Europarlamento affossa accesso contenuti online da estero, ok solo ai tg.

Europarlamento affossa accesso contenuti online da estero, ok solo ai tg.

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Fonte: Ansa

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Satellite / Estero
  mercoledì, 13 dicembre 2017
 06:00

Europarlamento affossa accesso contenuti online da estero, ok solo ai tg.L'Europarlamento cede alla lobby dell'audiovisivo e affossa la possibilità per chi vive o viaggia all'estero di guardare online film, serie e show prodotti e trasmessi dalle tv nazionali. Un salto indietro «al secolo scorso», accusa il vicepresidente della Commissione Ue Andrus Ansip che aveva presentato la proposta originaria, e una «delusione» per le tv pubbliche europee. Esulta invece l'industria cinematografica e audiovisiva italiana con l'Anica, e sbandierano il loro merito gli eurodeputati del Pd che hanno votato contro le indicazioni del Gruppo socialista, il cui relatore, il tedesco Voelken, ha voluto togliere il suo nome dal provvedimento. Viene lasciata infatti la possibilità di rendere accessibili dall'estero solo tg e programmi d'informazione.

La revisione del regolamento 'SatCab' inizialmente proposta dalla Commissione prevedeva una semplificazione per la gestione e il pagamento dei diritti per consentire l'accesso online transfrontaliero a produzioni e coproduzioni audiovisive nazionali Ue, senza intaccare i cosiddetti contenuti 'premium' quali i blockbuster internazionali alla 'Game of Thrones'. Una fiction italiana, per esempio, non rivendibile a un pubblico francese o tedesco ma che interesserebbe invece i due milioni di italiani che vivono all'estero. Le nuove regole avrebbero facilitato la vendita dei diritti negli altri Paesi Ue dove secondo il broadcaster c'è un pubblico potenziale, remunerando allo stesso tempo gli artisti e offrendo l'accesso legale ai cittadini a prodotti audiovisivi 'made in Europe' o 'Italy'. L'Europarlamento ha però affossato tutto, in nome della tutela della diversità culturale. «Il voto odierno è una delusione per la gente, i creatori e la diversità culturale, sembra di essere ancora nel XX secolo», ha tuonato Ansip. Le stesse tv pubbliche europee, «deluse», hanno sottolineato che quanto adottato dall'Aula «respinge un accesso migliore alla cultura europea per i cittadini».

Di parere radicalmente opposto l'Anica, che ringrazia «con convinzione il Parlamento Europeo e, in particolare, tutti gli europarlamentari italiani per il grande risultato appena conseguito» in quanto «il settore audiovisivo è una leva strategica dello sviluppo culturale ed economico europeo e l'Italia è al centro di questo sistema». Chiave il ruolo degli eurodeputati del Pd, la cui «quasi totalità» ha «votato in dissenso al gruppo S&D in difesa delle posizioni del nostro Paese». La battaglia però non è finita: Ansip, con l'appoggio di tv pubbliche e consumatori Ue, ha promesso che farà il massimo nei negoziati a venire tra Parlamento e Consiglio per riequilibrare il testo legislativo.

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