Offerta a Mediaset una quota del 5& di Telecom

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Fonte: Il Messaggero

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Televisione
  mercoledì, 21 marzo 2007
 00:00

Mediaset ci starebbe seriamente pensando. Come la De Agostini di Mario Drago e Roberto Colanìnno. De Benedetti invece non vuole entrare nella partita.

Tutti, comunque, sono stati contattati da Intesa-SanPaolo che, una volta sciolto il nodo del prezzo per rilevare la quota in mano ad Olimpia, putita a costituire un "nocciolo duro" industriale per la Telecom del "dopo Tronchetti".

O, in subordine, a spartire il gruppo di Tic, tra i vari soggetti interessati. Tutti sono alle prese con il pressing garbato del governo, che auspica una soluzione rapida per la prima compagnia telefonica nazionale. E tutti, ovviamente, pongono condizioni all'ingresso, studiano scenari, lanciano interrogativi.

Partiamo da Mediaset. Fermo restando che una fusione con Telecom è impraticabile a causa della legge Gasparri, la società del Biscione sarebbe ben felice di trovare una accordo stadi natura finanziaria che commerciale.

E in questo quadro emissari di Intesa-San Paolo avrebbero offerto una quota tra il 2 e il 5% di Telecom. Non prima di aver verificato - in sede politica - che l'acquisizione non avrebbe violato norme e regolamenti antitrust. Ma anche altre soluzioni sono allo studio. Come quella di un ingresso con una quota inferiore, proprio allo scopo di facilitare intese e accordi industriali. Di certo Mediaset sta valutando e scioglierà i dubbi solo dopo il via libera politico e certa di poter capitalizzare l'accordo.

Anche il gruppo De Agostini sarebbe stato contattato, ma ha preso tempo. Ribadendo, ver ora. di non essere interessato. Potrebbe però cambiare idea sotto la spìnta di Palazzo Chigi.

Stesso discorso per De Benedetti, che nega qualsiasi coinvolgimento. Il gruppo, secondo le banche, sarebbe interessato soprattutto a Telecom Italia Media, cioè a quella televisione (La 7) che sì integrerebbe a meraviglia con il gruppo editoriale.

Alla finestra, come Benetton, pure Roberto Colanìnno che, tirato per la giacchetta, tornerebbe così al primo amore. Contatti sono dunque in corso su più fronti, male distanze sono abissali. Per le banche compone il mosaico del "nocciolo industriale" è dunque estremamente diffìcile.

Non solo per la riottosità degli imprenditori, ma anche perchè sono state le stesse banche a "congelare" le proposte di Tronchetti, deprimendo il tìtolo e spingendo l'azionista di maggioranza - anche dopo l'aspro conflitto con Prodi - all'uscita.

C'è chi ha parlato di uno scippo, di una estromissione graduale. Prima non favorendo l'intesa con Murdoch, poi silurando quella ad ampio raggio con Telefonica. Proposta che non è arrivata nemmeno sul tavolo del cda, ma è rimasta nel limbo. Complicando, a posteriori, la soluzione del rebus.

È proprio nel cda di Telecom è esplosa ieri una polemica tra il presidente Guido Rossi e il consigliere indipendente Guido Ferrarmi che ha accusato l'avvocato di mancanza di trasparenza sul piano strategico e, in particolare, sui colloqui con Telefonica.

Ora, paradossalmente, la-pista estera potrebbe essere ripercorsa, integrandola con un "nocciolo duro" italiano. Come chiede il ministro dello Sviluppo Economico Bersani. Ma la strada è ancora lunga. Tra veti incrociati, gelosie è una montagna di debiti.

Umberto Mancini
per "Il Messaggero"

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