Orfeo in Vigilanza Rai: «Il costo unitario del compenso di Fazio si riduce del 16%»

Orfeo in Vigilanza Rai: «Il costo unitario del compenso di Fazio si riduce del 16%»

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Fonte: Agenzie

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Economia
  martedì, 01 agosto 2017
 22:48

FAZIO GUADAGNERA DI MENO E AUMENTA ORE - Fabio Fazio «guadagnera' 10mila euro in meno rispetto all'anno precedente facendo più ore di programmi e passando da Rai3 a Rai1». Lo ha il direttore generale della Rai, Mario Orfeo, nel corso dell'audizione in Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi aggiungendo che «il costo unitario del compenso si riduce del 16%. Infatti, il compenso annuo complessivo dell'artista risulta in linea con quello percepito nell'ultima stagione televisiva su Rai 3 pur in presenza di un volume di attivita' più elevato e destinato alla rete ammiraglia. Nello specifico, si passa dalle 110 ore di programmi realizzati su Rai 3 nella stagione 2016/2017, di cui 92 del programma «Che tempo che fa» e 18 del programma 'Rischiatutto', a 128 ore per la stagione 2017/2018 di programmazione su Rai 1, di cui 96 per le prime serate e 32 per le seconde serate) del programma 'Che tempo che fa'». Scendendo nel dettaglio, Orfeo ha sottolineato che «il costo complessivo di una puntata del programma ammonta a circa 450 mila euro, meno della meta' del costo medio dei prodotti collocati nella domenica sera nel palinsesto di Rai1, a fronte di ricavi pubblicitari netti stimati attorno ai 615 mila euro, dato significativamente più alto di quello medio dei prodotti collocati la domenica sera nel palinsesto di Rai 1. Anche solo considerando questi due elementi il contratto quadriennale con l'artista Fazio si ripaga integralmente gia' con le 13 puntate che andranno in onda nell'autunno 2017». Il direttore generale Rai, citando un articolo che apparira' su 'Prima Comunicazionè, ha sottolineato che Discovery si era fatta avanti per portare Fazio nella sua azienda. Era pronta, ha ricordato Orfeo, ad offrirgli più di quanto offerto dalla Rai per tenerlo con un contratto molto simile a quello del Servizio Pubblico.  

PIANO NEWS - Sul piano news «ritengo opportuno poter disporre di un tempo ragionevole che consenta a tutti (non solo noi Rai come proponenti, ma anche la vostra Commissione per i profili di competenza) di elaborare un progetto che possa risultare solido per dare al servizio pubblico quella centralita' nel sistema informativo che ne ha rappresentato un elemento caratterizzante». Così il dg della tv pubblica, Mario Orfeo, parlando della tempistica per la messa a punto del piano dell'informazione, «un tema importante e delicato - ha ricordato - che ha visto l'intervento di due direttori Generali (Gubitosi prima, Campo Dall'Orto) e l'istituzione con Verdelli di una nuova Direzione di Coordinamento Editoriale». Un tema, ha aggiunto, «che mi sta personalmente a cuore, avendo io trascorso una lunga parte della mia esperienza professionale alla guida di due Testate della Rai».  

