Raoul Bova su Canale 5 con la nuova fiction ''Come un delfino''

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Fonte: Digital-Sat (com.stampa)

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Televisione
  martedì, 01 marzo 2011
 11:57
Su Canale 5 solo martedì 1 e mercoledì 2 marzo alle 21:10 la nuova miniserie tv con Raoul Bova e tanti altri amatissimi attori. Regia di Stefano Reali.

LA STORIA

“Come un delfino” è la storia di Alessandro (Raoul Bova), un campione di nuoto, che ha dovuto interrompere, per motivi di salute, al culmine del successo l’attività agonistica ma che, grazie alla propria esperienza di sportivo ed alla sua umanità, riesce a portare un gruppo di ragazzi, che senza di lui forse avrebbero intrapreso una strada di violenza, a nuotare la staffetta per la loro vita.

Un film che, immerso nella natura più incontaminata e selvaggia del nostro mare Mediterraneo, esalta i valori più profondi dello sport. Un film che racconta la magia dell’acqua e l’emozione della giovinezza, in una ricerca della felicità, tra sentimenti e passioni, che farà di questi giovani degli uomini consapevoli, forti e pronti ad affrontare quello che la vita ha in serbo per loro.

NOTE DI PRODUZIONE

“Come un delfino” è la prima fiction realizzata in Italia ambientata nel mondo del nuoto. Il progetto nasce da una riflessione su quanto questo sport possa influire sulla formazione del carattere dell’individuo, sulla sua socializzazione, creando spirito di sacrificio, coordinazione motoria, resistenza alla fatica.

Con i Mondiali di Nuoto, avvenuti nel 2010 il nuoto è diventato estremamente popolare ed i tempi erano maturi per un film che parlasse non solo di questo sport ma anche dei valori insiti in esso.

La Sanmarco, sempre attenta ai problemi sociali, ha voluto unire i valori di questa disciplina ai disagi di un gruppo di ragazzi utilizzando il nuoto come fattore aggregante e riabilitativo, e creando un forte distacco visivo tra l’impatto urbano nel quale loro sono abituati a vivere e la natura incontaminata e pura nella quale li fa immergere il loro allenatore.

Era importante che la vicenda narrativa si svolgesse nei luoghi raccontati nella sceneggiatura, e a tal proposito, le riprese sono state effettuate non solo a Roma ma anche in Sicilia e nelle isole Eolie. Questo ha comportato un notevole sforzo produttivo ed un particolare impegno da parte di tutti i componenti che hanno partecipato alla realizzazione della fiction. Grazie alla collaborazione della Fin ci è stato permesso di girare in strutture come lo Stadio del Nuoto, dove i Mondiali di Nuoto si sono svolti, o all’interno di gare vere e proprie, dando una reale veridicità alle immagini e consegnando così un grande valore aggiunto al film.

La scelta del regista è stata naturale dati i temi toccati nel film. Stefano Reali riesce a raccontare con grande passione i drammi e le rinascite che contraddistinguono i caratteri di questa fiction creando un’ atmosfera di tensione e di speranza che pervade tutte le immagini, senza mai perdere di vista l’interiorità dei personaggi. Le musiche di Ennio Morricone hanno creato una condizione essenziale nella costruzione del racconto interagendo tra suono ed immagine e dando vita ad un ventaglio di possibilità emozionali.

“Come un delfino” è un omaggio al mondo del nuoto e agli atleti che sanno affrontare le proprie debolezze, l’ansia della prestazione e il terrore di essere abbandonati quando non vinci e non sei più nessuno, ma è altresì un film sul coraggio di compiere scelte diverse e sulla consapevolezza che la vita ti riserva sempre una seconda possibilità.

SINOSSI I PUNTATA

Alessandro (Raoul Bova) è un campione di nuoto avviato a fine carriera. Nonostante sia un vero record man, non è mai riuscito ad agguantare la medaglia d’oro. Qualcosa, in gara, lo ha sempre bloccato: una morsa d’angoscia, o forse un ricordo… Ma oggi c’è dell’altro: fuori dalla vasca un malore lo fa accasciare davanti agli occhi attoniti del pubblico. Alessandro ha una sofferenza cardiaca. Si deve fermare per almeno sei mesi. Ma, vista la sua età, quel responso del medico sportivo suona come una condanna definitiva. E’ in questo momento di acuta sofferenza che Alessandro incontra un amico d’infanzia, anche se stenta a riconoscerlo in abito talare. Don Luca (Ricky Memphis) si occupa in Sicilia di una piccola comunità di ragazzi vittime di un contesto difficile e destinati alle famiglie malavitose. Il prete è riuscito ad ottenere il permesso di coinvolgerli in un progetto sul nuoto, ma ha bisogno di un allenatore: chi meglio di lui? Alessandro si lascia convincere. E’ certo si tratti poco più di una vacanza, durante la quale potrà continuare ad allenarsi lontano da occhi indiscreti. La realtà è assai diversa: i ragazzi che dovrebbe trasformare in atleti vengono da realtà familiari e sociali degradate. L’impresa sembra impossibile. C’è Rocco (Gianluca Petrazzi), sordomuto, incline all’aggressione fisica, che il fratello vorrebbe internare in istituto per impossessarsi della sua parte di eredità; c’è Bibbi (Andrea Troina) che tenta in ogni modo, anche attraverso il crimine, di ribellarsi all’asfissiante tutela paterna; c’è Andrea (Gianluca Di Gennaro) che soffre di un’ansia da prestazione paralizzante e infine c’è Nico (Tommaso Ramenghi), giovane promessa di una famiglia mafiosa. E tutti hanno commesso reati gravi: dalla rapina, allo stupro, all’omicidio, come gli ricorda la severa giudice Valeria Vikovic (Barbora Bobulova ). Purtroppo sul loro cammino c’è un ostacolo ancora più grande: la mafia. Tutto quel rumore attorno alla comunità di Don Luca comincia a dare fastidio a Ciro (Paolo Ricca), il rapace boss locale, arriva a mettere fuori uso il prete con una falsa accusa di molestie sessuali senza però riuscire a placare la sua rabbia. Quando Alessandro si accorge che qualcosa non va, ormai è tardi, Andrea si è già tuffato e le sue urla di dolore spezzano l’aria: la piscina è piena di acido.

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