Dalla crescita del tennis alle produzioni originali,
la visione editoriale di Sky tra eventi live e storytelling.
Sotto il sole di Roma, tra il rosso della terra battuta del Foro Italico e l'entusiasmo vibrante per l'imminente inizio degli Internazionali BNL d'Italia, si delinea il profilo di quella che si annuncia come la stagione più intensa nella storia di Sky Sport. Federico Ferri, Direttore di Sky Sport, osserva questo scenario con la consapevolezza di chi ha orchestrato una macchina editoriale capace di produrre 6.800 ore di diretta e oltre 90 appuntamenti distribuiti in cinque mesi senza sosta. Non è solo una questione di numeri, ma di una visione che trasforma la tecnologia e il racconto in un’esperienza immersiva per l'abbonato. Ferri ci accompagna dietro le quinte di un palinsesto che spazia dai grandi Slam del tennis agli Europei di atletica e nuoto, fino al battito costante dei motori e del calciomercato.
Qual è la filosofia che sostiene un impegno editoriale di queste proporzioni?
«La nostra "Estate Azzurra" non è semplicemente uno slogan, ma rappresenta un punto d'arrivo concreto di una strategia che portiamo avanti da anni. Vogliamo che l’idea della "Casa dello Sport" sia una linea editoriale tangibile, basata su una visione aziendale profonda, specialmente nell’acquisizione di diritti che rendono questa stagione la migliore che io ricordi per qualità e varietà di contenuti. Ci troviamo di fronte a un'epoca d’oro per lo sport italiano: guardandoci intorno vediamo campioni e squadre che ispirano intere generazioni, e noi sentiamo la responsabilità di accompagnare questo movimento nel miglior modo possibile. Come ho avuto modo di sottolineare, noi non siamo un ente di promozione sportiva, ma il nostro compito è offrire il miglior prodotto possibile ai nostri abbonati, valorizzando l'esempio di questi grandi atleti.»
Il tennis sembra essere il motore trainante di questa crescita, con un interesse che pare non conoscere confini. In che modo Sky sta gestendo questo fenomeno, anche nel rapporto tra Pay-TV e canali in chiaro?
«Il merito principale di ciò che accade è sempre degli atleti al cento per cento, e nel caso di un fenomeno come Jannik Sinner, il traino si genera da solo; noi abbiamo l'ambizione di raccontarlo con il massimo dei mezzi e della competenza. Quest'anno abbiamo fatto una scelta strategica precisa: oltre alla copertura totale sui nostri canali Sky Sport, abbiamo deciso di trasmettere un match al giorno del torneo maschile degli Internazionali su TV8. È una decisione dettata dal fatto che i nostri canali in chiaro stanno performando benissimo e vogliamo che questo spettacolo sia accessibile a tutti gli italiani, garantendo al contempo la massima qualità editoriale all’interno del nostro ecosistema. Il tennis sta crescendo enormemente, con un incremento del 25% negli ascolti rispetto all'anno scorso, e noi siamo pronti a seguirlo ovunque, da Roma fino a Wimbledon e agli US Open.»
Non c'è però solo il tennis. Il palinsesto parla di quattro campionati europei e di un impegno multisportivo senza precedenti. Come si concilia la quantità con il rigore informativo?
«È una sfida che affrontiamo grazie alla nostra "più grande esclusiva", che è Sky Sport 24. Il canale all-news informa quotidianamente su tutto il mondo dello sport, sia sugli eventi di cui deteniamo i diritti, sia su quelli che non abbiamo, come abbiamo fatto per le Olimpiadi di Milano Cortina. Avremo gli Europei di nuoto a Parigi e quelli di atletica a Birmingham, ma anche il volley, che è lo sport con la crescita maggiore tra i tesserati, specialmente nel settore femminile. La nostra forza risiede nella capacità di approfondire: dalla scrittura di qualità sul nostro sito e sui social, fino a "Insider", la sezione premium dedicata all'analisi. Non si tratta solo di trasmettere gare, ma di creare un percorso narrativo che includa studi dedicati e aggiornamenti costanti, garantendo una continuità informativa che copra praticamente le ventiquattr’ore.»
Il calcio rimane un pilastro, ma Sky sta puntando molto anche sulla narrazione storica e sulle produzioni originali. Quali sono i progetti a cui tiene di più in questo finale di stagione?
«Le produzioni originali sono una parte fondamentale della nostra identità. Quest'estate celebreremo anniversari importanti con un linguaggio cinematografico. Penso al racconto di Giorgio Porrà dedicato a Marcello Lippi, in occasione del ventennale del Mondiale 2006 e dei trent'anni dalla Champions vinta con la Juventus. Ma sono particolarmente orgoglioso di "Toro 76 - Lassù qualcuno ti ama", una docuserie in tre puntate che celebra i cinquant'anni dell'ultimo scudetto del Torino. È un lavoro corale che unisce la storia granata del passato, con i "Gemelli del Gol" Pulici e Graziani, al legame eterno con la memoria del Grande Torino e di Superga. Crediamo che lo sport sia fatto di queste storie, di eredità che vanno tramandate con rispetto e qualità.»
Per chiudere, dietro questo immenso sforzo produttivo c'è una squadra di professionisti. Che valore attribuisce al fattore umano in un'azienda sempre più tecnologica?
«Sky Sport è, prima di tutto, una squadra. Mi sento onorato di guidare quello che potrei definire un "All Star team" composto da giornalisti, talent, tecnici, produttori e registi che spesso sono molto più bravi di me. È grazie al loro lavoro silenzioso e alla loro passione se riusciamo a proporre questo spettacolo straordinario. La nostra missione rimane quella di fare i cronisti nel modo più rigoroso possibile, cercando di ottenere risultati che vadano oltre il semplice mestiere, alimentando la passione e la conoscenza sportiva in chi ci segue. È questo spirito di squadra, questa voglia di imparare e crescere insieme, che rende Sky una famiglia unica nel panorama dell'informazione.»
Articolo a cura di Simone Rossi
per "Digital-News.it"
(twitter: @simone__rossi)
