Beauty contest: Sky, motivazione industriale ma chiede di ripensare la gara

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Fonte: MF-Dow Jones

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Sky Italia
  giovedì, 01 dicembre 2011
 15:06

Beauty contest: Sky, motivazione industriale ma chiede di ripensare la garaIl ritiro di Sky Italia dal beauty contest “ha motivazioni soprattutto industriali, anche se alla base della scelta ci sono anche ragioni di principio e considerazioni tecnico-giuridiche”. Così fonti vicine a Sky Italia spiegano la decisione dell’azienda, comunicata ieri al Ministero dello Sviluppo economico e alla Commissione europea, di uscire dalla gara per l’assegnazione delle frequenze televisive digitali terrestri.

“Vuole essere un segnale forte, perché i tempi della gara sono andati oltre ogni ragionevole limite” aggiungono le fonti, sottolineando che l’incertezza sui tempi di assegnazione delle frequenze “non consente di pianificare con certezza milioni di euro di investimenti necessari”. Inoltre “sul beauty contest pendono 4 o 5 ricorsi, compreso il nostro”, e questo aggiunge anche il rischio di sospensiva di ogni assegnazione. In gara, adesso, rimangono Canale Italia, Telecom I., Mediaset, Prima Tv, Europa7 e Rai, e di questi solo le emittenti che fanno capo a Silvio Berlusconi e Tarak Ben Ammar non hanno presentato ricorso. “L’azionista ci chiede chiarimenti che nessuno può dargli e a chi mette i soldi non si può chiedere di agire in scenari così incerti”.

Il fattore tempo è particolarmente rilevante per due motivi. In primo luogo, considerando l’ambito in cui è nato il beauty contest. Sky Italia può partecipare solo dopo il via libera della Commissione Ue nel luglio 2010 alla revisione degli impegni assunti da News Corp nel 2003, in seguito alla fusione Telepiu-Stream; in base ad essi, fino al 31 dicembre 2011 Sky Italia poteva offrire la pay tv solo su satellite e non poteva acquisire frequenze dtt. Bruxelles aveva concesso a Sky di partecipare alla gara per un multiplex, con la limitazione di utilizzarlo per trasmettere programmi in chiaro (non pay tv) per 5 anni.

In questo contesto, i tempi lunghi della gara hanno fatto venir meno per Sky il vantaggio di partecipare. “A causa di questi ritardi - spiegano le fonti - Sky si troverebbe ora frenato da un nuovo vincolo sull’offerta pay per 5 anni, mentre se non avesse avviato alcuna procedura di revisione degli impegni con la Commissione Ue fra poco piu’ di un mese non avrebbe alcun vincolo”.

Dal primo gennaio, in altre parole, con la fine dei paletti europei, Sky potrebbe andare in cerca di frequenze sul mercato; in teoria potrebbe anche lanciare un’offerta a pagamento sul digitale terrestre in concorrenza con Mediaset Premium. D’altro canto l’azienda ha ribadito anche ieri l’intenzione di continare a investire in Italia. In secondo luogo, le fonti fanno notare che il fattore tempo incide perché “in questi anni il mondo è cambiato e serve un riassetto del sistema televisivo in un’ottica competitiva”. Sky ritiene che il beauty contest vada a “cristallizzare lo stato dell’arte”, perché “favorisce gli incumbent e consolida lo status quo”.

Nel mercato italiano, invece, stanno nascendo nuovi modelli di business e stanno entrando nuovi player, provenienti spesso da settori finora estranei alla produzione e alla distribuzione di programmi televisivi. Di qui, la richiesta al Governo di ripensare la gara per l’assegnazione delle frequenze. “Sky è disponibile a ragionare anche su un’asta competitiva, che assegnerebbe un valore corretto alle frequenze, farebbe venir fuori i soggetti veramente interessati ad investire e porterebbe a un introito per le casse dello Stato”. Una gara tout court “sarebbe piu’ onerosa, ma anche più trasparente”.

Le fonti precisano che il ritironon va visto come uno sgarbo al vecchio Governo, perche’ altrimenti lo avremmo fatto prima”. Tuttavia è stato deciso ora perché “è cambiato il contesto economico e politico”, nel senso che con il Governo Monti c’è “un interlocutore meno distorto”, che “speriamo sia aperto a nuove riflessioni”.

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