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Andrea Duilio: «Sky rivoluziona la connettività e investe dal cinema italiano alla Serie A»

Fonte: Corriere della Sera

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Sky Italia
martedì, 28 novembre 2023 - 21:30

Andrea Duilio: «Sky rivoluziona la connettività e investe dal cinema italiano alla Serie A»Sky e Fastweb hanno annunciato oggi di aver siglato una partnership pluriennale per il lancio, nel corso dei primi mesi del 2024, di Sky Mobile powered by Fastweb, un’offerta mobile affidabile, veloce, trasparente e a un prezzo vantaggioso.

Andrea Duilio, amministratore delegato di Sky Italia ha rilasciato nell'edizione odierna del Correre della Sera una interessante intervista al giornalista Daniele Manca. Nelle sue parole (che vi proponiamo qui sotto) Duilio ha parlato della sua esperienza alla guida di Sky, sottolineando il rispetto per Silvio Berlusconi e la tv italiana durante l'anniversario dei 20 anni di Sky in Italia. Ha evidenziato la crescente importanza della connettività, annunciando il lancio di Sky Mobile nel 2024 in collaborazione con Fastweb. Nonostante la diversificazione, Duilio ha chiarito che il core business di Sky rimane la televisione, enfatizzando l'importanza di contenuti di qualità e un'esperienza utente eccellente.

Duilio ha difeso la chiarezza del modello di business, sottolineando gli investimenti in produzioni italiane e partnership con case di produzione indipendenti. Ha menzionato l'accordo con Vision Distribution e la crescente attenzione al cinema italiano. Inoltre, ha evidenziato gli importanti investimenti nel settore sportivo, come l'accordo sulla Serie A e l'acquisizione dei diritti per il tennis italiano. Quando interrogato su Tv8, Duilio ha elogiato il canale per i buoni risultati e l'audience in crescita, negando che sia un "Calimero" e sottolineando il suo ruolo chiave tra le reti generaliste. Sui conti, Duilio ha riconosciuto che c'è ancora lavoro da fare per raggiungere la piena marginalità, ma ha evidenziato la trasformazione in corso. Ha attribuito il successo iniziale della stagione televisiva a un basso tasso di abbandono e a un alto indice di soddisfazione, nonostante le sfide economiche globali. Ha sottolineato l'approccio a lungo termine di Comcast come un vantaggio nell'affrontare investimenti e trasformazioni.


Oggi, è alla guida di Sky.  Due anni fa fu chiamato dagli azionisti americani, il colosso Comcast che quest’anno ha festeggiato i venti anni di presenza della tv a pagamento sul mercato italiano.
«A dire il vero non abbiamo tanto festeggiato, per rispetto verso una personalità che ha fatto la tv italiana, Silvio Berlusconi, scomparso lo scorso giugno proprio durante l’anniversario»

Tv a pagamento, connessione Wi-Fi e adesso connessione per i telefonini, un po’ di confusione...
«Tutt’altro. Rendiamo la vita più facile alle famiglie, ai nostri clienti».

D’accordo il Wi-Fi, in fondo molti servizi tv arrivano via streaming, ma il mobile?
«Guardi, sono molti i clienti che vogliono sia banda larga sia mobile e noi vogliamo essere un punto di riferimento per le famiglie Sky, anche per tutte le esigenze di connettività. Abbiamo un partner tecnologico con il quale lavoriamo da tempo, Fastweb. È stato naturale pensare a loro per completare la nostra strategia e siglare un accordo per lanciare nei primi mesi del 2024 Sky Mobile. Così insieme a Sky Wifi, in forte crescita, completiamo la nostra offerta».

Ammetterà che però si può far fatica a capire quale sia il vostro business principale...
«Il nostro core business è e resterà senza dubbio la tv, ma abbinando contenuti e tecnologia, innovazione e connettività».

Però questo significa anche spendere un bel po’ di soldi.
«È naturale che le persone inizino a diventare più selettive con il moltiplicarsi delle offerte. Per questo saranno la qualità dei contenuti e l’esperienza di fruizione a fare sempre di più la differenza. Ma noi facciamo una cosa in più: investiamo nell’industria culturale del nostro Paese».

Questo lo dicono tutti.
«Non tutti però hanno speso 280 milioni solo nell’ultimo anno in produzioni italiane, con una crescita del 35% negli ultimi tre anni. Con Vision Distribution, insieme a 5 tra le principali case di produzione indipendenti, stiamo puntando molto sul cinema italiano, per valorizzare i talenti e le storie del nostro Paese».

E cioè?
«Ad esempio, l’ultimo film di Paola Cortellesi, un vero e proprio manifesto civile, è distribuito da Vision. Nel 2024 sarà su Sky e su Now. Quando parlo di qualità è questo che intendo, nei contenuti come nella tecnologia. E questo lo sanno anche gli appassionati di sport e calcio».

Giusto, la Serie A...
«È un altro esempio. L’accordo raggiunto è un salto di qualità, avremo oltre 30 dei 78 top match a stagione. In pratica, ogni sera e solo su Sky avremo una partita tra campionati, Champions League, Europa League e Conference League, che dal prossimo anno tornano in esclusiva su Sky. Anche qui, grazie a un importante investimento. Senza contare Euro 2024. Lo sport è e sarà sempre uno dei nostri punti di forza».

Ci sarà qualche sorpresa?
«In un momento davvero storico del tennis italiano abbiamo annunciato che dall’anno prossimo il grande tennis per 5 anni sarà tutto su Sky: Atp, Wta e Wimbledon. E questi andranno ad aggiungersi a Formula 1, Moto Gp, il basket dell’Nba, rugby, golf e tante altre discipline».

Vale anche per Tv8, che è un po’ il vostro Calimero?
«Sta dando buoni risultati e ripagando gli investimenti. È un canale giovane dall’anima pop su cui puntiamo. Non proprio un Calimero, come ascolti è il canale che cresce di più tra le prime 9 reti generaliste in questo 2023, grazie allo sport e a contenuti pensati ad hoc per il canale come il GialappaShow».

In tutto questo i conti? La marginalità non è soddisfacente.
«In questi due anni abbiamo avviato un percorso di trasformazione di cui siamo molto soddisfatti. Avere alle spalle un investitore che ha una prospettiva di lungo periodo come Comcast non ti limita a inseguire solo la redditività a breve termine, visto l’interesse dimostrato e gli investimenti in Italia di questi anni».

Sì, ma i numeri restano non soddisfacenti.
«C’è ancora un po’ di strada da fare per tornare alla piena marginalità, anche per i grandi investimenti che abbiamo realizzato in questi anni. Il core business della tv è già in positivo. La stagione è iniziata bene, il tasso di abbandono è il più basso di sempre e l’indice di soddisfazione è in continua crescita. Indicatori per noi molto importanti, soprattutto in questo scenario macroeconomico ancora incerto».

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