Ce ne siamo accorti durante i Mondiali tedeschi.
I media digitali ed interattivi hanno svecchiato radicalmente il volto delle trasmissioni sportive ed hanno tonificato la complicità collettiva ai grandi eventi.
La World Cup appena finita ci ha restituito in modo netto questo senso di condivisione immediata e su scala globale.
E' una sensazione che abbiamo provato in tanti, ma che il responsabile di Internet per il Gruppo l'Espresso, Vittorio Zambardino, ex cronista sportivo per Repubblica, descrive in modo suggestivo in un magico post.
Ne riproduco alcuni brani , ma consiglio di leggerlo per intero, cliccando qui, per ripercorrere in pochi minuti il cammino darwiniano dello spettatore televisivo, dalla preistoria di Mexico 70 al futuro remoto appena archiviato di Berlino 2006.
"E' la prima volta che lo avverto con tanta chiarezza. E' l'effetto di avvicinamento, o di prossimità dei media. E c'entra il mondiale.
Ho appena finito di chattare su Google Talk con un amico parigino, un manager internet di un grande portale, e mi son dovuto barcamenare: era ancora nero, la storia di Zizou è dura da digerire..."
"E ancora sulla vicinanza: ieri sera, prima che lo facessero i telegiornali, eravamo là, a vedere cosa dicevano i siti dei giornali del mondo, ovviamente partendo dai francesi, perché sentire che 'le balle ancor gli girano' è un suono celestiale... E poi gli sms con gli amici inglesi... E i forum francesi, che se non fosse perché uno si simpiccia sugli accenti e la sintassi, ci sarebbe da rispondergli. e provocarli ancora un po'. .."
"E' tutta 'colpa' dei media nuovi".
"Perché la televisione, come dice la sua parola, ha a che farà con il lontano".
"Ricordo Italia-Germania 4-3 del giugno '70: è una poltiglia di immagini grigiastre, in un salotto con la luce accesa, in una sera di bollore, con una voce un po' metallica che sembrava distorta dal miagolio di un cavo".
"E poi le feste per strada, sì, belle, ma tutto avveniva laggiù dove la mente si spaurava d'arrivare. Finita la cronaca di Nando Martellini (era lui? credo proprio di sì....), la luce era spenta e rimaneva solo questa gioia autistica e lontana, arenata sulla sponda di un oceano con il mondo dall'altra parte. L'anno prima c'era stata la luna. Ebbene, se sotto la voce di Martellini ci fosse stato il 'biiip biiip' che accompagnava quella di Armstrong, sarebbe stata la stessa cosa..."