La fiction Walter Chiari - Fino all'ultima risata con Alessio Boni su Raiuno

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Fonte: Digital-Sat (com.stampa)

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Televisione
  domenica, 26 febbraio 2012
 11:38

Dal ring al palcoscenico. Dalle sfavillanti luci della ribalta alla solitudine del carcere. Quella di Walter Chiari è la storia di un uomo fuori dal comune che ha conquistato, con le sue grandi qualità  artistiche, tutto ciò che il mondo del jet set aveva da offrire e che, proprio all'apice della sua carriera, ha perso tutto: lavoro, famiglia, amici e libertà. Gli anni del dopo carcere raccontano un uomo che comunque non si è arreso, che ha continuato a lottare per riconquistare il suo pubblico e la notorietà. Nonostante quel mondo dorato, che prima era stata la sua casa, gli avesse perentoriamente e definitivamente girato le spalle. Sono gli anni difficili, preludio alla sua fine artistica e umana, in cui i il rumore della sconfitta  diventa assordante.

La fiction Walter Chiari - Fino all'ultima risata con Alessio Boni su Raiuno"Walter Chiari, fino all'ultima risata", una coproduzione Rai Fiction Casanova Multimedia, prodotta da Luca Barbareschi, per la regia di Enzo Monteleone che firma anche soggetto e sceneggiatura con Luca Rossi. Con Alessio Boni nel ruolo di Walter Chiari, Bianca Guaccero nei panni di Valeria Fabrizi, Dajana Roncione (Alida Chelli), Anna Drijver (Eva Gardner), Karin Proia (Sophie Blondel), Caterina Misasi (Lucia Bosè) e Gerry Mastrodomenico (Bruno Guidazzi).

Una miniserie in due puntate in onda in prima serata su Rai1, domenica 26 e lunedì 27 febbraio.

LA STORIA:

22 maggio 1970. Appena tornato dall’ Australia dove si è sposato con ALIDA CHELLI, WALTER CHIARI è arrestato dalla Guardia di Finanza e portato in carcere. L’accusa è uso, detenzione e spaccio di cocaina: Walter nega tutto, ma il giudice non gli fa sconti e lo sbatte in cella.

Fine anni ’40: Walter è un pugile dilettante che lavora alla catena di montaggio della Isotta-Fraschini. La sua carriera artistica inizia casualmente: una sera, accompagnando l’amica VALERIA, ballerina nella compagnia della famosa soubrette Sophie BLONDEL, si ritrova sul palco, e grazie al suo talento per la battuta e alla sua simpatia fa subito breccia. La Blondel lo vuole con sé, poi quando la soubrette lo scarica lui si vendica mettendo su una nuova compagnia con CARLO CAMPANINI e Valeria, riscuotendo un enorme successo nel riproporre fra gli altri il numero dei fratelli De Rege.

Ben presto al teatro si affianca il cinema, grazie al quale conosce LUCIA BOSE’: la corteggia, si innamora di lei, ma i loro caratteri (scanzonato e senza pensieri lui, seria e posata lei) sono troppo diversi, e lei finisce per sposare in Spagna il famoso torero Dominguìn.

La fiction Walter Chiari - Fino all'ultima risata con Alessio Boni su RaiunoIl nascente successo di Walter alla televisione si accompagna con  la carriera cinematografica, grazie alla quale conosce AVA GARDNER. Abituata a latin lover e maschi assetati di sesso, la diva ama il suo stile da timido impacciato. Ma anche la relazione con lei dopo un po’ inizia a sfaldarsi: Ava è gelosa di Valeria ma soprattutto succube dell’alcol e alla fine lei e Walter si scoprono incompatibili. Si lasciano.

Durante la selezione di un musical Walter conosce la giovanissima Alida Chelli: da lì inizia una relazione che si incrocia direttamente con i successi teatrali. Walter sembra cambiato e aver trovato una nuova stabilità con Alida ma proprio mentre decidono di mettere su casa insieme, le comunica che è in partenza per l’Australia dove girerà un film. La lontananza però non li separa per molto: alla notizia che Alida è incinta, Walter le chiede di raggiungerlo in Australia per sposarsi e Alida vola da lui.

