Con i soldi del Milan cinese, Fininvest può iniziare a crescere in Mediaset

Con i soldi del Milan cinese, Fininvest può iniziare a crescere in Mediaset

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Fonte: Ansa

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Economia
  venerdì, 14 aprile 2017
 10:43

Con i soldi del Milan cinese, Fininvest può iniziare a crescere in MediasetLe coincidenze appaiono quasi astrali: nello stesso giorno della cessione del Milan ai 'cinesi' Fininvest può iniziare a crescere nell'azionariato di Mediaset, con acquisti che fino al 27 aprile possono arrivare a quasi l'1,4% del capitale. E appare scontato che la holding dei Berlusconi ed ex proprietaria di una delle squadre di calcio più vincenti di sempre procederà in questi acquisti, soprattutto con oltre 400 milioni di liquidità in cassa provenienti dal closing. Oltre a deconsolidare circa 220 milioni di debiti, Fininvest dalla vendita del Milan potrà infatti contare su un 'netto' di circa 440 milioni: non male per un giocattolino che costava quasi 100 milioni l'anno. E con questo tesoretto la holding dei Berlusconi può ora puntare subito su altri tavoli, in primis quello del controllo del gruppo televisivo finora di famiglia, ora minacciato dalla scalata a sorpresa di Vivendi.

Dopo il mancato acquisto di Mediaset Premium da parte dei francesi, nel braccio di ferro ancora in corso anche i 'piccolì pacchetti di azioni sono importanti e i conti si fanno con le virgole. Il gruppo controllato da Bolloré è infatti quasi al 30% di Mediaset, mentre Fininvest si trova al 38,26% del capitale e al 39,77% dei diritti di voto. Nel corso dell'anno non può fare acquisti superiori al 5% per non incorrere nell'Opa obbligatoria e allora si guarda al calendario: dal 12 al 27 aprile 2016, dopo il gran rifiuto dei francesi e gli immediati timori che aveva suscitato, l'holding italiana comprò un mini pacchetto di azioni Mediaset, acquisto che ora può replicare. Poi, in dicembre, comprò un altro 3,5% abbondante, mossa che potrà ripetere appunto poco prima di fine anno. In tutto, alle attuali quotazioni, fa una spesa poco superiore ai 200 milioni, circa metà di quanto incassato fisicamente per il Milan.

Difficile invece che queste munizioni vengano usate nella questione Mediolanum, se non per pagare gli avvocati per i molti ricorsi all'orizzonte, e prima comunque va definita la questione Mediaset, se non altro per trattare con i francesi da posizioni di forza. In attesa che subito dopo il ponte pasquale l'Agcom emani il suo 'verdetto' sulla doppia presenza di Vivendi in Telecom e nel Biscione. Ma anche qui il momento appare positivo: il mercato si aspetta infatti che l'Authority decida per lo meno un congelamento dei diritti di voto della quota eccedente il 9,9% detenuta dai francesi in Mediaset.

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