I gruppi Prisa (editore tra gli altri dei quotidiani El Pais e Cinco Dias) e Mediapro (giornale Publico), hanno definitivamente interrotto le trattative in corso che avrebbero dovuto portare alla fusione delle due emittenti televisive Cuatro e La Sexta. Fonti di mercato riferiscono che le negoziazioni sarebbero fallite perchè la Tv che fa capo a James Roures avrebbe voluto pesare finanziariamente di più, ma soprattutto avere pieni poteri nella jv. Due condizioni capestro che la famiglia Polanco, principale azionista di Prisa, non ha ovviamente accettato nonostante l'elevato indebitamento del gruppo, pari a oltre 5 miliardi di euro.
«Ora - dichiara a II Sole 24 Ore un analista del settore - si riaprono i giochi» Nel senso che il mancato matrimonio Cuatro-La Sexta ripropone il problema di aggregare alcune delle principali emittenti televisive spagnole, essendo il mercato sovraffollato, oltre che alle prese con una crisi economica che ha falcidiato (-40-50%) il fatturato pubblicitario. Come a dire che è obbligatorio stringere delle alleanze per beneficiare dell'effetto-taglia positivo che ne deriva, rispetto alla concorrenza.
È dunque in questa ottica che tutti stanno parlando con tutti. E non sfugge certo a questa "regola" Telecinco, l'emittente spagnola che fa capo al gruppo Berlusconi, attenta a trovare soluzioni in un mercato in piena evoluzione dato anche che dal primo gennaio 2010 l'emittente pubblica Tve rinuncerà alla pubblicità e che venerdì della prossima settimana il consiglio dei ministri approverà la tdt a pagamento che rivoluzionerà le abitudini della clientela.
Quali gli scenari più probabili? Difficile dire, perchè le trattative Cuatro-La Sexta hanno bloccato per alcuni mesi le mosse delle altre emittenti. Secondo indiscrezioni raccolte negli ambienti finanziari spagnoli, non si esclude che ci possa esse-re un abboccamento tra la Cuatro e Telecinco, con l'aggiunta dell'operatore tic Telefonica, da tempo interessato (insieme alla francese Vivendi) alla piattaforma Digitala. Nel senso che potrebbe essere creata una "neweo" in cui fare confluire i business sinergici al successo di questa alleanza. A caccia di partner è ovviamente anche Antena 3 (nel cui capitale figura De Agostini), oltre alle cosiddette emittenti minori, comprese quelle regionali.
In ogni caso, sempre secondo fonti di mercato, un consolidamento del settore è più che mai necessario, tanto più se si intende frenare l'arrivo di investitori stranieri, vedi Rupert Murdoch che ha nell'ex presidente Aznar un prezioso consulente e alleato.
Michele Calcaterra
per "Il Sole 24 Ore"
(8/8/09)