Costa troppo la pay tv in tutta Europa e l'emorragia di abbonati si fa sentire ovunque

Costa troppo la pay tv in tutta Europa e l'emorragia di abbonati si fa sentire ovunque

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Fonte: MF-DJ

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Economia
  lunedì, 17 ottobre 2016
 20:00

Costa troppo la pay tv in tutta Europa e l'emorragia di abbonati si fa sentire ovunqueCosta troppo la pay tv in tutta Europa. Non solo a certi broadcaster. Ma anche ai clienti. E cosi' in anni di austerita' l'emorragia di abbonati si fa sentire un po' ovunque. Questa la ragione principale che ha portato il gruppo francese Vivendi  a rivoluzionare la propria offerta televisiva a pagamento, lanciando la nuova offerta low cost, da 40 a 19,90 euro al mese, per Canal+ in patria. Del resto l'emittente perde soldi (100 milioni nel primo semestre di quest'anno) e soprattutto clienti (300 mila) e ha lanciato un piano di ristrutturazione da 300 milioni. Ora l'azionista al 20% Vincent Bollore' e l'amministratore delegato Arnaud de Puyfontaine sono corsi ai ripari varando questa nuova strategia che mira a colmare le ingenti perdite e a raddoppiare i clienti nel medio periodo provando a invadere il campo d'azione della tv free locale e nazionale. Anche perche' non va trascurato il fatto che le autorita' di mercato transalpine hanno stoppato l'accordo, per ora solo commerciale, tra Canal+ e BeIn Sports, la piattaforma (acquisto, distribuzione e trasmissione) che fa capo all'emittente all news del Qatar, Al Jazeera, e che quest'anno potrebbe perdere tra 250 e 350 milioni. E questo ha di fatto limitato il raggio d'azione della televisione a pagamento controllata da Vivendi .

Contestualmente, scrive Milano Finanza, in Italia, da qualche giorno Mediaset Premium - che guarda caso doveva essere rilevata da Vivendi  - ha deciso di tagliare ancora il listino prezzi, portando l'offerta base da 20 a 15 euro al mese e quella piu' completa da 39 a 30 euro. Un modo per cercare di ampliare il bacino d'utenza, fermo da anni a 2 milioni di clienti, e per continuare a obbligare il rivale diretto, Sky Italia, ad adeguarsi a questa politica.  Anche perche', come e' gia' emerso in questi ultimi giorni, il network di Cologno Monzese ha dovuto congelare lo sviluppo della sua pay tv dopo che il potenziale alleato transalpino non ha adempiuto al contratto d'acquisto. Ovviamente questo dietrofront che ha portato le due societa' in tribunale - il Biscione oltre al provvedimento d'urgenza ex articolo 700 ha chiesto anche ai giudici di Milano il sequestro del 3,5% di azioni proprie di Vivendi , oggetto del possibile concambio tra le due aziende - costa caro al gruppo guidato da Pier Silvio Berlusconi. Perche' oltre alla stagione autunnale va programmata la strategia per le aste per l'acquisto dei diritti televisivi della Serie A e della Champions League, le cui procedure prenderanno formalmente avvio a partire la prossima primavera. Al contempo, Premium deve cercare di arginare la presenza di Sky che, trimestre dopo trimestre, sta ripartendo (ricavi in crescita del 4% e abbonati saliti a 4,76 milioni) anche grazie a una differenziazione d'offerta.

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