Papi&Pupo come spartirsi l’eredità del pre Tg1

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Fonte: La Stampa

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Televisione
  lunedì, 04 giugno 2007
 00:00

Questa è la storia di un giochino dei tanti della tv, anzi dell’ultimo da preserale, ma è anche un po’ la parabola dei format all’italiana. Va seguita a ritroso, passo dopo passo. Parliamo di Reazioni a catena, il programma di incastri di parole per cui Raiuno ha riesumato il Pupo, che come conduttore non era proprio compianto, visti gli esiti della sostituzione con Flavio Insinna ad Affari Tuoi (tanto le alternative possibili erano Fabrizio Frizzi e Massimo Gilletti…).

Il gioco, produttivamente parlando, è un’anomalia: per un terzo è della multinazionale Sony, che detiene i diritti originali della formula e pretende di partecipare pro-quota alle riproduzioni internazionali, invece di limitarsi a incassare i diritti della licenza.

Per un altro terzo è della Magnolia-De Agostini, e Giorgio Gori ci mette l’organizzazione e l’adattamento italiano. Infine, c’entra direttamente e materialmente la stessa Rai.

PupoInevitabile che sull’esito del format ci siano i più svariati pareri: non è poi così facile sostituire L’Eredità, che in questa stagione ha conosciuto un successo ancor più straordinario delle precedenti.

Quei pochi che conoscono il format storcono un po’ la bocca sulla scelta di Pupo: per vivacizzare un gioco di rimandi progressivi tra varie parole, sarebbe più indovinato un presentatore non solo brillante e allegro ma anche molto preparato sulla lingua italiana, e pure un po’ colto.

Uno alla Insinna, tanto per cambiare. Ovviamente c’è molta attesa anche in Mediaset per il risultato di Reazioni a catena: se il nuovo gioco dovesse funzionare a dovere come traino al già fortissimo Tg1 delle 20, per qualcuno a Cologno Monzese sarebbe una doppia sconfitta. Si dà il caso, infatti, che Reazioni a catena sia stato proposto prima di tutto a Mediaset, e non da una persona qualunque, ma dal presentatore di tutte le Sarabanda, Pupa&Secchione e Distraction, ovvero Enrico Papi.

Come ha candidamente ammesso a margine della sua intervista al nostro 12mo Round, stasera a mezzanotte e 30, Papi studia i format durante le sue migrazioni più che stagionali a Miami. Si è incuriosito di alcuni programmi, tra cui proprio l’originale americano Reazioni a catena, e si è mosso in prima persona con i produttori e la Sony per poter presentare un regolare adattamento italiano.

A Mediaset il nuovo giochino di parole non è piaciuto, e Papi l’avrà fatto poi vedere al suo amico Gori, che è riuscito invece a farlo passare in Rai. Così, alla fine, sorpresa! E’ davvero difficile individuare Papi in controluce dietro Pupo, ma c’è.

Magari pure alla cassa, visto che non è un fesso e non avrà certo regalato l’idea e il riadattamento di Reazioni a catena all’abilissimo Gori. Ecco, la parabola dei format all’italiana, che si può riassumere nel titolo Papi-Pupo, è tutta qui: poche idee, d’incerta paternità, ma svariati intermediari, di solito noti.

Paolo Martini
per "La Stampa"

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