Andrea Zappia: ''In autunno nascer il canale sportivo all news di Sky''

Andrea Zappia: ''In autunno nascer il canale sportivo all news di Sky''

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Fonte: Digital-Sat (original) / CorSera Magazine

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Sky Italia
  giovedì, 20 marzo 2008
 00:00
Il nome non è ancora sicuro, ma il canale sì, quello è ufficiale: dal prossimo autunno su Sky vedrà la luce il nuovo canale di sole news, tanto vociferato negli scorsi mesi. Sulla scia del successo di Sky Tg24, Andrea Zappia, vicepresidente Sky per i canali sportivi, ha annunciato tramite un’intervista al Corriere della Sera Magazine, in edicola oggi, questo nuovo progetto, che proporrà «ventiquattr’ore di news sportive ininterrotte, senza rubriche: un tg continuo ma agile».

 
Per realizzarlo sarà messa in piedi una nuova struttura, composta da oltre un centinaio tra giornalisti e tecnici, che realizzeranno un canale dedicato a chi ha poco tempo per informarsi sui fatti dello sport e che possa rappresentare un valore aggiunto per i locali pubblici.

Qui di seguito vi proponiamo l’articolo integrale con l’intervista ad Andrea Zappia:

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Un nuovo canale tutto dedicato alle notizie di sport, per ora 18 ore della giornata e tendenzialmente ininterrotte come i canali "all news". Un occhio di riguardo ai progetti della Lega per nuovi orari delle partite dal sabato al lunedi, ma per favore non chiamatelo "spezzatino" che fa una bruita impressione. Massima attenzione alla gara par i diritti centralizzati del campionato dal 2010 ma nessun rilancio su quelli attuali, con una postilla non irrilevante.

Illustra la sua filosofia Andrea Zappia, nato a Tripoli nel 1963 e cresciuto a Bologna, vicepresidente per i canali sportivi di Sky Italia dove è entrato fin dal debullo dopo essere stato alla Fila e, prima ancora, alla Ferrari. Zappia è l'uomo che influenza il comportamento di milioni di italiani lungo un weekend calcistico che si annuncia sempre più esteso, inglobando il lunedì: «Ma no, non siamo noi di Sky a decidere i nuovi calendari. È una scelta autonoma della Lega, anche se mi piace pensare che il rapporto fra tv e mondo del calcio sia di collaborazione e sviluppo. Perché non siamo solo un partner economico ma un elemento di promozione e già da quest'anno si sono visti dei risultati come l'esperimento del derby romano che ha sfalsato la partita più importante rispetto alle altre. Quanto a quelle che per ora sono solo ipotesi sull'anno prossimo, è chiaro che la partita isolata e sempre un valore per la pay tv».

Ipotesi, sì. Ma abbastanza precise.
«Direi che il sabato va bene così, con i due incontri alle 18 e alle 20.45... Ecco, semmai, slitterei di un quarto d'ora dalle attuali 20.30 che si sovrappongono ai tg. La partita domenicale alle 13 ci interessa (stiamo testando qualcosa di simile sul basket e va bene, oltretutto coi palazzetti pieni) ma non la considero fondamentale. Molto più importante un altro prime time serale come potrebbe essere quello del lunedi, il cosiddetto monday night. In realtà le partite che da sole fanno grandi ascolti sono poche, oltre le quattro-cinque finestre non c'e bisogno di andare. Per inciso voglio dire che noi siamo totalmente favorevoli perché rimangano in chiaro gli highlights delle 18. Una favola che noi li boicottiamo. È il nostro interesse coltivare possibili clienti come quegli spettatori ed è uno spazio interessarne anche per gli sponsor che dovrebbero anche crescere visto il ruolo troppo prevalente che ha in Italia la tv».

Si sta riferendo al fatidico modello inglese?
«Il sistema inglese funziona, anche sul piano sportivo. Ma non è da copiare. Per esempio i clienti italiani sono trattati meglio, qui diamo tutte le partite».

In questa situazione, non diventano un'anomalia quelle ultime quattro giornate di campionato in contemporanea? Abituate il pubblico a una forma di spettacolo e poi la cancellate quando arriva l'acme...
«In effetti è un po' strano. Capisco che non si debbano dare vantaggi a nessuno, però ci vuole elasticità. Se ci sono partite decisive, quasi piccole finali, è un peccato costringere i telespettatori a scegliere. Per ora quel vincolo c'è. Noi saremmo contenti se almeno due giornate fossero sbloccate già dall'anno prossimo».

Magari le avrete, con la forza di cui potete disporre essendo gli unici In Italia a trasmettere in criptato satellitare.
«Parlare di nostro monopolio è falso in generale. Il satellite non è un mercato ma solo un sistema. Il mercato è quello televisivo e lì in Italia c'è il massimo di pluralismo: una partita si può vedere su quattro pialtatorme, noi, i due digitali terrestri e, non dimentichiamolo, i tivufonini».

Intanto, dall'autunno, lanciate un canale di sole notizie sportive. Come lo chiamerete?
«Siamo incerti fra Sky Sport 24 e Sky Sport News. Meglio il primo».

C'è spazio per un canale del genere?
«I pilastri delle nostre trasmissioni sportive sono tre: eventi, approfondimenti e news. In Italia c'è tantissima passione sportiva, fame di notizie. Oggi abbiamo treedizioni di news quotidiane, ognuna di mezz'ora, le porteremo a ventiquattr'ore ininterrotte, senza rubriche: un tg continuo ma agile. Chi utilizza questi canali lo fa al massimo per un quarto d'ora. Però pensiamo alla valenza ad esempio sui locali pubblici... È un impegno pesante, in termini di tecnologie e di personale. Ma è anche una grande opportunità: nuovi giornalisti, nuovi tecnici. Prevedo una struttura di oltre cento persone e solo una cinquantina arriveranno dai 370 oggi a Sky».

Obiettivi?
«In questo campo quel che conta sono i contatti giornalieri. Sky Tg24 si aggira sui due milioni. Ma il nostro primo obiettivo è offrire un prodotto in più».

Siete pronti alla trattativa centralizzata dei diritti dal 2010?
«Intanto speriamo venga sanata l'anomalia per cui oggi acquistiamo i diritti del satellite da Mediaset. Ma ancora è presto per disegnare scenari su quella data. Le regole sono ancora tutte da definire. Aggiungo che, da qui al 2010, per noi è difficile incrementare l'investimento. Diamo già di gran lunga il contributo maggiore. Piuttosto, con la collaborazione della Lega, i nuovi formati possono attrarre più pubblico, quindi nuovi investimenti e sponsor».

Intanto avete conquistato anche le Olimpiadi del 2010 e del 2012.
«È un grande segnale di cambiamento con forti benefici per gli spettatori. E siamo onorati che il Comitato Olimpico abbia scelto noi. Un abbonalo di Sky, oggi, ha tutti gli eventi sportivi mondiali più importanti. Daremo tutte le Olimpiadi, coprendo tutte le piattaforme tecnologiche a partire dall'HD».
 
Tutto da soli?

«No, siamo già pronti a vendere i diritti del chiaro, anche se manterremo di sicuro una fetta di esclusiva».

Enrico Mannucci
per "Il Corriere della Sera Magazine"

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