo share al 9,54%. E i quarti con le italiane — perché no con un'emozionante derby fratricida—avrebbero fatto segnare un crescendo rossiniano di ascolti e interesse.

Non vivendo, però, la tv satellitare di ascolti, ma di abbonamenti ed essendo lo spettatore satellitare anche tifoso di Premier, Bundesliga e Liga, in casa Sky sono certi che la ripercussione sarà contenuta. Mentre l'idea di un'Italia calcistica non competitiva e magari con una squadra in meno dal 2011 allarma.

Situazione simile anche per il digitale terrestre. Mediaset Premium ha venduto la Champions nei pacchetti, che prevedono non solo la serie A ma anche altro. Ripercussioni, invece, ci saranno sulle tessere ricaricabili. E, anche qui, una minor presenza italiana in Champions in futuro potrebbe condizionare la sottoscrizione degli abbonamenti.

Discorso diverso per la Rai, che ha l'esclusiva della Champions in chiaro. «Il danno c'è: non in termini di incassi ma di ascolti», spiega Massimo De Luca, direttore di RaiSport, che ricorda la ferrea disciplina europea in materia di spot durante le partite. «Le gare di Champions trasmesse hanno dato un grande contributo agli ascolti della rete. Numeri? Difficile dirli, ma da un 25/26%, si può immaginare che per un quarto "straniero" si possa scendere al 13/14%».

Tanto che la Rai attende ora i sorteggi del 20 febbraio: una gara di scarso appeal potrebbe essere dirottata su RaiDue. Forse c'è qualcun altro che ringrazia Chelsea, Manchester U. e Arsenal...

Roberto Stracca
per "Il Corriere della Sera"

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