E una di queste novità è stata trasmessa lo scorso mercoledì in diretta da La7: il bravissimo Marco Paolini - il cui volto ho scelto per la copertina di questo articolo - ha emozionato gli 1,7 milioni di persone che in media hanno seguito "Ausmerzen. Vite indegne di essere vissute" raccontando, come solo lui sa fare, la tragedia dell'Olocausto da una prospettiva insolita. Per chi se lo fosse perso, La7 ha deciso di riprogrammarlo integralmente domani in prima serata (oltre ovviamente alla visione On-Demand su La7.tv).
«La televisione è sempre di più specchio dei tempi. Basta pensare a quello che sta avvenendo in questo periodo. Sono premiati dal pubblico i varietà di pura evasione, quelli che hanno elementi comici in grado di far passare una serata di divertimento e di ironia. E' il frutto di quel che accade nella società italiana in questo momento. Funzionano la "Corrida" con Flavio Insinna, che l'ha rilanciata con elementi di comicità, facendo esibire la gente comune come ai tempi di Corrado. E "Zelig", che punta sulle gag e sulla satira, che sfrutta l'attualità che offre moltissimi spunti». A scrivere queste parole non è un critico televisivo di lungo corso, ma Enrico Ghinazzi, in arte Pupo, conduttore dei "Raccomandati", sul Resto del Carlino del 24 gennaio.
Concludiamo con un critico, Aldo Grasso, che sul Corriere del 24 gennaio ha parlato del fallimento dei Numeri Zero: «I "piloti" sono in coma, ma i "classici" non stanno tanto bene. A giudicare dai dati, la "stagione dei numeri zero", ovvero dei programmi d'intrattenimento inediti "sperimentati" fuori dal "periodo di garanzia", ha dato esiti pressoché disastrosi. Non s'è salvato praticamente nulla: l'ultima decapitazione è avvenuta la scorsa settimana, con "Perfetti innamorati" di Raiuno, che ha fatto scivolare la rete all'11% di share [...] Sono esempi che mostrano l'accezione tutta italiana del termine «sperimentare»: se in altri Paesi (come gli Usa) a sperimentare s'intercetta un pubblico raffinato e attento alle novità, qui la «sperimentazione» finisce col raccogliere l'audience più residuale, quella che non si sposta dal teleschermo nemmeno con le cannonate (basti analizzare i target di "Perfetti innamorati", ultra65enni con bassi livelli d'istruzione). Se anche i classici, come "Amici", sono in difficoltà, bisogna tirare due somme: primo, il pubblico, sempre più smaliziato, s'annoia sulla generalista e si sposta sui "nuovi" canali (premiati Rai4, Iris, Real Time, i canali cinema di Sky); secondo, una grande crisi di idee e creatività pare investire il Paese, a cominciare dal modo in cui pensa di distrarsi».
Cosa deve fare quindi la tv generalista? Di sicuro non può continuare a fare quello che ha fatto in questi ultimi anni: se la via indicata da Grasso è corretta (sperimentare facendolo realmente), è necessario però che prima cambi la mentalità di fondo, che coinvolga manager, direttori, autori, tutti. Anche il pubblico. Sapere che cosa questo gradirebbe non è una via facile, ma è forse necessaria e c'è chi già lo sta "sperimentando": vi abbiamo parlato più volte di Cielo Lab. È da un contesto come questo che Cielo, che non a caso ha alle spalle Sky, ha tirato fuori dal cilindro in poco tempo una sua 'Domenica Sportiva', come l'hanno ribattezzata i giornali. Un cantiere aperto ma vicino ai gusti e agli interessi del pubblico è preferibile ad una tv chiusa e confezionata dall'alto. Perlomeno oggi nell'era digitale.per "Digital-Sat.it"
su cui porre l'attenzione nelle prossime settimane?
Scrivici a redazione[AT]digital-sat.it
(sostituisci [AT] con @)