SERVE DISCIPLINA NEI FORMAT -  Nell'audizione in Vigilanza, il dg della Rai Mario Orfeo ha parlato anche dell'atto di indirizzo all'attenzione della commissione che punta ad evitare conflitti di interessi nei rapporti con gli artisti e i loro agenti, «un documento - ha detto - che contiene spunti interessanti ma, al tempo stesso, anche proposte che rischiano di vanificarne l'impostazione complessiva». Tra i punti critici, il tema dei format. «L'atto di indirizzo - ha detto il dg - prevede al punto 6 che la Rai 'si deve dotare di strumenti idonei a verificare che i format esterni non si configurino come un mezzo surrettizio per incrementare ulteriormente i compensi di artisti, conduttori e giornalistì. Si tratta di una indicazione che condivido pienamente. Sotto il profilo operativo, però, riscontro qualche criticita' per il fatto che il tema del format sconta, nell'attuale contesto, la mancanza di una specifica normativa di tutela. Si tratta di una lacuna così importante da aver spinto gli operatori televisivi (Rai compresa) a costituire uno specifico Gruppo di lavoro per definire intanto una autoregolamentazione di una disciplina - quella sul diritto di autore - che pur con qualche modifica risale al 1941. In assenza di una puntuale disciplina sui format, ma anche sui paper format (penso ad un'anagrafe nel quale si possano depositare i format a fini costitutivi con tutte le forme di tutela del caso), l'atto di indirizzo potrebbe portare, in via prudenziale, ad interpretare restrittivamente il concetto di format limitando di fatto lo sviluppo del sistema audiovisivo italiano restringendo il mercato a pochi gruppi internazionali».  

2017 IN PAREGGIO MA VERSO 2018 IN PERDITA -  I ricavi da canone «nel 2017 si riducono di circa 140 milioni sul 2016, mentre nel 2018 la diminuzione dovrebbe attestarsi a circa 170 milioni». Questo calo, accompagnato da «un mercato pubblicitario ancora debole ed incerto, porta la gestione operativa in forte tensione con una previsione per il 2017 di sostanziale pareggio» e con «un 2018 - immaginato con canone a 90 euro - in perdita per 80/100 milioni di euro a seguito della presenza dei costi dei grandi eventi sportivi». Lo ha detto il dg Rai Mario Orfeo in Vigilanza. Davanti alla commissione, Orfeo ha osservato che il canone in bolletta «ha garantito la riduzione dell'evasione e dovrebbe consentire una maggiore certezza e stabilita' delle risorse a disposizione della Rai; dico dovrebbe - ha sottolineato - perché ci sono state nel tempo alcune variazioni». E ha citato «la progressiva riduzione dell'importo unitario del canone da 113,5 euro del 2015, ai 100 del 2016, sino ai 90 del 2017» e «i prelievi che si sono succeduti: dapprima il prelievo straordinario sul canone del 2014 (taglio una tantum di 150 milioni di Euro) e successivamente la riduzione del 5% degli introiti da riconoscere a Rai a partire dal 2015». «L'impatto complessivo di queste misure - ha sottolineato - fa sì che i ricavi da canone nel 2017 si riducono di circa 140 milioni rispetto al 2016, mentre nel 2018 la diminuzione dovrebbe attestarsi a circa 170 milioni di euro. Tale riduzione di risorse, accompagnata da un mercato pubblicitario ancora debole ed incerto, porta la gestione operativa in forte tensione con una previsione per il 2017 di sostanziale pareggio a cui siamo arrivati faticosamente tagliando nell'ultimo mese e con un 2018 - immaginato con canone a 90 euro - in perdita per 80/100 milioni di euro a seguito della presenza dei costi dei grandi eventi sportivi (Mondiali di calcio e olimpiadi invernali). Pertanto, le risorse a disposizione di Rai risultano non essere coerenti con l'attuale assetto industriale e con la relativa struttura dei costi della Rai». «Per parte nostra - ha garantito il dg - siamo ovviamente impegnati in una politica aziendale di razionalizzazione e ottimizzazione delle risorse», ambito nel quale rientra anche l'accordo con Fabio Fazio.

CONTRATTO DI SERVIZIO - «Stiamo lavorando con il Mise al nuovo Contratto di servizio e contiamo di chiudere e presentarlo all'attenzione del Parlamento entro fine settembre o inizio ottobre, per conclidere l'uter entro l'anno». Così il direttore generale della Rai, Mario Orfeo, in audizione davanti alla commissione parlamentare di Vigilanza sui servizi radiotelevisivi. «Sarebbe un risultato a suo modo storico, sarebbe la prima volta infatti che c'è l'approvazione di un Contratto di servizio prima della sua entrata in vigore», ha aggiunto.

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