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Confermiamo la validità dei target del piano e più in particolare l'ebit in pareggio entro il 2014; mentre confidiamo di poter raggiungere il sostanziale pareggio in termini di ebitda con quasi un anno di anticipo rispetto alla fine del 2010 previsto dal piano». Questo in quanto, ricorda
Giovanni Stella, vicepresidente esecutivo di
Telecom Italia Media, «
emergono con sempre maggiore evidenza gli effetti della politica di aumento dell'efficienza perseguita negli ultimi semestri, mentre la tenuta dei ricavi pubblicitari, garantita dal contratto con Cairo, ci è di conforto anche sul fronte della validità del nostre iniziative editoriali».
Più in particolare, puntualizza Stella, «i conti beneficiano dei primi introiti dei due multiplex messi a reddito lo scorso anno, oltreché della cessione di asset per noi strutturalmente in perdita, quali Tv a pagamento e agenzia di stampa, mentre i sacrifici imposti ai palinsesti dal taglio dei costi sono stati bilanciati dalla buona accoglienza dei programmi e l'audience ha sostanzialmente tenuto mantenendosi oltre il 3% facilitando il lavoro di chi deve vendere gli spazi pubblicitari».
Un successo misurato dai numeri poiché, aggiungono: «nei primi otto mesi del 2009 la raccolta pubblicitaria è crollata dei 14% per le televisioni, ma La7 presenta un consuntivo positivo». Da rilevare inoltre che la raccolta pubblicitaria è stata positiva pure a settembre e questo dovrebbe permettere al gruppo di centrare i budget e consolidare quel lieve progresso consuntivato nei primi nove mesi.
Il gruppo dovrebbe quindi chiudere il 2009 con un ebit in ulteriore miglioramento, ma ancora in rosso per circa 70 milioni; mentre l'ebitda dovrebbe presentare un rosso intorno ai 10 milioni considerando che gli ammortamenti dovrebbero collocarsi al di sopra dei 60 milioni. Un successo di grande rilievo poiché permetterebbe al gruppo di raggiungere gli obiettivi del piano illustrato lo scorso settembre con quasi un anno di anticipo in termini di ebitda. II tutto salvo l'insorgere di elementi a oggi non ipotizzabili.
Ma c'è pure altro poiché presto dovrebbero emergere novità anche sul fronte della struttura patrimoniale e dell'abbattimento del debito tramite la valorizzazione delle frequenze digitali. Da ricordare al riguardo che Telecom Italia Media dispone di due multiplex con 12 canali digitali già messi a reddito come sopra indicato, mentre un altro multiplex è stato assegnato per la conversione delle due reti televisive analogiche La7 ed Mtv. Il quarto dovrebbe invece essere conquistato nell'ambito della gara nel corso della quale dovrebbero essere assegnati i cinque nuovi multiplex riservati anche ai nuovi entranti. Un potenziale di grande valenza poiché potrebbe apportare al gruppo un consistente valore patrimoniale, considerando che le valorizzazioni di tale business sono di circa 150 milioni cadauno a digitalizzazione ultimata. E se tali dimensioni si dimostreranno congrue, il gruppo potrebbe azzerare in un solo colpo gli oltre 300 milioni di indebitamento, creandosi nel tempo pure quelle risorse per rilanciare un business che negli ultimi semestri ha sofferto per il tagli dei costi.
E questo anche se i flussi dovranno scontare anche i quasi 100 milioni di investimenti necessari per completare il passaggio dall'analogico al digirale e rendere operativi i succitati multiplex. Questa manovra di valorizzazione ridurrebbe però i flussi di reddito futuri, anche se a fronte della riduzione dei debiti, imponendo la ricerca di nuovi business.
Uno scenario che presto potrebbe riservare nuove sorprese poiché l'azienda sta vagliando le offerte ricevute e non è escluso che fra le alternative possibili possa essere valutata anche l'opportunità di mantenerli all'interno del gruppo. Recentemente Franco Bernabè ha dichiarato al riguardo che: «Siamo i più piccoli, ma è un ruolo che non vogliamo ridimensionare: abbiamo investito 300 milioni per digitalizzare gli impianti, nell'ottica di svolgere un ruolo importante come provider di infrastrutture e servizi nella tv digitale. Il digitale ci consente infatti l'interoperabilità con le altre piattaforme, in particolaie l'Iptv».
Articolo tratto
da "Il Sole 24 Ore Plus"
(24/10/09)