Delusione vertici Sky: «Ci eravamo illusi ma Camusso (Cgil) spinge verso la rottura»

Delusione vertici Sky: «Ci eravamo illusi ma Camusso (Cgil) spinge verso la rottura»

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Fonte: Adnkronos / Ansa

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Sky Italia
  giovedì, 23 febbraio 2017
 14:18

Delusione vertici Sky: «Ci eravamo illusi ma Camusso (Cgil) spinge verso la rottura»«Ci eravamo illusi di poter avviare un percorso innovativo con le organizzazioni sindacali per tutelare al meglio i lavoratori inseriti nel nostro piano di trasformazione: supporti, incentivi, prospettive e piani di mitigazione». Ma dal leader della Cgil, Susanna Camusso, sono arrivate «solo prese di posizioni ideologiche e strumentali al lancio della sua campagna referendaria».

C'è delusione ai vertici di Sky per le dichiarazioni del leader del sindacato di Corso d'Italia, che ha partecipato ieri all'assemblea dei lavoratori. Dichiarazioni che vengono lette come una netta chiusura della Cgil alle trattative sulla vertenza in corso fra l'azienda e le organizzazioni sindacali: «ha accettato il nostro invito di cortesia per un incontro informale con l'azienda dopo l'assemblea con i lavoratori, ma non ha nemmeno voluto conoscere i punti del nostro piano proposto ai lavoratori negli scorsi giorni».

Il tentativo della multinazionale di aprire un dialogo per evitare il ricorso a procedure di licenziamento collettivo viene considerato a questo punto sempre più in salita. L'azienda continuerà la sua discussione sino in fondo, verificando la posizione delle altre organizzazioni sindacali, soprattutto parlando direttamente con i lavoratori:

«il vero rischio è che le scelte esclusivamente politiche e strumentali del sindacato possano prevalere su tutto e tutti. Questo ci spinge ancora di più a tentare di trovare le soluzioni migliori per i lavoratori, per trasferimenti ed esuberi».

Insomma, è il ragionamento che si ripete nel quartier generale di Santa Giulia, se il Sindacato continuerà in questa direzione, l'azienda tratterà direttamente con i lavoratori. Ma è chiaro che, a un certo punto, il ricorso alle «procedure collettive» apparirà un passaggio obbligato.

Ai lavoratori il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, ieri aveva voluto portare la solidarietà e l'impegno del sindacato chiedendo «al governo un tavolo a Palazzo Chigi per affrontare la vertenza». Una vertenza su cui per Camusso non è certo «calato il silenzio ma credo che bisogna alzare il tono: mi farò portavoce della richiesta - dice - di aprire un tavolo a palazzo Chigi». Di questa vertenza, dice in sostanza Camusso, non si capisce la ragione:

«Noi siamo abituati purtroppo in questi anni di crisi a aziende che non ce la fanno più e anche in quelle situazioni proviamo a salvare l'occupazione ma quando le aziende vanno bene in ragione di cosa decidono di avere una crisi? È una vertenza diversa dalle altre, che può aprire una modalità anche per altri. Il tema è 'è tutto lecito?. Sky non appare un'azienda qualunque in un momento di difficolta, è un grande gruppo: lo shock è anche doppio perchè nulla faceva pensare di essere in una situazione di difficoltà. In troppe occasioni quando affrontiamo le crisi, quelle vere, il primo messaggio che ci viene è un senso di abbandono da parte delle istituzioni da parte della politica, che non ci siano interlocutori disposti ad ascoltare. Le conseguenze si vedono nella sfiducia sempre più diffusa nel fatto che ci siano soluzioni». «Proviamo a non perdere la fiducia nella possibilità di cambiare gli orientamenti dell'azienda. Su questa vertenza non è calato il silenzio».

Di questa vertenza:

«non si capisce il perchè; credo che bisogna alzare il tono mi faccio interprete e portatrice della richiesta di aprire un tavolo a Palazzo Chigi. Su questo nessun dubbio, c'è la giustificazione che non esiste uno stato di crisi e a meno di crederlo un impazzimento, lo chiederemo a Palazzo Chigi. Al presidente del consiglio bisogna chiedere se vogliamo proporre una etica del lavoro in questo paese, perchè io di sentire dire che chi ha un lavoro con un contratto e diritti è un privilegiato non ce la faccio più». 

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