
Nella missiva, inviata per conoscenza anche al Presidente della Commissione Vigilanza Rai, Sergio Zavoli, e al Presidente della Rai, Paolo Garimberti, si richiede all‟Autorità di valutare la possibilità di attivare i poteri di verifica e istruttori di cui all‟art. 48, T.U., cit., nonché ogni ulteriore iniziativa di rispettiva competenza.
Di seguito il testo integrale della lettera:
Egr. Presidente, con la presente comunicazione intendo segnalare all‟Autorità da Lei presieduta talune violazioni che la RAI – Radiotelevisione italiana ha recentemente concretato in relazione ai generali obblighi sulla stessa ricadenti in qualità di concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo, nonché agli obblighi derivanti dal contratto di servizio attualmente in vigore e agli atti di indirizzo emanati dal Codesta Autorità.
In particolare, segnalo recenti accadimenti relativi all‟offerta televisiva di programmi di approfondimento dell‟informazione della RAI i quali hanno trasmodato in modo evidente i limiti della corretta informazione e, in via mediata, i limiti dell‟attività di servizio pubblico demandata alla società in questione.
E‟ infatti accaduto che nel corso della trasmissione del programma “Annozero” del 20 e del 27 gennaio si sia dato ampio rilievo ad affermazioni di carattere gratuito, denigratorio e gravemente lesive della dignità e del decoro di eminenti personalità politiche, che sarebbero state proferite da soggetti coinvolti nell‟attività di indagine da parte della Magistratura requirente.
Dall‟esame delle trasmissioni in questione, Codesta Autorità potrà agevolmente evincere:
- che le modalità di rappresentazione dei fatti e delle dichiarazioni riportate nel corso di dette trasmissioni non assumevano alcun rilievo ai fini di una leale ed imparziale prospettazione delle vicende, ma esulavano dal consueto canone della continenza (intesa come obbligo di astenersi dal rappresentare fatti e circostanze superflui e comunque inutilmente lesivi della sfera di terzi) e trasmodavano in palesi violazioni della libertà e dei diritti individuali dei soggetti evocati, con particolare riguardo alla dignità della persona (canoni, questi, espressamente richiamati nella delibera 13/08/CSP di Codesta Autorità sulle corrette modalità di rappresentazione dei procedimenti giudiziari nelle trasmissioni radiotelevisive);
- che le richiamate modalità di rappresentazione e l‟enfasi attribuita a dichiarazioni di soggetti privati non qualificati gravemente lesive della dignità e del decoro di soggetti titolari di rilevanti cariche pubbliche hanno palesemente travalicato i limiti della corretta informazione offerta dal concessionario pubblico radiotelevisivo. Il concessionario infatti, ai sensi del comma 1 dell‟art. 48 del d.lgs. 177 del 2005, non deve limitarsi ad esercitare la propria attività di informazione secondo i canoni di diligenza tipici di ogni altro operatore della comunicazione, ma deve assicurare un livello di diligenza ulteriore e qualificato, assicurando il prioritario rispetto delle «esigenze democratiche, sociali e culturali di ogni società» imposte dalla disciplina comunitaria (comunicazione della Commissione europea 2001/C 320/04, peraltro espressamente richiamata dal richiamato art. 48 del „Codice‟);
- che il richiamato canone di diligenza qualificato impone evidentemente al concessionario del servizio pubblico radiotelevisivo un ricorso ancora più accorto al richiamato canone di continenza, in specie quando le affermazioni testualmente riportate, di per sé prive di effettivo valore aggiunto ai fini di un‟obiettiva ricostruzione dei fatti, risultino lesive della dignità e del decoro di alte cariche istituzionali;
- che, in definitiva, le modalità di rappresentazione dei richiamati fatti e delle affermazioni riportate, per le modalità concrete con cui sono state poste in essere , hanno determinato gravi violazioni dei canoni di lealtà ed imparzialità dell‟informazione che devono necessariamente caratterizzare l‟attività di pubblico servizio più ancora che l‟attività di un qualunque altro operatore della comunicazione.
Tanto si sottopone all‟attenzione di Codesta Autorità perché voglia valutare la possibilità di attivare i poteri di verifica e istruttori di cui all‟art. 48, T.U., cit., nonché ogni ulteriore iniziativa di rispettiva competenza.
La informo di aver trasmesso copia della presente al Presidente della Commissione di vigilanza e al Presidente della RAI.
Paolo Romani
Ministro dello Sviluppo Economico