Continuano le azioni antipirateria audiovisiva con sanzioni penali e amministrative

Continuano le azioni antipirateria audiovisiva con sanzioni penali e amministrative

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Fonte: Digital-News (original)

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Economia
  venerdì, 03 dicembre 2021
 19:00

Continuano le azioni antipirateria audiovisiva con sanzioni penali e amministrativeSono sempre più numerose le operazioni antipirateria volte contrastare il fenomeno della diffusione illegale di contenuti audiovisivi e le sanzioni penali comminate dai tribunali italiani agli autori ed utenti finali delle attività illecite.

Proprio nei giorni scorsi, il Tribunale di Locri ha condannato il socio e l’amministratore di un locale commerciale alla pena di 4 mesi di reclusione e al pagamento di una multa di euro 1.800 ciascuno, per la diffusione all’interno del locale di canali Sky attraverso servizi IPTV illeciti. A carico dei due soggetti condannati in primo grado di giudizio anche il pagamento delle spese processuali e la confisca e successiva distruzione del decoder loro sequestrato in precedenza.

Secondo il collegio locrese, «non possono esservi dubbi in merito alla consapevolezza e volontà» dei due condannati «di effettuare il riscontrato abuso al fine di frodare l’emittente Sky Italia, ponendo in visione il programma televisivo senza il pagamento del necessario abbonamento». Va detto che il contrasto alla pirateria telematica investe anche i fruitori finali; chi guarda, cioè, programmi radiotelevisivi trasmessi aggirando le normali regole per poter acquistare il diritto alla visione (pay per view, abbonamenti “legali” etc.). Questo porta i  "clienti – che, pensando erroneamente di non star infrangendo alcuna norma – ricevere delle sanzioni amministrative fino a 1.032 euro.

Le forze dell’ordine negli ultimi anni hanno intensificato le azioni di contrasto al fenomeno, che coinvolgono sia i distributori sia i fruitori finali -i clienti- che acquistano abbonamenti o accedono a contenuti piratati. La pirateria ha notevole impatto, a livello sociale, su tutta la filiera produttiva dell’industria creativa. Secondo stime Fapav (la Federazione per la Tutela dei Contenuti Audiovisivi e Multimediali) il mercato illegale è in grado sottrarre al sistema Paese circa 1,1 miliardi di euro all'anno, facendo perdere 6mila posti di lavoro ogni 12 mesi.

Intanto si avvia alla conclusione anche l'indagine, denominata «IPTV Special», svolta dal Nucleo di Polizia Economica Finanziaria della Guardia di Finanza di Venezia nel settore della pirateria audiovisiva sul web, che aveva portato alla denuncia di oltre 70 persone ed alla scoperta di un giro di 65.000 abbonamenti pirata aventi ad oggetto le principali Tv e piattaforme a pagamento, per un giro d'affari di oltre un milione di euro.

I Finanzieri di Venezia, sotto la direzione della Procura della Repubblica di Teramo, avevano infatti individuato una struttura operativa articolata su tre livelli: il primo, più tecnico, era costituito da chi decriptava il segnale delle pay tv e curava gli aspetti economico finanziari del sistema criminale; il secondo formato dai «reseller», cioè da quei clienti che facendo il salto di qualità, si trasformavano in piccoli imprenditori vendendo gli abbonamenti pirata; il terzo composto dai 65.000 clienti finali che, con una spesa molto contenuta, usufruivano dei servizi televisivi offerti dalle principali piattaforme digitali. Le indagini, che hanno portato all'oscuramento del sito web che forniva le istruzioni per ottenere gli abbonamenti pirata nonché al sequestro di materiale hardware, programmi software e numerose carte di debito utilizzate per l'impianto criminoso, sono poi proseguite con la verifica dei ruoli svolti dalla moltitudine dei soggetti incappati nelle maglie delle Fiamme Gialle.

Al termine di quest'ultima fase investigativa, i militari hanno ora sanzionato i 49 rivenditori (reseller) individuati, a cui sono stati contestate violazioni amministrative nel campo del diritto d'autore per un valore complessivo di oltre 500.000 euro, con sanzioni di oltre diecimila euro per ognuno di essi. Alcuni dei trasgressori hanno già provveduto a pagare la relativa sanzione amministrativa. È ora al vaglio dei Finanzieri la posizione degli oltre 65.000 utenti finali, fruitori degli abbonamenti televisivi pirata, per individuare le singole responsabilità.

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