Rai, Monica Maggioni è il nuovo presidente. Ok dalla Vigilanza e Cda

Rai, Monica Maggioni è il nuovo presidente. Ok dalla Vigilanza e Cda

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Fonte: Ansa

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Televisione
  giovedì, 06 agosto 2015
 06:00

Rai, Monica Maggioni è il nuovo presidente. Ok dalla Vigilanza e CdaIl suo nome era circolato nelle ultime settimane, ma gli ultimi rumors non la davano in pole position per la presidenza. Dopo una lunga trattativa con Silvio Berlusconi, cha ha riportato in auge il patto del Nazareno e durante la quale più di un'ipotesi è stata vagliata, Matteo Renzi ha scelto Monica Maggioni per la presidenza Rai. «Un'autorevole professionista», la definisce il premier in conferenza stampa, senza citarla per rispetto delle prerogative dell'assemblea degli azionisti che in quel momento ratificava la sua nomina. Insieme alla giornalista, il Tesoro ha indicato anche l'altro membro del cda di sua competenza: è Marco Fortis, da settembre scorso nella squadra dei consiglieri economici di Palazzo Chigi.

Maggioni ha appreso a Teheran, dove era al seguito della visita della missione del governo italiano in qualità di direttore di RaiNews, la notizia della sua designazione. Mentre era sul volo di ritorno, si teneva la prima riunione del nuovo cda, che in soli 15 minuti ha approvato all'unanimità l'indicazione del presidente. Poi in serata è arrivato il via libera della Commissione di Vigilanza che ha dato il proprio parere con 29 voti favorevoli (ne sarebbero bastati anche 27), 5 schede bianche e 4 contrari. I votanti sono stati 38. Un voto che ha concluso una giornata segnata, sin dal mattino presto, dai febbrili contatti tra Palazzo Chigi e Palazzo Grazioli, un filo di dialogo che da tempo non era così intenso tra Renzi e Berlusconi.

Fino all'intesa sul nome della giornalista, una lunga carriera in Rai, dal 1986, che è stata inviata di guerra su tutti i fronti più caldi, conduttrice di Speciale Tg1, prima di approdare alla direzione del polo delle news. Domani sarà la volta del direttore generale, che deve essere nominato dal cda, d'intesa con il Tesoro. Il nome scelto da Renzi è Antonio Campo Dall'Orto, anche se nelle ultime ore era sembrata riprendere quota la candidatura di Luigi De Siervo. «Sapete qual è la mia preferenza», ha risposto Renzi ai giornalisti, confermando la scelta dell'ex manager di Mtv.

«È un bel Cda, sono stati inseriti bei professionisti», ha sostenuto ancora, spiegando che con la legge Gasparri è «normale l'impatto dei partiti» e che chi critica il ricorso a quella normativa avrebbe potuto «votare la riforma che hanno provato a seppellire sotto migliaia di emendamenti». Il premier ha minimizzato anche i dubbi sulla regolarità dell'elezione di quattro pensionati in cda (Guelfo Guelfi, Carlo Freccero, Arturo Diaconale, Giancarlo Mazzuca), che in base alla legge dovrebbero svolgere l'incarico gratis. Esistono invece dubbi interpretativi sulla durata, che per incarichi dirigenziali e direttivi non può essere superiore a un anno: secondo il Tesoro, non è il caso del cda Rai, dove quindi anche i componenti pensionati possono rimanere per l'intero mandato di tre anni. Plaudono alla scelta di Maggioni sia il Pd, che trova l'appoggio anche della minoranza dopo lo strappo in Vigilanza sul voto per Ferruccio De Bortoli, che i centristi e Forza Italia. «Una donna capace e certamente adeguata», la definisce Maurizio Gasparri. Più critico il Movimento 5 Stelle, che si è astenuto nella votazione. «Non può garantire indipendenza e lontananza da conflitti d'interesse», scrive su Twitter Carlo Sibilia. «La 'nuova' presidente della Rai renziana, Monica Maggioni, l'anno scorso ha partecipato alla riunione del gruppo Bilderberg, insieme a Mario Monti. Bella roba vero? La nuova Rai mi piace poco...», attacca il segretario della Lega Nord Matteo Salvini.

