Antonio Ricci: ''Siamo finiti in mezzo ad una battaglia editoriale''

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Fonte: Ansa / Sorrisi.com

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Televisione
  giovedì, 24 marzo 2011
 16:05

Antonio Ricci: ''Siamo finiti in mezzo ad una battaglia editoriale''“Siamo finiti in mezzo ad una battaglia editoriale”. Lo ha detto Antonio Ricci, l’autore di Striscia la Notizia, parlando della battaglia a cui la sua trasmissione e soprattutto le veline sarebbero state sottoposte negli ultimi tempi. Secondo Ricci, in particolare, alla base della battaglia c’e il conflitto del gruppo l’Espresso-la Repubblica contro il Fatto Quotidiano.

Proprio per questo oggi Ricci ha distribuito anche un opuscolo tipo fotoromanzo con la storia di Carlo De Benedetti, che, preoccupato per il calo di vendite di Repubblica, chiama Gad Lerner a dirigere il quotidiano.

Ricci ha parlato a lungo durante la presentazione del cambio di conduzione di Striscia la Notizia. Da lunedì 28 marzo infatti al posto di Ezio Greggio e Michelle Hunziker arrivano Ficarra e Picone. “L’Italia è un paese sostanzialmente mafioso - ha detto ancora - c’é anche la mafia dei giornalisti, siamo arrivati persino all’Ansa che nel nostro comunicato non ha scritto del Gruppo L’Espresso”.

Antonio Ricci continua a difendere le Veline, polemizzando con chi, come Gad Lerner, vede in loro il simbolo dello sfruttamento del corpo femminile in tv. Oggi, nella conferenza stampa di presentazione dei nuovi conduttori di Striscia (Ficarra e Picone, al loro settimo anno dietro la scrivania del tg satirico), ha detto: «Se io avessi inventato le Veline sarei Dio. Essendo io solo un pontefice, ho soltanto dato un nome alla bionda e alla mora di Pippo Baudo».

Secondo Ricci, le Veline sono «due ragazze che ballano, che fanno una telepromozione e che sono sempre vestite», niente insomma che leda la dignità della donna. E le critiche che ricevono, secondo l’autore genovese, sono frutto di un moralismo finto e ipocrita, una «macchina del fango» che ha investito il suo programma. Il problema, per Ricci, va ricercato all’origine perché una parodia prende sempre spunto da un modello.

E la tv di oggi ne fornisce molti: «Già anni fa» ha spiegato «ho sostenuto che le giornaliste venivano scelte con criteri di selezione che sono quelli di Miss Italia e non capisco perché si attacchino le Veline e non il fatto che a Sky, beati loro, abbiano un campionario che sembra la finale di Miss Italia. Le Veline sono funzionali alla trasmissione. Non siamo un tg ufficiale. La tv non può raccontare la verità ma il varietà. Per me ogni momento in tv è spettacolo e il nostro è presentato da comici e soubrette. Siamo un varietà e nei varietà le ballerine ci sono sempre state e le Veline rappresentano la sintesi di quello che avviene in tv: arrivano, sculettano un po’ e fanno una telepromozione».

«Meglio una figlia velina che giornalista, e non per la professione in sé quanto per l’ambiente in cui si troverebbe a vivere ed esercitare» ha aggiunto Ricci. «Vorrei che facessero le Veline perché almeno saprei in che ambiente vanno a finire, piuttosto che le giornaliste che so, da racconti che ho, essere sottoposte continuamente a mobbing e stalking da parte dei direttori e dei loro vice».

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