Il Ministero delle Comunicazioni ha inviato alla Rai le Linee Guida del «QUALITEL», progetto di monitoraggio del valore pubblico dei programmi della Rai e di valutazione della "corporate reputation" del Servizio Pubblico Radiotelevisivo», linee pubblicate anche sul sito del Ministero [clicca qui per scaricarle direttamente]Il «QUALITEL» è stato previsto dall'articolo 3 del nuovo Contratto Nazionale di Servizio Rai 2007-2009, stipulato il 5 aprile 2007, con cui l'Azienda RAI s'impegna a sviluppare e a comunicare all'esterno i risultati di un duplice sistema di misurazione:
- una ricerca di monitoraggio e di analisi della qualità della programmazione intesa come valore pubblico, in grado di verificare la percezione degli utenti del servizio pubblico in merito ai singoli elementi dell'offerta;
- una ricerca di monitoraggio della corporate reputation intesa come la capacità di competere, di innovare e di innovare nel mercato della comunicazione radiotelevisa e multimediale in rapporto alla propria specifica identità di servizio pubblico nel rispetto dell'etica dell'impresa, della deontologia professionale e dei criteri di correttezza e di lealtà.
Le linee guida del «QUALITEL» sono state elaborate dopo tre mesi di lavori, dal Comitato paritetico per il monitoraggio della qualità Rai - presieduto da Giuseppe Sangiorgi, consigliere del Ministro delle Comunicazioni e composto da rappresentanti del Ministero e della Rai - con il compito di "presiedere all'organizzazione della ricerca, definirne le metodologie, controllare i risultati e valutare il raggiungimento degli obiettivi".
Dare vita a un sistema di monitoraggio della qualità dei programmi della Rai e comunicarne sistematicamente i risultati al grande pubblico significa imprimere una svolta di straordinario rilievo al modo di operare dell' Azienda e al rapporto con gli spettatori. Il fatto è di per sé un dato di "valore pubblico" che distingue la Rai dalle emittenti commerciali e segna il passaggio da una condizione di autoreferenzialità ad una di interrelazione con l'esterno.
L'esigenza, da sempre avvertita, di uno strumento per far pesare il giudizio degli spettatori sulle trasmissioni televisive assume la forma concreta di un sistema di misurazione. Nel passaggio dal contesto analogico a quello digitale ciò significa sollecitare la Rai all'adozione di un modello televisivo capace di interpretare le sfide tecnologiche di questi anni nella chiave di un più elevato standard qualitativo, dell'innovazione e dell'interattività riproponendo il proprio ruolo di servizio pubblico nel contesto multimediale del Paese.