Garimberti: ''E' anomalo che il sito web della Rai non sia il più visitato d'Italia''

Garimberti: ''E' anomalo che il sito web della Rai non sia il più visitato d'Italia''

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Fonte: Adnkronos

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Televisione
  mercoledì, 08 luglio 2015
 21:46

Garimberti: ''E' anomalo che il sito web della Rai non sia il più visitato d'Italia''«Penso sia anomalo che oggi la Rai non abbia il sito web più visitato d'Italia, come accade per esempio in Gran Bretagna dove il sito della Bbc è quello con il maggior numero di utenti». Lo afferma nel corso dell'audizione in Vigilanza il presidente del Consiglio di sorveglianza Euronews, Paolo Garimberti, che vede nelle nuove piattaforme il futuro dell'informazione: «Che cosa intende fare la Rai - si chiede - per andare sulle nuove piattaforme, per rispondere sempre di più alla domanda degli utenti che vogliono l'informazione sui telefonini con gli alert delle notizie in arrivo? Questo è il futuro dell'informazione e deve essere pensato come uno sviluppo enorme non solo per la qualità del prodotto ma anche dell'utente».

«Ho letto che in Italia - prosegue Garimberti - soltanto il 5% degli utenti ha fiducia nell'informazione della tv pubblica, mentre questa percentuale sale al 30% in Gran Bretagna nei confronti della Bbc. Senza mitizzare la Bbc, credo che gli italiani non considerino sufficientemente attendibile l'informazione dei Tg Rai perché restano dell'idea che i telegiornali siano preda di un sistema spartitorio, che ci sia lottizzazione tra i giornalisti. È un'idea ormai in parte sbagliata, ma purtroppo la gente pensa così».

Un problema che, secondo l'ex presidente di Viale Mazzini, va affrontato puntando sulla qualità generale dei prodotti.

«La Rai dovrebbe ritrovare quello spirito di una volta quando aveva grande qualità e produceva straordinari spettacoli e teleromanzi. Oggi la Rai non può pensare di confrontarsi con la tv privata di una volta, le altre tv producono fiction di altissimo livello. Non basta solo 'Braccialetti rossi', deve mettersi sul mercato con produzioni internazionali. Il futuro della Rai non deve essere solo quello di contenere i costi, cosa importantissima, ma di avere contenuti di qualità che sempre più spesso non ha. Anche i palinsesti sono sempre uguali, e non si può pensare che basti Sanremo per salvare un'annata perché il Festival da solo non la salva».

«La Rai di un tempo - prosegue Garimberti - aveva autori di straordinaria qualità che l'hanno fatta grande. Ma l'azienda non si è mai posto in modo serio il problema della formazione, e questi bravissimi autori che erano capi struttura, non hanno tramandato il loro skill alle nuove generazioni. Non è un problema risolvibile con una legge ma andrebbe affrontato».

L'ex presidente di Viale Mazzini ricorda il periodo dei professori come momento di «rifondazione» della Rai, grazie al fatto che quello «era un momento di libertà dai condizionamenti politici e dei partiti, travolti da Tangentopoli. Oggi - sottolinea - servirebbe una nuova 'rifondazione' dell'azienda. Spero che questa riforma sia utile, ma è fondamentale l'autocoscienza di chi lavora in Azienda e di chi la dirige».

Garimberti punta il dito anche sull'eccessiva «proliferazione di canali» e parla della necessità di un «ripensamento del ruolo del servizio pubblico, come anche del canone, tra i più bassi in Europa eppure con un'evasione pari al 27%, una situazione alla quale non è mai stato posto rimedio. Bisogna capire - conclude - che alla Rai andrebbe garantita una autonomia finanziaria attraverso il bilanciamento tra canone e pubblicità».

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