Vivendi, al palo armistizio su Premium. Stop cantiere anti-Netflix. Possibili obiezioni Antitrust

Vivendi, al palo armistizio su Premium. Stop cantiere anti-Netflix. Possibili obiezioni Antitrust

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Fonte: RadioCor

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Economia
  martedì, 06 settembre 2016
 18:38

 Vivendi, al palo amistizio su Premium. Stop cantiere anti-Netflix. Possibili obiezioni AntitrustCon l'armistizio su Premium ancora al palo, Vivendi rivede la sua strategia per la creazione di una pay tv europea in grado di contrapporsi a Netflix chiudendo (per ora) il cantiere di Parigi. E mentre il mercato continua a spingere verso un consolidamento del settore delle pay tv in Italia, con vari report che indicano come troppe due piattaforme concorrenti, non c'è nulla di concreto sul fronte di una ripresa di contatti tra Mediaset e Sky. Secondo quanto apprende l'Adnkronos, infatti, il dossier esaminato nell'aprile del 2015 ai massimi livelli per la cessione di Premium fra il gruppo che fa capo a Rupert Murdoch e Mediaset non è stato riaperto.

Tuttavia le varie banche d'affari, ultima ieri Ubs ma già si era pronunciata Mediobanca, indicano come possibile e auspicabile la cessione di Premium a Sky. Di fatto gli analisti sottolineano come non ci siano mercati con due piattaforme pay concorrenti e in tal senso rilevano che anche se Premium passasse di mano non avrebbe comunque vita semplice. Una delle principali obiezioni di Vivendi rispetto al contratto era proprio il raggiungimento del pareggio di bilancio nel 2018, giudicato dal gruppo francese un traguardo irrealistico. Nello stesso tempo Sky non cresce in termini di ricavi e la quota di abbonati è ferma a 4,7 mln al 31 dicembre 2015. Il rischio rappresentato dalle partite di Champions League programmate da Premium è stato arginato e le esclusive conquistate per tre anni dalla pay tv di Mediaset non hanno causato un'emorragia di clienti, ma la competizione non ha sicuramente giovato neanche a Sky. Ma oggi come allora a pesare sul dossier Premium-Sky sono varie problematiche la cui principale è rappresentata dalle possibili obiezioni dell'Antitrust. Anche se il mercato è molto cambiato in poco più di un anno.

Da registrare l'arrivo degli Over the top entrati nel mercato del video on demand e piattaforme Usa come Netflix. A breve sbarcherà infatti nel nostro paese Amazon Prime Video con il servizio streaming proposto (sembra) con un abbonamento mensile a costo fisso. Si tratta di vedere se questa evoluzione del mercato, dove sono presenti anche la piattaforma vod Chili e la stessa Tim Vision, che propone film e serie tv in streaming, porterà a calcolare il perimetro di riferimento in modo diverso da parte delle Autorità regolatorie. Nell'attesa langue il progetto di una pay tv 'anti-Netflix' concepito dal patron di Vivendi Vincent Bollorè, Secondo quanto scrive 'Liberation' il finanziere bretone avrebbe abbandonato, almeno per ora, l'idea di creare un concorrente europeo al gruppo statunitense Netflix e ai suoi 83 milioni di abbonati nel mondo.

La settimana scorso, scrive il quotidiano francese, il presidente di Vivendi Contents Dominique Delport, «che sovrintende il progetto, ha indicato al team che se ne occupa, circa una quindicina di persone, che le riunioni settimanali erano sospeso fino a contro ordine. Questo gruppo di lavoro, che raggruppa diverse entità di Vivendi, lavorava sul tema dalla fine del 2015». «C'erano molte ambizioni intorno a questa alternativa a Netflix», spiega a 'Liberation' una fonte vicina al dossier. All'interno del gruppo, tuttavia, si spiega che il servizio di video on demand via abbonamento non è definitivamente abbandonato ma non è più prioritario. Il gruppo Vivendi, infatti, preferirebbe in questa fase concentrarsi sul lancio, il 30 settembre prossimo, di Studio +, l'offerta di serie televisive premium per dispositivi mobili che sarà offerto all'inizio solo in America Latina.

 Il progetto di video on demand via abbonamento doveva svilupparsi sotto un marchio comune appoggiandosi sulle piattaforme già esistenti (Canalplay in Francia con 614 mila abbonati a fine giugno e Watchever in Germania con i suoi 200 mila clienti). Vivendi puntava anche a rafforzare la sua offerta con il servizio di video on demand online Infinity di Mediaset. Ma questo «bel progetto, al quale doveva partecipare anche la spagnola Telefonica di cui Vivendi detiene l'1% è crollato questa estate», scrive ancora 'Liberation'. «Di fronte ad una concorrenza molto forte (Netflix, Amazon, Sky, Prosieben) e ancora in deficit Watchever chiuderà in Germania alla fine dell'anno», osserva il quotidiano. In Italia, scrive ancora, «la bella intesa con la famiglia Berlusconi e Mediaset si è conclusa da quando Vivendi ha voluto tornare sui termini dell'alleanza». Insomma «resta solo la Francia per sostenere il sogno di questa 'Netflix europeà ed è un pò poco». L'obiettivo, spiega sempre una fonte vicina al dossier a 'Liberation', «era di lanciarsi su Francia, Germania e Italia e di rafforzare il catalogo dei programmi e poi di svilupparsi all'estero. Un progetto di questo tipo vale centinaia di milioni di euro. Bolloré non era in vena di spendere così tanti soldi». 

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