In carcere, dove ripensa al suo passato, Walter riceve la notizia della nascita del figlio. In cella, da solo, piange.

28 agosto 1970: dopo 100 giorni di detenzione Walter ottiene la libertà provvisoria. Appena uscito dal carcere corre da Alida e vede per la prima volta SIMONE, il figlio appena nato. È carico, vuole subito ricominciare da dove è stato forzatamente interrotto. Ma ha una brutta sorpresa: la Rai non intende più ospitare una sua trasmissione, e anche a teatro hanno deciso di abbandonarlo. Relegato ai margini, Walter è ossessionato dal processo che lo attende.

In tribunale denuncia le accuse infondate nei suoi confronti, e le indagini insabbiate sulle stragi e i colpi di Stato che insanguinano l’Italia. I suoi interventi sono controproducenti. Viene condannato a due anni per uso di stupefacenti, ma evita la galera per la condizionale. Il problema è che Alida, ferita dal fatto che lui le abbia mentito sulla cocaina per tutto quel tempo, lo lascia: prende il bambino e si trasferisce in America.

Walter si ricicla in locali e discoteche di second’ordine: grazie al manager BRUNO GUIDAZZI, suo ex maestro di tennis, fa serate da one man show. Ma tutto ciò che guadagna va subito via: alimenti per Alida, i pagamenti arretrati del processo, e la sua solita vita sfrenata, in cui la generosità verso i bisognosi fa la sua parte. Così affannato, ricomincia a tirare di coca senza limitazioni.

Finché non ritrova il figlio Simone, che rivede finalmente quando ha 8 anni: con lui trascorre un lungo weekend pieno di divertimenti. Walter gli racconta la storia di un film che ha girato (Il giovedì) che assomiglia al loro rapporto: all’inizio difficile, si traduce alla fine in una totale complicità che fa sì che Simone si affezioni e si fidi di lui.  Ma purtroppo il bambino deve ripartire per l’America con la madre e Walter rimane di nuovo solo con i suoi demoni.

Negli anni ’80 la vita lavorativa di Walter è in declino: rifiuta l’offerta di una televisione milanese e attraverso EPAMINONDA, il boss della mala milanese, ricade pesantemente nella cocaina. Per salvarlo, Bruno deve chiedere aiuto a Valeria, che però non riesce ad aiutare l’amico, ormai vittima del suo vizio. Ma dopo la minaccia di uno scagnozzo del gangster e l’ennesimo ritardo di Walter, anche Bruno lo abbandona: ha una famiglia da mantenere, non ce la fa a seguirlo ancora.

Passa il tempo e Walter cerca di riallacciare i rapporti con Simone, che ora vive a Roma, e per sopravvivere si arrangia conducendo un programma su una tv privata in Lombardia di proprietà del vulcanico RENZO VILLA; ma la sua dipendenza è così totale che oltre ai ritardi dà problemi sul posto di lavoro. Villa lo licenzia.

Fisicamente stanco e appesantito, Walter ha un infarto. Simone lo va a trovare durante la riabilitazione e gli propone la sceneggiatura di un film: due giovani milanesi lo vogliono come protagonista di “Romance”. È il suo canto del cigno: Walter dà un’interpretazione commovente e al festival di Venezia tutti lo danno per favorito per il premio come miglior attore. Nella serata conclusiva però un’ ultima delusione: il premio viene dato a Carlo Delle Piane.

20 dicembre 1991. Milano è imbiancata di neve nei giorni che precedono Natale. Ormai stanco, dopo aver incontrato il figlio Simone preoccupato per lui, Walter torna nel residence dove vive. Muore solo davanti alla televisione che propone repliche dei suoi vecchi numeri in bianco e nero.

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