Blitz della GDF, bloccato accesso illegale di 500 mila persone a piattaforme IPTV

Blitz della GDF, bloccato accesso illegale di 500 mila persone a piattaforme IPTV

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Fonte: Digital-News (com.stampa)

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Economia
  mercoledì, 26 gennaio 2022
 11:15

Blitz della GDF, bloccato accesso illegale di 500 mila persone a piattaforme digitaliLa Procura della Repubblica di Milano ha delegato i militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Milano, all'esecuzione di diverse perquisizioni su tutto il erritorio nazionale, nell'ambito di una vasta operazione di polizia giudiziaria, denominata «The Net» a contrasto del fenomeno della pirateria audiovisiva perpetrata tramite IPTV (Interner Protocol TeleVision).

Le indagini, che avevano già portato all'esecuzione di un primo intervento nel mese di settembre 2020, hanno permesso di individuare e inibire una serie di nuovi accessi a piattaforme digitali che consentivano la fruizione illegale di contenuti televisivi tramite il sistema IPTV, utilizzate da oltre 500mila utenti. Le perquisizioni, condotte con il supporto di diversi reparti della Guardia di Finanza dislocati su tutto il territorio italiano, hanno portato allo smantellamento di una complessa infrastruttura tecnologica, operante a livello nazionale, responsabile della diffusione illegale via internet dei segnali criptati delle PayTV, c.d «sorgente».

Nel corso dell'operazione sono state complessivamente perquisite le abitazioni di 20 soggetti indagati per la violazione della Legge sul diritto d'autore, residenti in Toscana, Emilia-Romagna, Campania e Calabria, che a vario titolo provvedevano alla generazione e alla distribuzione dei flussi IPTV illegali. In particolare, in Campania è stato individuato l'amministratore di una struttura denominata CyberGroup, molto nota nel mondo della pirateria: si tratta di un vero e proprio Internet Service Provider i cui server consentivano di far funzionare diverse IPTV illegali; nella stessa regione operava anche un ulteriore soggetto, deputato al procacciamento e alla gestione dei pagamenti relativi agli abbonamenti pirata al servizio Sky, destinati ad alimentare i flussi finanziari illeciti.

Infine, in Toscana, un altro indagato, attraverso l'utilizzo di oltre 50 dispositivi mobili, distribuiva illegalmente contenuti audiovisivi del palinsesto Sky, permettendone cosi la visione agli utenti, senza il pagamento del canone dovuto. L'azione investigativa ha sferrato un duro colpo alla pirateria, che sfruttava prevalentemente flussi attraverso sistemi c.d. OTT (Over The Top), ovvero tutti quei sistemi che si avvalgono della rete internet per la diffusione illegale dei palinsesti PayTV.

«La Guardia di Finanza ha il pieno sostegno di Sky nella sua attività di contrasto alla pirateria audiovisiva e accogliamo con favore l’operazione di oggi, l’ultima di una serie di azioni sempre più efficaci volte a porre fine a questo fenomeno illegale. La pirateria audiovisiva non solo finanzia la criminalità organizzata e colpisce negativamente le industrie creative, ma comporta anche rischi reali per gli utenti finali».

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