L'Italia, la terra delle trasmissioni televisive variegate

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Fonte: Tiv

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Televisione
  domenica, 17 giugno 2007
 00:00

L' Italia è un paese ricettivo, soprattutto in televisione. Dall'invasione" dei telefilm americani negli anni '80 fino ai reality di oggi, il Belpaese è sempre stato un terreno fertile per le produzioni estere. In particolare, per quanto riguarda l'intrattenimento, gran parte dei nostri palinsesti è occupata da programmi di origine straniera.

Secondo una ricerca svolta dall'Istituto di Economia dei Media sull'industria della produzione televisiva nel triennio 2002-2004, il nostro Paese ha rappresentato solo l'1,5% dell'export mondiale dei format, con un distacco enorme rispetto alla Gran Bretagna, equivalente al 32,1%.

Anche per quanto riguarda la domanda interna il rapporto non cambia di molto: i format italiani corrispondono al 3% della programmazione contro il 37% britannico. Il dato però non va sottovalutato. Quel 3% rappresenta infatti produzioni originali capaci di ottenere notevoli risultati di ascolto, tanto da essere proposte per diverse edizioni.

A questo proposito Tivù presenta una panoramica sui nostri format di intrattenimento protagonisti dei palinsesti delle tv generaliste e satellitari di questa stagione e della precedente. Naturalmente raggruppare i programmi in un'unica definizione non è facile, data la continua commistione tra generi diversi e le nuove tipologie nate recentemente.

L'entertainment infatti si divide, anche se mai in maniera troppo netta, in più filoni: reality, satira, varietà, game e talk. Queste categorie a loro volta hanno generato altre sottocategorie come docu-soap, late night show, people show, action game e così via.

Nel cercare di definire l'entertainment si è quindi deciso di escludere alcuni sottogeneri: per esempio, i programmi contenitore come Buona Domenica o Quelli che il calcio e i talk politici, più vicini all'approfondimento giornalistico.

L'EMOZIONE DEI REALITY

Quello del reality è il genere che ha più spopolato negli ultimi anni. Ciò che viene apprezzato è la possibilità di mettere in primo piano le emozioni: raccontare ed esporre i sentimenti dei concorrenti (vip o persone comuni) per renderli più o meno vicini al pubblico. Chi è sicuramente stato in grado di lavorare su questi toni con successo è Maria De Filippi.

Tre sono i programmi simbolo della conduttrice: Amici, Uomini e donne e C'è posta per te; tutti prodotti da Fascino e trasmessi da Canale 5. Amici, che ha concluso la sesta edizione con 6,7mln di spettatori e uno share del 37,9% è ispirato alla serie Saranno famosi. Il format consiste in una sfida tra due gruppi di studenti della scuola di spettacolo del programma, che si snoda in due fasce del palinsesto: una striscia settimanale durante il day time e il prime time della domenica.

Il secondo show, ancora più longevo, è C'è posta per te. Arrivato a dieci edizioni (dal 2000), è stato comprato da Francia, Spagna, Argentina e Grecia. La trasmissione mette in contatto persone che non riescono più a comunicare tra loro ed è, insieme a ha corrida, uno dei titoli di punta del sabato sera di Mediaset.

Uomini e donne trova invece la sua collocazione nel day time. Partito come talk nel '96, ha sviluppato la linea del reality creando la figura del tronista: un uomo o una donna alla ricerca dell'anima gemella.

Si parla ancora di anime gemelle ne L'uomo perfetto, prodotto da Endemol Italia. Il format è partito a marzo su SkyVivo e si propone di cercare e plasmare l'uomo dei sogni.

La società ha prodotto anche Voglia di lavorare, trasmesso da Discovery Real Time nel 2006. Il programma racconta, sotto forma di sfida, la ricerca di un lavoro.

Di produzione Magnolia, e sullo stesso canale, è invece Wedding planner, una docu-soap dove due organizzatori di matrimoni seguono una coppia nella preparazione delle nozze fino alla cerimonia.

