Pubblicità, lo Iap interviene 958 volte nel 2010 (+7,7% rispetto al 2009)

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Fonte: ANSA

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  martedì, 22 marzo 2011
 17:25

I casi di pubblicità in cui è dovuto intervenire lo Iap, cioé l’Istituto di Autoregolamentazione Pubblicitaria, nel 2010 sono stati 958, cioé il 7,7% in più del 2009. Sono aumentate tutte le voci di attività: i pareri preventivi (183, +31,6%), i casi risolti velocemente (663, +0,7%), le ingiunzioni di desistenza (87, +24,2%) e anche le istanze al giurì (25, +13,6%, di cui il 98,8% con immediata esecuzione). Il bilancio del 45/o anno di attività è stato fatto all’apertura dell’anno giudiziario dell’istituto.

Un’occasione anche per parlare delle novità, come il protocollo firmato a gennaio che permette al ministero delle Pari Opportunità di chiedere il ritiro immediato delle immagini e delle pubblicità che offendono la dignità della donna e non rispettano le pari opportunità. «Ho sentito il dovere di fare questo protocollo per arrivare a una soluzione con una strada meno tortuosa - ha detto il ministro Mara Carfagna - e ha già dato buoni frutti».

Il segretario dello Iap Vincenzo Guggino, intervenuto con il presidente Giorgio Floridia, ha spiegato che tra le ingiunzioni e istanze del Comitato nel 2010 il 62,5% ha riguardato la tutela del consumatore e il 30,3% la tutela del cittadino. Di quest’ultime il 79,5% è stato a tutela delle donne. E la pubblicità, secondo il ministro, è uno «strumento potentissimo» per confermare o per sfatare gli stereotipi. E «affermare le pari dignità è un principio di convenienza per un Paese in crisi», ha aggiunto, spiegando che più donne al lavoro portano un aumento del Pil e che ora il problema per loro é soprattutto quello di riuscire a far carriera. «La prevalenza di uomini nei consigli di amministrazione - ha osservato - non dipende dalla mancanza di profili di donne adeguati. E’ un problema di cultura».

Adesso poi la questione non riguarda più solo tv e carta stampata ma anche Internet, un «ostacolo non indifferente», ha avvertito il critico tv Aldo Grasso, che l’istituto dovrà affrontare. Anche Carfagna ha confermato che sul web «c’é bisogno di un controllo, che non sia una censura ma possa evitare la diffusione di immagini che sono in contrasto con i principi di pari dignità e opportunità».

Intanto il presidente onorario del Movimento Consumatori Gustavo Ghidini ha posto l’accento anche sulla pubblicità fatta di suggestioni. E il presidente dell’Autorità per la Concorrenza e il Mercato Antonio Catricalà ha avvertito che l’Agcom «ha ridotto le sanzioni perché c’era la crisi ma quando ci sarà la ripresa riprenderanno».

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