LE MODIFICHE - «Sono orgoglioso che il Consiglio dei ministri, anche accogliendo mie proposte emendative, abbia raggiunto l'unanimità». Lo ha affermato il ministro delle Infrastrutture, Antonio di Pietro, uscendo dalla riunione del governo che ha dato il via libera al ddl Gentiloni di riforma del servizio televisivo. Le proposte emendative proposte da Di Pietro e accolte dal Cdm riguardano «l'auditel, la vendita in blocco delle frequenze e sulla vendita delle due reti da parte di Rai e Mediset l'obbligo per le due aziende di fare un piano entro 90 giorni per riconsegnare allo stato le due reti o rivenderle e non sine die com'era previsto prima».
POSIZIONE DOMINANTE -
«Si stabilisce una posizione dominante per i soggetti che superano la soglia del 45 % delle risorse» ha detto poi il ministro Gentiloni presentando il ddl di riforma. «Le tv non diventano poi oggetto di multe e sanzioni, ma a loro si applica la misura di riduzione dell'affollamento orario della pubblicità dal 18 al 16%. Obiettivo di questa misura al posto delle multe, è che - ha aggiunto il ministro - ha un evidentissimo effetto redistributivo che è l'obiettivo virtuoso».
Il ddl prevede il trasferimento di una rete analogica sul digitale entro il 2009 per Rai e Mediaset, prima del trasferimento totale di tutte le reti sul digitale entro il 2012.
«È una misura che incentiva una migrazione, non una misura punitiva». Il ministro Gentiloni ha poi spiegato più nel dettaglio che la migrazione di una rete Rai e Mediaset dall'analogico al digitale è prevista «entro 15 mesi dopo l'approvazione della legge».
Con i passaggi stabiliti da questa legge si libereranno frequenze in modo positivo per il passaggio al digitale» ha detto Gentiloni. «Non sarà una restituzione allo Stato», aggiunge, perchè le prime frequenze liberate «saranno vendute con criteri stabiliti dall'Autorità, le altre saranno messe a gara. E l'Italia comincerà a somigliare ad un a un paese normale».
DISEGNO DI LEGGE SULLA RAI - «Nelle prossime settimane presenterò un ddl con le linee guida di riforma dell'assetto e della governance della Rai» ha successivamente dichiarato Gentiloni, argomentando la decisione di scorporare il tema Rai dal ddl di riforma del sistema televisivo, approvato oggi dal Cdm, «con l'importanza del tema e il confronto pubblico che richiede».
Update (ore 19.33) a cura di Simone: Proponiamo il testo integrale del provvedimento approvato dal Consiglio dei Ministri su proposta del ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni
Punti qualificanti del disegno di legge sono: l'adozione di misure intese a contenere la raccolta di risorse pubblicitarie nel settore televisivo in capo a ciascun soggetto entro limiti idonei (45%) a contrastare il consolidamento di posizioni dominanti e la frapposizione di rilevanti barriere all'ingresso di nuovi operatori; il superamento degli sbarramenti normativi e regolamentari all'ingresso di nuovi soggetti nel mercato della televisione digitale terrestre, in funzione della massima apertura del mercato; la limitazione dei fenomeni di sovrapposizione e ridondanza nell'utilizzo delle risorse frequenziali da parte dei singoli operatori, in conformità ai principi comunitari e nazionali di uso efficiente dello spettro radioelettrico; l'adozione di misure idonee a consentire la deconcentrazione del mercato delle reti radiotelevisive, la liberazione di frequenze e l'assicurazione di generali condizioni di obiettività, trasparenza, proporzionalità e non discriminazione nell'accesso e nell'uso delle risorse frequenziali, secondo quanto richiesto dalla Commissione Europea; la garanzia di accesso alla banda larga per tutti gli operatori interessati, secondo condizioni e criteri di obiettività, trasparenza, proporzionalità e non discriminazione; la disciplina della rilevazione degli indici di ascolto televisivo secondo criteri intesi ad assicurare la massima rappresentatività di tutte le piattaforme trasmissive e di tutti gli operatori presenti sul mercato; un sistema sanzionatorio più efficiente quanto ai meccanismi del presidio e più efficace quanto alla misura delle sanzioni, in linea con i rilievi e le sollecitazioni formulati dall'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni con la segnalazione al Governo del 12 luglio 2006.
Tra le misure previste per il raggiungimento degli obiettivi: l'anticipo del trasferimento sul sistema digitale di una rete degli operatori che ne posseggono tre (la nuova scadenza è 15 mesi dall'approvazione della legge); il tetto del 20% per la capacità di trasmissione per ciascun fornitore di contenuti nel sistema televisivo digitale. Il disegno di legge, inoltre, abroga alcune norme della legge 112 del 2004;