Mondiali: Sky e La7, così si domina il campionato degli ascolti
Quest'ultima - emittenti locali a parte - è stata rappresentata da Sky e dalla 7. Il "dream team" messo in campo dalla pay-tv si è dimostrato una volta di più campione nel raccontare le partite in presa diretta, prima, e nell'analizzarle dopo il fischio finale. L'ideale capitano di questa squadra da sogno è Ilaria D'Amico, mentre instancabile portatore d'acqua a centrocampo si è confermata la Gialappa's Band, i cui lazzi - uniti agli ospiti improbabili e alla pluralità di riprese messe a disposizione dallo sviluppo delle tecnologie - hanno il potere di rendere piacevoli anche le partite più noiose e scontate.
Ma quello che più di ogni altra cosa ha fatto la differenza è stato lo stile di... gioco: un racconto del fatto sportivo secco e adeguato, laddove una Rai perennemente affetta da sindrome del varietà si affidava a nani e ballerine, vedi i vari Zingaretti e Barbarossa affiancati ai cronisti. Senza contare che Sky ha surclassato la Tv di Stato sul piano delle riprese, potendo contare su un numero enorme di telecamere (le proprie più quelle della Fifa) piazzate ovunque e in modo tale da rivelare ogni dettaglio, non necessariamente superfluo: si pensi alla testata di Zidane a Materazzi, sfuggita all'arbitro e alle riprese Rai.
La7 dal canto suo può vantare di aver proposto il migliore post partita con "Il gol sopra Berlino". L'era nuova seguita all'epurazione di Aldo Biscardi è cominciata nel migliore dei modi, battendo su tutti i fronti "Notti mondiali": da una parte contenuti seri, tecnici, esposti con toni pacati da ospiti, quasi tutti giornalisti, di provata competenza e conditi da alleggerimenti garbati; dall'altra, il solito caravanserraglio nazional-popolare, dove Mazzocchi, Galeazzi e Varriale, sbracati al solito, hanno trattato i Mondiali alla stregua del Festival di Sanremo.