Critiche sul metodo Fnsi e Usigrai, «per la totale assenza di chiarezza sul mandato del nuovo gruppo dirigente», anche se sottolineano che la scelta è caduta «su una giornalista che ha fatto tutto il suo percorso professionale da interna Rai». Anche il segretario della Cgil Susanna Camusso, promuove Maggioni come «autorevole e preparata professionista», ma punta il dito contro un Cda con cui «si torna indietro di anni»

LA SCHEDA  - CHI E' MONICA MAGGIONI

A Viale Mazzini sbarca la presidente donna 'embedded' con l'elmetto. Monica Maggioni, milanese, classe 1964, è una giornalista professionista di lungo corso. Direttrice di RaiNews24 dal gennaio del 2013, oggi era a Teheran dove si trovavano anche i ministri italiani degli Esteri Paolo Gentiloni e dello Sviluppo economico Federica Guidi. Nel corso della sua carriera ha seguito tra l'altro da giornalista il conflitto iracheno, sarà consapevole più di altri che può essere insidioso talvolta più un corridoio di viale Mazzini che un check-point di Baghdad. Ma Maggioni ha anche moderato a suo tempo il confronto tra Luigi Bersani e Matteo Renzi per le primarie del centrosinistra su Rai1 nel 2012. Ed è stata anche tra le candidate alla poltrona del Tg1, direzione poi andata a Mario Orfeo. Come direttore della rete all news di servizio pubblico ha sfidato con un editoriale anche l'Isis decidendo di non trasmettere più i loro filmati:

«Vedete, ormai si è trasformato in una sorta di Hollywood del terrore. I loro filmati sono studiati. Ogni comunicato viene fatto con una regia sapiente. Noi non vogliamo diventare parte della loro propaganda».

Dopo aver conseguito la laurea in Lingue e letterature straniere moderne all'Università Cattolica di Milano e un master di giornalismo radiotelevisivo, ha collaborato con Il Giorno. Giornalista professionista dal 1995 ha collaborato con il canale satellitare Euronews e poi è stata assunta in Rai, dove ha lavorato prima a Tv7 e poi per anni al Tg1, oltre ad aver condotto alcune edizioni di Unomattina Estate. Del Tg1 è stata conduttrice e inviata all'estero; tra i Paesi in cui ha effettuato reportage: Sudafrica, Mozambico, Medioriente, Stati Uniti, ma soprattutto è stata in Iraq al seguito delle truppe americane nella seconda guerra del Golfo. Tra il 2000 e il 2002 ha seguito le fasi più violente della seconda Intifada e raccontato il conflitto tra israeliani e palestinesi. Dopo l'11 settembre 2001 ha seguito le reazioni mediorientali all'attentato al WTC e ha viaggiato tra territori palestinesi e Libano. Poi, negli Usa da ottobre a dicembre, ha realizzato una serie di inchieste sull'eversione interna americana.

Nel 2003 è stata l'unica giornalista italiana embedded in Iraq, cioè aggregata all'esercito statunitense durante la seconda Guerra del Golfo. Per tre mesi ha vissuto con i militari americani durante l'avanzata di terra dal Kuwait verso la capitale irachena. Dal maggio 2003 è arrivata a Baghdad e ha iniziato una copertura regolare delle vicende irachene fino al gennaio 2005. Tornerà in Iraq nel 2007. Dal 2008 si è trasferita negli USA dove ha seguito la campagna elettorale che ha portato all'elezione del presidente Barack Obama. In questi anni ha continuato ad occuparsi di guerre e di crisi in giro per il mondo, dalla Birmania all'Africa, all'Afghanistan dove è tornata nel luglio 2009 con i marines. Ha viaggiato nel Nord Uganda per raccontare le vicende dei bambini soldato vittime di Joseph Kony.

Nel 2009 è diventata caporedattore centrale della Redazione Speciali del TG1: ha curato l'ideazione e la realizzazione degli approfondimenti storici del TG1 e ha condotto Speciale TG1, in onda la domenica in seconda serata. Nel 2010 e 2011 ha realizzato due documentari presentati alla Mostra del Cinema di Venezia: Ward 54, premiato a Biarritz con il Prix Mitrani, e Out of Teheran. Nel 2013 è diventata direttore del polo all news della Rai che comprende Rainews24, Televideo e Rainews.it.

Nel suo ultimo intervento in commissione di Vigilanza, parlando della riforma delle news, Maggioni dava luce verde al piano per l'informazione messo a punto dal direttore generale Luigi Gubitosi: «Non è una riforma mia, non l'ho scritta io, non è quello che forse avrei pensato», premetteva, rispondendo alle domande dei parlamentari a San Macuto.

«Ma finalmente ci si muove e uscire dell'immobilismo è fondamentale in questo momento per la Rai. Restare fermi è decidere che la Rai deve essere sempre più residuale, usare le risorse dei cittadini per farsi concorrenza all'interno, perchè avere quattro strutture di news concorrenziali e non coordinate vuol dire concorrenza

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