Sky in linea con Fastweb per un patto sui contenuti
Sul tavolo della trattativa tra Sky - quasi 4 milioni di abbonati in Italia - e Fastweb, che al 30 giugno dichiarava 874 mila utenti ai suoi servizi Internet, c'è una collaborazione che si svilupperà in due sensi. Da una parte Fastweb intende aumentare l'offerta di canali Sky che già oggi offre agli abbonati alla sua Internet-Tv, puntando così ad aumentarne il numero rispetto ai 190 mila attuali. Dall'altra parte, e qui sta la novità maggiore, Sky vuole vendere al dettaglio e direttamente i suoi pacchetti di programmi televisivi, usando come infrastruttura la rete di Fastweb in alternativa al tradizionale decoder. Ma altre forme di collaborazione sono allo studio, specie sul fronte dell'interattività nei programmi televisivi.
Di fatto già oggi Fastweb offre una parte dei canali compresi nell'offerta Sky. Ma non si tratta di un accordo commerciale, quanto di una condizione imposta a Murdoch all'epoca della fusione Stream/Tele+ nel 2003, quando il via libera fu condizionato tra l'altro all'obbligo di cedere a un prezzo «scontato» parte dei suoi canali alle piattaforme Internet che lo richiedessero. Da allora ci sono state numerose schermaglie tra le due società, compresa quella sulla trasmissione del Grande Fratello, che Sky impedì a Fastweb. L'accordo segnerebbe invece un salto di qualità nella collaborazione tra le due società.
Sebbene nessuna delle due parti in causa lo confermi in alcun modo, la trattativa, Sky-Fastweb risulta già avviata da tre mesi circa e pare dunque correre in parallelo con quella che la News Corporation, la casa madre di Sky, sta conducendo proprio con Telecom Italia sempre per fornire contenuti multimediali. Ma di fatto i due casi sono diversi, e non solo per le dimensioni assai differenti dei due soggetti italiani coinvolti. Quello allo studio con Fastweb è soprattutto un accordo commerciale nel quale l'interesse della società Internet è di ampliare la propria offerta e quello di Sky è di sfruttare tutti i canali distributivi a sua disposizione. Con Telecom si parla invece di un'intesa di più ampia portata strategica che partirebbe dalla fornitura di contenuti per poi allargarsi a una più intensa collaborazione di tipo industriale e magari - come in ambienti finanziari si va dicendo da tempo - anche a un accordo azionario che porti Murdoch dentro Olimpia, la holding di controllo di Telecom.
Ieri, a questo proposito e dopo gli articoli apparsi tra l'altro anche su La Stampa, la Telecom ha diffuso una nota su richiesta della Consob spiegando che con News Corporation «sono in corso discussioni... in merito alla fornitura di contenuti nel campo dei media» e che «non sussiste in merito alcuna intesa e tantomeno accordo, neppure con riferimento a possibili scambi azionari». Allo stesso tempo in Borsa si è invertita la tendenza che mercoledì aveva spinto i titoli Pirelli e Telecom: il primo ha perso l'1,46% a 0,66 euro, il secondo ha ceduto l'1,32% a 2,09 euro.
Se dunque è vero che al momento non esiste accordo nè sulla fornitura di contenuti nè su possibili scambi di azioni, va anche detto che la nota Telecom non pare accantonare definitivamente l'ipotesi. E la prospettiva di un Murdoch che entri nel settore telefonico italiano - allargandosi ovviamente in quello televisivo grazie alla convergenza - continua ad agitare non poco i concorrenti come Mediaset e le forze politiche che leggono la questione anche - se non esclusivamente - nella dimensione che la lega ai destini, industriali e politici, di Silvio Berlusconi. In fondo dal perimetro dell'intesa Murdoch-Tronchetti dipenderanno anche le prospettive dell'accordo con Fastweb. Se sarà solo un'intesa sui contenuti anche la società di Silvio Scaglia potrà sedersi al tavolo con Sky, visto che la stessa Telecom non offre né chiede rapporti esclusivi con News Corporation. Se invece tra il gigante mondiale della tv e quello italiano delle tlc ci sarà qualcosa di più sarà difficile vedere Fastweb viaggiare assieme a Sky.