Reparto Maternità, in onda su FoxLife per due edizioni dal 2005, sfrutta invece l'emozione della nascita di un figlio, raccontando le vicende del reparto maternità dell'ospedale San Camillo di Roma. Sulla scia del programma è stato creato Primo figlio, che mostra i neogenitori alle prese coi neonati.

Entrambi sono prodotti da Magnolia, società che spinge ancora sul lato emotivo realizzando format per diverse reti, come Discovery Real Time e All Music.

Per il primo canale produce L'Ost, quest'anno alla sua seconda edizione: uno chef percorre la provincia italiana per impararne i segreti culinari, un espediente per rievocare le immagini tipiche della "bella Italia".

In Cortesie per gli ospiti, ora alla terza edizione due concorrenti si sfidano nel ruolo di perfetti padroni di casa.

Per All Music è stato invece prodotto Tv diari, dove otto ragazzi si raccontano in videodiari. Il programma, atipico rispetto ai canoni della nostra tv, che prevedono uno studio e un conduttore, è stato venduto in più di dieci paesi.

CHIACCHIERE DA TALK

Altro importante componente dell'intrattenimento leggero è il talk. Nella versione italiana i partecipanti si intrattengono in maniera più o meno ironica sui temi di attualità o parlano degli avvenimenti della loro vita privata.

I due programmi che meglio incarnano questa formula, decretandone il successo, sono Che tempo che fa e Le invasioni barbariche, entrambi targati Endemol Italia. Il primo è creato e condotto da Fabio Fazio e va in onda dal 2003 nel weekend di RaiTre. Il suo schema prevede una serie di interviste a diversi personaggi, soprattutto i meno presenzialisti in tv.

All'interno della scaletta sono inseriti interventi di comici, come quelli di Luciana Littizzetto, Paolo Rossi, Antonio Cornacchione e Maurizio Milani. Anche nel secondo caso, in onda su La7 dal 2005, autrice e conduttrice coincidono.

La trasmissione di Daria Bignardi, strutturata come un magazine, ha il suo punto di forza nelle "interviste barbariche", che si alternano ai due momenti di approfondimento/dibattito. Entrambi i programmi, che godono di un buon successo nonostante siano collocati in due reti generaliste, ma di "nicchia", si discostano dalla formula del "litigio" sfruttata dalla maggior parte dei talk.

Programma storico per la nostra tv è poi il Maurizio Costanzo Show: andato in onda ininterrottamente dal 1982 al 2005 è poi ripartito quest'anno, sempre nella terza serata di Canale 5. Trasmissione variegata, che ha saputo spaziare dai contenuti più politici all'intrattenimento più leggero, anche grazie all'intervento di comici spesso nati artisticamente sul suo palcoscenico.

Ma il talk è anche l'occasione ideale per parlare ancora una volta di se stessi e rimettere al giudizio del pubblico le proprie emozioni.

E il caso di Donne, ideato dal direttore di RaiDue Antonio Marano e prodotto dalla stessa rete in collaborazione con Endemol Italia, dove dieci donne raccontano la loro vita.

Accade anche ne II bivio, dove le scelte di vita dei protagonisti vengono messe in discussione. Il format, arrivato alla seconda edizione, è prodotto da Quadrio (Magnolia) e va in onda su Italia 1.

Ancora Magnolia realizza Markette, di e con Piero Chiambretti, una trasmissione sopra le righe, capace di mescolare varietà, satira e talk. In onda dal 2004 nella seconda serata di La7, il programma si snoda in una serie di interviste, siparietti comici, parodie.

Su una linea più seriosa, a cavallo col varietà è II senso della vita di Paolo Bonolis. Prodotto da Mediaset e ora alla terza stagione, il programma va in onda nella terza serata del sabato di Canale 5. Linea guida, indagare sul senso della vita per gli ospiti intervistati e per il pubblico che partecipa inviando commenti. La seconda stagione ha visto l'inserimento di un docu-reality con protagonisti i ragazzi di una scuola romana.

LA PENURIA DI GAME SHOW

Nella tv italiana il gioco si lega indissolubilmente a Mike Bongiorno. Tuttavia nella patria di Rischiatutto, Lascia o raddoppia! e Telemike, è difficile trovare format originali.

