Le menti piý brillanti del pianeta ogni martedž a Current Brain

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Fonte: Digital-Sat (com.stampa)

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Sky Italia
  marted√¨, 04 gennaio 2011
 00:00
Le menti pi√Ļ brillanti del pianeta ogni marted√¨ a Current BrainCurrent TV Italia riparte dal futuro. Al via la nuova programmazione 2011 con Current Brain, il format che dal 4 al 25 gennaio, ogni marted√ɬ¨ del mese, alle ore 22.30 sul canale 130 Sky, celebra le menti pi√ɬĻ brillanti del panorama culturale contemporaneo ed esplora con loro gli scenari futuri del pianeta.

Current Brain propone puntate di mezz'ora circa, per conoscere pi√ɬĻ da vicino le teorie del futurologo Ian Pearson, dell'astrofisico Stephon Alexander, dell'artista Tomas Saraceno e del bioingegnere James Collins, attraverso le interviste di Carlo Antonelli il cui stile dissacrante e √ʬĬúpop√Ę¬Ä¬Ě fa da contraltare alla seriet√ɬ† dei temi trattati.

Current Brain è ideato dal direttore di RollingStone, Carlo Antonelli e da Federica Masin, Creative Executive Producer di Current Tv. Il programma ha come obiettivo quello di far riflettere sulla contemporaneità e ragionare con curiosità sui possibili scenari futuri del pianeta, in linea con mission indicata dal premio Nobel e fondatore di Current, Al Gore.

Federica Masin: √ʬĬúDel futuro si parla sempre troppo poco. Siamo ossessionati dal racconto di un presente che cede subito il passo al passato prossimo. Se si accenna al futuro lo si fa in maniera utilitaristica con previsioni terrorizzanti o visioni iper-tecnologiche che escludono l√ʬĬôuomo, l√ʬĬôetica, la filosofia, l√ʬĬôironia. Ho sentito la necessit√ɬ† di ritrovare la capacit√ɬ† di immaginare e di ascoltare chi esplora a tempo pieno territori cos√ɬ¨ complessi e credo che Carlo Antonelli sia un intellettuale dotato di una curiosit√ɬ† pungente in grado di far cedere anche un Einstein. La curiosit√ɬ† √ɬ® una virt√ɬĻ morale e Current Brain sar√ɬ† ossigeno per la mente".

Ian Pearson
Ian Pearson √ɬ® un futurologo: osserva gli sviluppi tecnologici attuali e ne predice le evoluzioni. E√ʬĬô dottore il matematica e fisica, ma ha lavorato in diversi settori dell√ʬĬôingegneria, tra cui le telecomunicazioni: √ɬ® l√ʬĬôinventore degli sms, delle Active Lens e dell√ʬĬôActive Skin. E√ʬĬô membro della British Computer Society, dell√ʬĬôAccademia Mondiale delle Arti e delle Scienze, della Royal Society of Arts, dell√ʬĬôIstituto di Nanotecnologia e della Fondazione Mondiale per l√ʬĬôInnovazione.

Stephon Alexander
Cresciuto a New York, nel Bronx degli anni √ʬĬô70-√ʬĬô80, Stephon Alexander ha unito nella sua ricerca gli interessi e le diverse influenze ricevute nella sua vita: la curiosit√ɬ† per le sfide delle rap battles, a suon di free style e break dance; la passione per l√ʬĬôimprovvisazione del jazz, coltovata suonando il sassofono; l√ʬĬôinteresse per i computer, maturato in giovane et√ɬ†, quando per la prima volta us√ɬ≤ un commodore PET e infine la fisica quantistica, al centro del suo lavoro. Oggi lavora allo SLAC, National Accelerator Laboratory, dove studia le intersezioni tra la fisica e la cosmologia e sta sviluppando un nuovo modo per spiegare l√ʬĬôasimmetria materia-antimateria a partire dalle onde gravitazionali.

Tomàs Saraceno
Tom√ɬ†s Saraceno √ɬ® un architetto e teorico, della tradizione di Buckminster Fuller. Nato nel 1973 a San Miguel de Tucum√ɬ†n in Argentina, ormai da anni vive a Francoforte. Il suo lavoro guarda ai principi scientifici come un modo di rispondere a domande complesse su come accrescere nuove idee per lo sviluppo sostenibile delle comunit√ɬ† e dei nuovi modelli di interazione sociale. Tutto il suo discorso artistico √ɬ® costruito sull√ʬĬôAria. Aria come elemento comune ad ogni organismo vivente e quindi, in un certo senso, canale privilegiato di comunicazione non verbale, ma inconsciamente partecipativa. Presente quest√ʬĬôanno alla 53√ā¬į Esposizione Internazionale dell√ʬĬôArte Biennale di Venezia, Saraceno propone un progetto che prevede una struttura sorretta da 680 ganci, per cui √ɬ® stata realizzata una sala nella sala per contenere le Vedove Nere, ingrandimenti-elaborazioni di ragnatele attraverso le quali far passare il pubblico, ulteriore prova dell'itinerario etico-estetico dell√ʬĬôartista.

James Collins
Professore alla Boston University (dove ha fondato il Collins Lab ed √ɬ® co-direttore dei centri di Biodinamica e di Biotecnologia Avanzata), collaboratore dell√ʬĬôHoward Hughes Medical Institute e del WYSS Institute for Biologically Inspired Engineering presso l√ʬĬôuniversit√ɬ† di Harvard, Collins proviene da un percorso formativo piuttosto atipico: i primi studi in fisica, quindi il passaggio all√ʬĬôingegneria medica (con il Ph.D. ottenuto all√ʬĬôuniversit√ɬ† di Oxford) e infine l√ʬĬôapprodo alla bioingegneria.√ā¬† Oggi il suo lavoro si concentra soprattutto in due discipline: la√ā¬†biologia dei sistemi, che studia le relazioni dinamiche tra gli elementi che compongono gli organismi viventi e la biologia di sintesi, area di ricerca in cui scienza e ingegneria si mescolano con il fine ultimo di rimodellare sistemi biologici presenti in natura o di fabbricarne di nuovi. Di questo settore, salito alla ribalta nelle settimane scorse per l√ʬĬôannuncio della creazione di una √ʬĬúcellula sintetica√Ę¬Ä¬Ě da parte di Craig Venter, James Collins √ɬ® generalmente riconosciuto come uno dei fondatori. La √ʬĬúnascita√Ę¬Ä¬Ě della biologia sintetica viene infatti spesso identificata con un articolo pubblicato nel gennaio del 2000 sulla rivista Nature e firmato da Collins, assieme a Timothy Gardner e Charles Cantor.

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