Zupping - Bisogna cambiare ma in Rai ci sono sempre gli stessi

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Fonte: La Gazzetta dello Sport

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  giovedì, 12 giugno 2008
 00:00

Un fremito di speranza scuote l'Italia quando a «Dribbling» Paola Ferrari annuncia «La parola d'ordine è cambiare!».

Falso allarme: sono rimasti tutti lì ed è partito il minestrone quotidiano. Condito ogni giorno allo stesso modo.

Non contano i programmi (Euromattina, Dribbling, La partita in diretta, Eurosera, Notti europee che nel 2006 erano mondiali) i conduttori (Mario Mattioli, Paola Ferrari, Franco Lauro, Jacopo Volpi, gli stessi da anni), gli opinionisti (Sandro Mazzola, Beppe Dossena, Marco Tardelli, Fulvio Collovati, gli stessi da anni) perché la scaletta è sempre uguale: musichetta iniziale, montaggio di immagini, conduttore che esterna, collegamento con casa Italia, toto-formazione azzurra (e non ci azzeccano mai).

Chiunque potrebbe condurre la trasmissione dell'altro, non ce ne accorgeremmo nemmeno. Mai un guizzo, la moviola come unico strumento di conoscenza, ritardo tecnologico su tutta la linea, sempre e comunque le parole preferite alle immagini.

Rimpiangiamo quei ragazzacci di Sky. Due anni fa erano capaci di inventarsi persino trasmissioni gastronomiche legate al Mondiale ma ci tenevano svegli sino a notte inoltrata. Ora ce ne andremmo a dormire già alle due del pomeriggio.

Carlo Nesti: «Qui in Svizzera sembra di essere in Inghilterra, una volta sole una volta pioggia, non si capisce più nulla a livello climatico». E' che non ci sono più le mezze stagioni.

Marino Bartoletti: «Io se avessi cinque euro li punterei sulla vittoria del Portogallo». Si vede che alla Rai non lo pagano, facciamo una colletta.

Vincenzo Cito
per "La Gazzetta dello Sport"

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