Da La ruota della fortuna in poi le nostre reti hanno creato poco, preferendo puntare su programmi stranieri già esistenti, ma riuscendo a sviluppare prodotti talmente differenti da diventare a loro volta inediti. Lo dimostra il fatto che a livello internazionale venga preferibilmente proposto alle emittenti l'adattamento italiano piuttosto che la formula originale.

È il caso di Passaparola (Einstein Multimedia) o, per citarne uno più recente, Affari tuoi (Endemol). Pochi sono quindi i programmi ora in onda nati da concept esclusivamente italiani.

Uno di questi è II mercante in fiera (Magnolia). Ispirato all'omonimo gioco di carte è stato trasmesso da Italia 1 in due stagioni.

Di diversa ispirazione la sfida bibliofila di Per un pugno dì libri, ideato nel 1998 da Maria Vittoria Fenu, Andrea Salerno e Paolo Taggi e condotto dapprima da Patrizio Roversi e ora da Neri Marcorè. Il quiz va in onda la domenica su RaiTre e consiste in una sfida tra studenti di scuole superiori su un classico della letteratura.

VARIETÀ ALL'ITALIANA

Se si dovesse però indicare la formula più in sintonia con gli autori italiani, andrebbe scelto sicuramente il varietà. Il termine racchiude diversi, troppi programmi eterogenei, di solito accomunati da un'elevata dose di spettacolo leggero, scenografie sfarzose, centralità del ruolo del conduttore: in una parola l'erede più o meno diretto della rivista all'italiana.

Uno dei varietà storici della nostra televisione è sicuramente La corrida. Nata come programma radiofonico è andata in onda, presentata da Corrado Mantoni, dal 1986 nel prime time del sabato su Canale 5 fino alla scomparsa del conduttore nel 1999.  Lo show è ripreso nel 2002 con al timone Gerry Scotti, che ripropone la stessa formula: l'esibizione di gente comune, i dilettanti.

Riprende per certi versi lo stesso stile, ma accentuando la parte game Cultura moderna. Ispirato a un'idea di Antonio Ricci, i concorrenti -questa volta di talento - si esibiscono e cercano di indovinare l'identità del vip misterioso ospite della puntata. Trasmesso in estate al posto di Striscia la notizia, ha guadagnato a inizio 2007 il prime time ed è stato venduto in diversi Paesi. La corrida e Cultura moderna sono entrambi format Mediaset, che produce anche Scherzi a parte e Paperissima.

Il primo, basato su scherzi ai danni di personaggi famosi, è giunto alla decima edizione ed è in programmazione nella prima serata del sabato. Paperissìma, ancora dì Antonio Ricci, è costruito su errori in tv e video amatoriali.

Conta ormai dieci edizioni e vanta uno spin off, Paperissìma sprint.

La grande notte (RaiDue, seconda serata) è invece la parodia delle sfarzose premiazioni hollywoodiane. Partito nel 2002, è giunto alla terza edizione: autore e conduttore del gran gala è Gene Gnocchi.

Sempre su RaiDue, nella prima serata del 2006 è andato in onda Se sbagli ti mollo. Da un'idea originale di Endemol Italia, propone una sfida tra vip, in coppia col proprio partner. Argomento delle prove è il loro rapporto e quanto essi si conoscano come coppia.

A oggi, però, il varietà televisivo viene identificato soprattutto con il one man show, affidato a un mattatore, un artista versatile in grado di tenere la scena catalizzando l'attenzione del pubblico.

Gli esempi più recenti nel prime time di RaiUno sono Tutte donne tranne me con Massimo Ranieri, Rockpolitik con Adriano Celentano nel 2005 e Stasera pago io di Fiorello, prodotto per tre edizioni, tutti prodotti dalla Ballandi Entertainment.

Per Mediaset si può citare il successo nel 2005 di Ma chi ce lo doveva dire?, con il duo comico Ficarra e Picone.

Varietà, anche se sui generis, è Libero, programma di scherzi telefonici nato nel 2000. Prodotto da RaiDue è ora trasformato in Stile libero Max a causa di vari cambi di conduzione, passata da Teo Mammuccari al comico Max Giusti nell'ultima edizione.

