Il Venerdìtoriale -  Quale soluzione per il complicato caso di Current e Sky Italia?

Il Venerdìtoriale - Quale soluzione per il complicato caso di Current e Sky Italia?

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Fonte: Digital-Sat (original)

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Sky Italia
  venerdì, 27 maggio 2011
 06:00

Sette giorni dopo la sua esplosione non potevamo non occuparci anche in questo spazio del caso Current che ha tenuto banco per tutta la scorsa settimana. Cercando di ricostruire brevemente le vicende, analizziamo come queste si sono sviluppate e cerchiamo di ipotizzare quali possano essere gli scenari futuri.

Il Venerdìtoriale - Quale soluzione per il complicato caso di Current e Sky Italia?Scrivo questo articolo guardando in sottofondo Annozero, il palcoscenico da cui il caso Current è arrivato all'opinione pubblica. Sì, perché in realtà già nel pomeriggio di giovedì scorso i blogger erano stati convocati per una "blog conference" in cui Al Gore e Tommaso Tessarolo avevano denunciato l'intenzione di Sky di chiudere il canale televisivo Current Italia.

Da lì in poi è stato un bailame di comunicati stampa, post, dichiarazioni e addirittura documenti originali prima "sbianchettati" poi resi pubblici nella loro interezza. Insomma un botta e risposta che potrebbe forse essere addirittura senza precedenti in Italia. Di sicuro è una di quelle storie che segneranno per sempre la storia della tv del nostro paese, per una serie di motivi.

Il primo è lo scambio di battute in sé: prima Al Gore l'ha buttata in politica, poi Sky risponde con i numeri di ascolto e di contratto ed è lì che Current riesce a rispondere punto a punto e a "passare in vantaggio" agli occhi dei tanti italiani che hanno seguito la vicenda. L'errore iniziale però non può essere dimenticato: accusare Murdoch di fare affari con Berlusconi è francamente un'affermazione troppo azzardata. Men che meno quella che la chiusura di Current in Italia sia dovuta all'assunzione negli States di Keith Olbermann, giornalista ostile a News Corp: allora perché Current in Inghilterra su BSkyB continua tranquillamente le proprie trasmissioni?

Qualcosa non quadrava e anche Santoro se n'era subito accorto, ma è stato il passaggio successivo a cambiare un po' le carte, anche letteralmente: i dati d'ascolto diramati da Current hanno dimostrato che il canale non era proprio uno tra i meno visti e che la corrispondenza tra Sky e gli uffici californiani di Joel Hyatt era stata un tantino anomala.

Come sostiene lucidamente Stefano Epifani in un suo articolo apparso giorni fa su Punto Informatico, «ad oggi non vi sono gli strumenti per capire come siano andate davvero le cose. Non c'è chiarezza sull'effettivo scenario contrattuale, non c'è chiarezza sulle reali cifre in gioco, non c'è chiarezza sui dati d'ascolto e sulla loro reale rilevanza nella ridiscussione del contratto. Insomma: l'unica cosa chiara è che non c'è molto di chiaro». Nulla di più vero.

Un altro elemento che ha caratterizzato questa vicenda è stato l'uso della rete, una delle risorse primarie a disposizione di Current: lo sviluppo assolutamente virale della pagina Salviamo Current, così come il diffondersi a macchia d'olio dell'hashtag #salviamocurrent hanno reso di fatto la campagna a difesa di un canale televisivo una battaglia a favore della libertà di stampa in generale. Nulla di male diranno i più, ma se è pur vero che Current trasmette sempre inchieste scomode fornendo un servizio (praticamente) pubblico, è altrettanto innegabile che lo fa per guadagnarci sopra. Ecco che questa crociata acquista anche un valore commerciale e così ritorniamo al punto precedente che è poi quello attorno a cui ruota tutta la questione: Sky confermerà ancora Current oppure lo rimuoverà tra un paio di mesi?

Conoscendo le parti in gioco, direi che ormai non c'è più speranza: le divergenti posizioni difficilmente verranno colmate ed è quindi ormai molto poco probabile vedere Current su Sky anche dopo il 1° Agosto. Questo perché Sky, sebbene avesse più di un motivo per mantenere un canale del genere all'interno della sua offerta proprio per la sua specificità, non può creare il precedente: non può cioè permettere ad un suo canale terzo di stravolgere un rinnovo contrattuale mettendo in campo la rete e una mobilitazione popolare a mezzo internet per avere un aumento del prezzo.

Quindi Current è costretta alla morte? Al 90% sì. Anche se una cosa del genere non la vorrebbe nessuno, nessuno è disposto a sostenere economicamente Current. Così l'elenco di operatori alternativi fatto da Tessarolo nel suo ultimo post sul sito del Fatto Quotidiano è più un tentativo di spronare eventuali investitori che non altro. Le sottoscrizioni popolari, leggi donazioni, diventano a questo punto una delle prime cose da fare - generalmente è il passo successivo alla mobilitazione dei social network -, solo dopo aver visto chi è realmente capace di metter mano al portafogli per questa causa sarà possibile fare un piano che permetta a molti di non perdere il lavoro e a tutti noi di non perdere un canale che vale la pena guardare, anche per chi non è abbonato Sky.

Giorgio Scorsone
per "Digital-Sat.it"

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