Rai, tensione su informazione: cda critica Verdelli. Allarme su Istat e tetto stipendi

Rai, tensione su informazione: cda critica Verdelli. Allarme su Istat e tetto stipendi

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Fonte: Ansa

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Economia
  venerdì, 07 ottobre 2016
 06:00

Rai, tensione su informazione: cda critica Verdelli. Allarme su Istat e tetto stipendiI flop di Politics su Rai3 e di Sunday Tabloid su Rai2, due tra le principali novità sul fronte informativo della tv pubblica, hanno lasciato il segno. Nella due giorni di sedute del consiglio di amministrazione sono così finiti nel mirino il direttore dell'offerta informativa Carlo Verdelli e tutta la sua struttura per la lentezza nella presentazione del piano news. «Sono state chieste indicazioni più precise su dove si va, perché la tempistica preoccupa il consiglio - ha spiegato la presidente Monica Maggioni in Commissione di Vigilanza -. C'è stata un'iniziativa forte in questo senso».

Critiche sono arrivate da tutti i consiglieri, di maggioranza e di opposizione, che pretendono di condividere il progetto. Verdelli, che non ha escluso un passo indietro qualora la fiducia venga a mancare, ha spiegato che il percorso di definizione del piano si chiuderà entro l'anno, esattamente come previsto. Tra gli aspetti che destano preoccupazione c'è il superamento della tripartizione dei tg. «Se l'idea è quella di fare il tg unico, espressione di un pensiero unico che già c'è, non ci siamo», ha avvertito il consigliere d'opposizione Arturo Diaconale. Da definire anche i contorni sulla newsroom per il digitale, che dovrebbe comprendere 150 giornalisti e non è chiaro se diventerà o meno una nuova testata. La deadline è dicembre, all'indomani del referendum.

Allora, quando si capiranno le sorti del governo, si saprà qualcosa di più anche sul futuro della tv pubblica. Politics, fino alla consultazione, diventerà una tribuna per favorevoli e contrari. Poi - come spiegato dal dg Antonio Campo Dall'Orto - si deciderà se cambiare formula. Altri programmi partiranno a breve: una striscia subito dopo il Tg su Rai1 e un'altra su Rai2, mentre la rete ammiraglia ospiterà anche tre prime serate. La controffensiva alle trasmissioni di La7 darà nuovi elementi per valutare la tenuta dell'informazione Rai, dopo l'esordio del programma Italia di Michele Santoro che ieri - con 1 milione 771 mila spettatori e uno share dell'8.14% - ha fatto registrare ascolti, come sottolineato dal dg, «molto soddisfacenti». A tenere in apprensione la Rai è anche la decisione dell'Istat di inserirla tra le amministrazioni pubbliche. Una scelta che - ha spiegato Maggioni - «taglierebbe fuori l'azienda da qualsiasi possibilità operativa reale».

Per questo in cda è stato spiegato che, oltre a un ricorso alla Corte dei Conti, i vertici faranno pressione a livello politico per chiedere una norma che disattivi la mina. I dirigenti di Viale Mazzini, poi, dovranno adeguarsi al tetto di 240 mila euro agli stipendi contenuto nella legge sull'editoria. «Applicheremo la norma», ha fatto sapere il dg che dovrà rinunciare a buona parte dei suoi 650 mila euro annui, precisando però che la regola «avrà conseguenze sulla capacità dell'azienda di attrarre persone valide». Critiche bipartisan sono arrivate, inoltre, dopo le nomine dei vicedirettori annunciate ieri in consiglio. «Il totale dei vicedirettori sale a 31 unità: un numero impressionante, un vero tripudio di poltrone», ha attaccato il deputato dem, Michele Anzaldi. «Si è arrivato al record di testate che con poche decine di redattori hanno un numero spropositato di vicedirettori», gli ha fatto eco Maurizio Gasparri di Forza Italia.

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