COMICITÀ PER TUTTI I GUSTI

Dopo reality, talk, quiz e varietà, uno spazio va certo dedicato alla tv dell'ironia. I programmi che fanno leva sulla comicità riescono a innestarsi su generi tradizionali, come il cabaret, riuscendo allo stesso tempo a essere innovativi.

E d'obbligo partire con Striscia la notizia, il tg satirico di Antonio Ricci, trasmesso in access prime time da Canale 5. Con le sue 19 edizioni, è diventato un cult nonché una fonte autorevole di informazioni per gran parte del pubblico italiano.

A sinistra, il game show "Per un pugno di libri" con Neri Marcorè (RaiTre).

La formula del telegiornale è sfrutttata anche da Tg show, prodotto da Euro produzione per Sky Show da marzo.

Satira e ironia nei confronti della televisione, ma anche della politica è Blob, trasmesso da RaiTre dal 1989 in access prime rime. La trasmissione di Enrico Ghezzi è decisamente unica nel panorama televisivo. Blob utilizza spezzoni di programmi di intrattenimento, informazione, pubblicità e film di tutte le reti, nazionali e straniere, montati secondo un preciso filo conduttore.

Sono più legati alla tradizione cabarettistica milanese gli show targati Bananas, Zelig e Zelig off.

Il primo è andato in onda per dieci anni, arrivando alla prima serata nel 2003 con il titolo Zelig circus. Collocato in seconda serata, Zelig off propone i nuovi talenti.

Concept simile per Colorado Cafè live, prodorto da Colorado film production e 3Zero2. Trasmesso nel 2003 nella seconda serata di Italia 1, è passato nel prime time nel 2006.

Arriva da Europroduzione invece Assolo, prima su La7 e adesso in replica su Jimmy. La formula propone una serie di monologhi recitati da sei/sette comici a puntata.

Al genere puramente comico appartengono poi i vari Mai dire... della Gialappa's band, prodotti da Mediaset. I titoli variano a seconda della collocazione in palinsesto. Lo show ha generato una serie di programmi corollari, come Mai dire Grande Fratello o Mai dire Mike.

Su RaiTre va in onda la terza edizione di Tintoria (Magnolia).

Più vicini alla tradizione della rivista sono gli spettacoli della compagnia del Bagaglino, diretti da Pierfrancesco Pingitore e trasmessi prima dalla Rai e successivamente (dal '95) da Mediaset. Il Bagaglino ripropone gli spettacoli presentati allo storico teatro romano, il Salone Margherita. L'ultimo in ordine di tempo è E io pago!.

DAL CONDUTTORE ALL' AUTORE

A parte rare eccezioni i format italiani faticano a uscire dai confini nazionali. Spesso risultano troppo vincolati al conduttore (e quindi a una conduzione tipicamente nostrana), che instaura un rapporto molto forte sia con il programma che con il pubblico a casa, rale per cui il format diventa imprescindibile da chi lo conduce.

Rapporto che diventa pressoché indissolubile nei casi in cui - peraltro sempre più ricorrenti - il conduttore è anche autore del programma.

Ciò è evidente quando questi viene sostituito, soprattutto se il concept è debole: si pensi al diverso destino de La corrida e Libero.

La prima, forte dell'idea di fondo, funziona ancora nonostante la stretta associazione col nome del primo conduttore/ideatore. Libero invece non ha più riscosso il successo ottenuto con Teo Mammuccari. Nel parlare del nostro mercato televisivo, è imprescindibile rilevare la mancanza -di intraprendenza dimostrata dalle reti nello sperimentare, programmi di intrattenimento originali.

L'investimento sui format di cui è possibile visionare solo un pilota, si scontra con l'offerta straniera che ha dalla sua un numero di puntate già realizzate per altre emittenti e dati d'ascolto analizzabili.

Ed è proprio questa mancata sperimentazione che si traduce inevitabilmente nell'impossibilità di creare e perfezionare prodotti originali italiani da vendere all'estero.

Eliana Corti
per "Tivù"

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