Mediaset, il giornale francese Le Monde

Mediaset, il giornale francese Le Monde "Unione con Vivendi per contrastare Netflix"

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Fonte: Digital-News (com.stampa)

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Economia
  sabato, 09 aprile 2016
 15:57

Mediaset, Le Monde: "L'unione con Vivendi per contrastare Netflix"«Come combattere Netflix, questa piova americana della televisione on demand, che seduce in Europa sempre più spettatori? Dopo mesi di discussioni, Vincent Bolloré e Silvio Berlusconi hanno deciso di unire le loro forze in modo da far nascere un 'Netflix europeo', potente sia nella distribuzione che nella produzione di contenuti. Hanno molto lavoro da fare. Il grande rivale americano conta 75 milioni di abbonati nel mondo e punta a spendere quest'anno 6 miliardi di dollari nella produzione di contenuti esclusivi».

Così 'Le Monde' in un lungo articolo commenta l'operazione annunciata ieri da Vivendi e Mediaset che prevede, in particolare, che Premium passi al gruppo francese e uno scambio azionario tra i due gruppi pari al 3,5%. Insieme Bolloré e Berlusconi, scrive il quotidiano francese, «sperano di ritagliarsi un posto importante nel paesaggio audiovisivo europeo. Nella pay tv inanzitutto dove i due gruppi hanno già un posto privilegiato. Centro nevralgico di Vivendi, la pay tv Canal+, che conta 11 milioni di abbonati, di cui 6 mln in Francia, conosce importanti difficoltà oltralpe a causa della concorrenza di Netflix nel cinema e di Bein Sports nello sport. Il gruppo perde numerosi clienti da alcuni anni. Nel 2015 le perdite in Francia hanno raggiunto 264 milioni di euro. Canal + ha già avviato una prima risposta firmando un accordo di distribuzione esclusivo con Bein Sports».

In Italia Premium, sottolinea 'Le Monde', «conta circa 1,3 mln di clienti nonostante i 710 milioni di euro investiti per rilevare i diritti Tv della Champions dal 2015 al 2018». La pay tv di Mediaset «si colloca lontana da Sky Italia che conta circa 4,7 mln di clienti. Accettando l'offerta di Bolloré, Berlusconi rivede le sue ambizioni al ribasso visto che nell'aprile del 2015 il magnate australo-americano, Rupert Murdoch, aveva fatto un'offerta di acquisto di 1 miliardo di euro».

Tuttavia Vivendi e Mediaset insieme, scrive il quotidiano, «puntano ad appoggiarsi su una più ampia base di clienti per produrre dei contenuti per il mercato internazionale. Vivendi ha già schiacciato l'acceleratore in questo settore. Vivendi ha acquistato il 26% di Banijay e StudioCanal, controllata di Canal+, è appena entrato nel capitale di tre società di produzione indipendenti: ha acquistato il 33% del capitale della società spagnola Bambu Producciones e 20% nelle britanniche Urban Myth Films e Sunny March Tv». Nella distribuzione i due gruppi «puntano a sviluppare una piattaforma di video on demand in modo da offrire un'alternativa ai majors diventati molto dipendenti di Netflix».

Al di la di questa partnership industriale, rileva 'Le Monde', «molti considerano l'arrivo di Bolloré in Mediaset come un preludio ad un futuro controllo del gruppo televisivo itlaiano». Un'ipotesi, questa, che è stata scartata da Pier Silvio Berlusconi ieri. «Se mi chiedete se questo sia il primo passo per il disimpegno della famiglia Berlusconi nel settore dei media la risposta è assolutamente no e lo dico con convinzione assoluta. La volontà è di investire e spingere, prova ne sono gli investimenti in radio, Libri e Banzai. E un primo passo verso un'apertura europea», ha sottolineato il vicepresidente e ad di Mediaset.

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