Capello-Lippi-Sacchi: il tris d'assi della tv sportiva italiana

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Fonte: La Repubblica

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Sport
  mercoledì, 22 agosto 2007
 00:00
Uno, Fabio Capello, debutta stasera su Raiuno per Ungheria-Italia, ha l'aria di dover superare il dispiacere per le attuali traversie del Real Madrid di Schuster ma, a occhio, ce la farà. L'altro, Arrigo Sacchi, sta scaldandosi in vista del nuovo Controcampo domenicale di Italia 1: ha assicurato una presenza continua e non occasionale. II terzo, Marcello Lippi, deve sganciarsi con qualche difficoltà dalla barca che l'ha portato di recente nei più bei posti del Mediterraneo e presentarsi come opinionista a Sky: dove lo attendono soprattutto per la Champions League e non vorranno certo sprecarlo per le beghe para-cortilesche del nostro campionato.
 
La morale è che i tre allenatori più quotati e medagliati di casa nostra sono, tecnicamente, a spasso. La morale-bis è che non danno l'impressione di patire più di tanto la condizione, il risultato è che la tv sportiva - pronta a ricreare gli effetti speciali per il ritomo presunto di un campionato come si deve - se li è accaparrati e loro hanno aderito con decisione.
 
Fabio Capello torna alla prima occupazione da post-calciatore: anni Ottanta e primi anni Novanta, commentatore di calcio accanto al telecronista. La prima fa a Telemontecarlo e vicino a lui c'era proprio il Marco Civoli che stasera lo affianca nella telecronaca dall'Ungheria. Capello passò poi a Mediaset, fece molte telecronache internazionali con Sandro Piccinini, in giro si diceva che fosse bravissimo ed era abbastanza vero. Qualcun altro pensava però che fosse sprecato, ed ebbe ragione. Stare al microfono gli piace assai, al punto che alle Olimpiadi di Torino si è prestato anche a commentare l'hockey su ghiaccio; ma il ritorno al calcio mette curiosità. La Rai ha un gran bisogno di commentatori calcistici piuttosto decisi e consapevoli, Capello lo è e anche di più: come per tutti i suoi colleghi, vale però soprattutto quello che ha segretamente in testa per gli anni a venire. In teoria chi tiene ancora parecchio a rifugiarsi su una qualche panchina di primissimo piano, il freno nei commenti in tv lo tira sempre.
 
Per dire, Sky fece un sontuoso contratto a Pierluigi Collina per i Mondiali di calcio: lui - che conosceva ben più che a spanne il suo futuro chiese e ottenne di non essere presente alle partite della Nazionale azzurra; un po' come se fosse stato ancora arbitro in campo. Da lì, nessun rischio di farsi sfuggire commenti inopportuni né l'imbarazzo di doverli evitare. Per Capello, lo si dovrebbe capire abbastanza presto, ma qui l'intrigante curiosità aumenta: Dio non voglia che si affacci la scena di una squadra azzurra in difficoltà e un commentatore ufficiale come Capello che ne critica aspramente, o meno, la gestione tecnica; non serve spiegare cosa si metterebbero tutti a pensare nonché a scrivere. Capello viene comunque annunciato, anche se non con frequenze altissime, anche come opinionista alla Domenica Sportiva per la routine di campionato.
 
Idem per Marcello Lippi, Sky se lo è procurato come risposta all'approdo di Capello in Rai (fortemente voluto dal direttore Massimo De Luca). Addentrandosi in logiche un po' alla volpe e l'uva, dalla pay-tv hanno fatto sapere di non aver voluto loro Capello, in quanto ''antipatico ai tifosi della Roma e della Juventus". Il fatto che attualmente Capello sia simpatico solo ai tifosi di Madrid è un dettaglio. Lippi, come detto, viene annunciato soprattutto in zona Champions dove tutto è molto più semplice, basta tifare per le italiane e nessuno si insospettisce se lo fai. Altri impieghi sono da valutare.
 
Arrigo Sacchi aumenta invece la sua presenza da opinionista accanto a Sandro Piccinini ed Elisabetta Canalis, Il problema della simpatia non sì è mai posto granché, a panchine e relativi stress ha l'aria di pensarci pochissimo, l'aumento del suo impegno televisivo ne è prova provata: in ogni caso l'ambiente è quello di famiglia, le squadre che non pensano soprattutto all'organizzazione del gioco e sono quindi degne di finire sotto i suoi strali saranno comunque parecchie. Sacchi è forse più anomalo rispetto agli altri due colleghi, fatto sta che la realtà più appariscente rimane quella del tris d'assi o di maghi della panchina, ma stavolta a calarlo è la televisione.
 
Antonio Dipollina
per "La Repubblica"

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